CUBAOGGI


MARCIA A CUBA 2006

 


 

Nel giorno in cui forse il terrorista e assassino Posada Carrilles riavrà la libertà

 

GIOIA MINUTI

 

Mi hanno svegliato alle tre della notte: cantavano e gridavano slogan e camminavano verso i punti di concentrazione.

Fidel ha chiamato e il suo popolo risponde: tutta la capitale, tutte le persone di buona volontà e coscienza, dai bambini ai combattenti, dai lavoratori a tutti coloro che manifestano perchè lo desiderano e non certo per obbligo, sono scese in piazza o meglio sul Malecon, il lungomare. 

È imponente il corteo (e non è ancora incominciata la marcia- oltre 1.400.000 persone n.d.r.-), è  impressionate e tutti sono indignati per la sporca volontà di Bush e compagnia di liberare l’assassino dei 73 civili uccisi con l’esplosione di un aereo della Cubana sopra Barbados.

Nessun cubano ha mai dimenticato la squadra giovanile di scherma che morì, tutta, in quell’orribile attentato. Erano giovani  ragazzi e avevano vinto il campionato regionale a Caracas. Non sono mai più tornati a  casa e le loro medaglie giacciono in fondo al mare.

Ogni anno nel cimitero di Colón le famiglie li piangono come nel primo giorno di lutto, ma molti piangono anche di rabbia perché vogliono giustizia, esigono giustizia  e si potrebbe fare giustizia: l’assassino è lì ma il presidente dell’impero, il nuovo Hitler del mondo lo protegge.

Bush parla di combattere il terrorismo ma  tratta il peggior terrorista d’America come un principe.  L’umanità e davvero in pericolo di fronte alle azioni di un governo disonesto e bastardo, come ha detto Fidel, guidato da un pazzo sanguinario come Bush e compagnia.

È già cominciata la marcia del popolo combattente per esigere che Posada Carriles oggi NON venga liberato e che il governo degli Stati Uniti ponga limiti alla sua arroganza.

Fidel alle otto in punto (qui a Cuba per ragioni di risparmio energetico si usa l’ora legale ed è buio fino alle otto), ha detto poche parole ed ha iniziato cosi: “Come sono coraggiosi gli scarafaggi, hanno gia acceso il loro cartellone!” alludendo al ridicolo messaggio con le frasi di Martin Luther King e paragrafi sui diritti umani, che si stanno proiettando da alcuni giorni  dall’ufficio di Interesse degli Stati Uniti, SINA.  Martin Luther King, forse lo hanno dimenticato, è stato ucciso negli Stati Uniti da nemici della libertà e dei diritti umani... 

Fidel ha elencato brevemente le motivazioni di questa grande mobilitazione cubana, indispensabile di fronte  a una grave e perfida  provocazione ed ha salutato l’eroico popolo cubano, il nobile popolo degli Stati Unitiu e l’opinione pubblica internazionale.

Il governo degli Stati Uniti vuole liberare Posada Carriles, pericoloso terrorista, così definito dal FBI e non da Cuba, perchè, come disse l’avvocato difensore i costui, Eduardo Soto, se Posada parla può dare molti problemi a Washington e dintorni...

Posada è stato addestrato e preparato dalla CIA e dal padre dell’attuale presidente  per commettere crimini orribili: ha cominciato con l’organizzazione dell’invasione - fallita – di Playa Giró a Cuba; ha partecipato attivamente al Plan Condor, un piano terrorista organizzato e usato per uccide migliaia  e migliaia di progressisti, sindacalisti, comunisti, lavoratori, intellettuali  in tutta l’America Latina, fomentando le dittature. 

La CIA lo ha liberato da una prigione in Venezuela dov’era recluso e lo ha mandato in Guatemala dove ha lavorato con i Contras nel contrabbando di droga per armi.

Posada è sempre stato strettamente legato ai servizi segreti degli Stati Uniti ed ha lavorato al soldo della FNCA , la fondazione cubano americana mafiosa di Miami; è  l’autore intellettuale dell’assassinio di Fabio di Celmo. Dagli USA hanno pagato la ex presidentessa Mireya Moscoso per regalargli l’indulto ed è stato accolto nell’Unione dopo il suo viaggio con lo yacht Santrina, passando dal Messico, nel marzo del 2005.

Oggi stranamente Santiago Álvarez, il suo socio, padrone del Santrina, è detenuto per possesso illegale di armi e passaporti falsi...

Il governo degli Stato Uniti  si sta disperatamente agitando perchè i suoi piani contro Cuba sono tutti falliti.  L’amministrazione Bush deve compiacere la mafia di Miami che gli ha regalato la Casa Bianca con la frode e che con il suo governo fraudolento  e bastardo sostiene il “piano di transizione per Cuba” studiato per far tornare Cuba allo stato di colonia.

Inoltre gli Stati Uniti vogliono bloccare le entrate di Cuba come impediscono i viaggi e gli scambi culturali e scientifici.
Il governo degli USA vuole violare chiaramente gli accordi migratori firmati e impedisce le vendite di prodotti agricoli che Cuba da cinque anni acquista e paga in contanti, misura mai applicata nel mondo. 

Il governo di Washington non vuole riconoscere l’accordo voluto dal presidente Carter nel maggio del 1977 sulle minime relazioni diplomatiche esistenti e questa è la sola spiegazione delle volgari dimostrazioni che offre la SINA, ha sottolineato Fidel.  

Il governo di Cuba non può più accettare tanti oltraggi: le sue reazioni saranno pacifiche, ma colpiranno e reagiranno contro ogni azione che vuole danneggiare il popolo dell’Isola e la sua sovranità, con la sua etica  e la sua morale.

Fidel sta guardando la sfilata grandiosa che durerà – molto probabilmente-   almeno sei - sette ore.

Il popolo cubano, quello della capitale, sfila sul Malecón e grida il suo sdegno contro questo impero di volgari aggressori e torturatori.  Bush ha appena dichiarato che la sua è una guerra “differente” e che quindi lui ha il diritto di  prevenire qualsiasi presunto atto di violenza da parte di qualsiasi presunto nemico complice di Al Qaeda.

Nel suo stesso paese il criminale imperatore Bush sta vivendo molti problemi per via dei controlli che si stanno esercitando senza permessi su moltissimi cittadini.

Avvocati, congressisti e molte organizzazioni e associazioni stanno agendo contro questa ulteriore azione illegittima di un’amministrazione che ha solamente la ragione delle armi e della forza.

Chi si alza con Cuba, si alza per tutti i tempi, ha ricordato Fidel, che ha citato le parole dell’Eroe di Cuba, il titano di bronzo, Antonio Maceo, che disse che la terra che il nemico potrà occupare se attaccherà Cuba, sarà solo polvere intrisa di sangue.

Patria o Muerte. Vinceremos.

 

servizio fotografico Samuel Hernandez (Siporcuba)
clicca sulla foto per ingrandirla

inizio della marcia

la testa del corteo

bandiera della pace

bandiere al vento

guardando la marcia sfilare

Fidel parla al popolo

parlando agli studenti della Lenin

studenti boliviani presenti

anche il busto di Martì è presente

Fidel,Machado Ventura, Esteban Lazo, Elìan e suo padre e Yadira Garcìa

le bandiere salutano el jefe

la marcia

striscioni alla marcia

contro Posada

il popolo di Cuba

Sotomayor capeggia il gruppo sportivo

finendo il discorso

il sorriso di Fidel

chiudendo la marcia

 

info@siporcuba.it

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