COMITATO DI SOLIDARIETA' CON CUBA "FABIO DI CELMO"

CONTRO IL TERRORISMO

PER I CINQUE EROI CUBANI

 

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dopo Seattle: intervista a Michele Capuano

 

 

 

 

LA RIVISTA

 

Canto d’Amore

Camminavo lungo una strada tortuosa e sconosciuta
Mi proteggevano i sogni e l’amore per la vita
Avevo nel cuore e nel cervello una generazione umiliata
E sognavo, inventavo, immaginavo un’isola desiderata.

Incontrandola provai emozioni sconvolgenti e particolari
Mi possedeva la fantasia e mi parlava un violino di Stradivari.

Ho insegnato ad un bambino a battere un calcio di rigore
Ho imparato a combattere il padrone e il profittatore

Poi un giorno la belva umana mi pugnalò con una scheggia impazzita
Rubandomi i progetti, le speranze e la mia acerba vita
Andandomene ho donato un bacio a mio padre e alla sua bontà infinita
Ho raggiunto mia madre, i miei cari ...accarezzando le loro laboriose dita

Come sono poveri i potenti e i loro giorni avari
come sono soli gli assassini che si vendono per pochi denari

Per incontrarmi è sufficiente coltivare un variopinto fiore
...nel giardino globale di un padrefanciullo pieno di ardore ...

poi mi rispose qualcuno

fogli da leggere...


RIVOLUZIONE

menene

Strada: immaginosa. Piena di incanti
E’ una idea. Una frase. Pensieri invitanti
La Rivoluzione è un adolescente torpore
La Rivoluzione è vivere: fare… creare
La Rivoluzione è la tua compagna (se vuoi): il tuo compagno
Un corpo ardente. Un desiderio piacevole
Un viaggio. Oceani che si confondono con le isole
Amore. Inventare la libertà. Incubi? Il sogno
Amore. Una rondine. Un fiore… un tenero tepore
E’ incredibile vivere (ancora) emozioni importanti
Siamo una fragile ampolla… è un dovere andare avanti
In nome di un nome qualsiasi: Ines o Marco o Cesare: ad esempio
Il presente: un giardino, tra semi ed erbacce, ampio
Amore è gocciole di ribellione: eccezionale sudore
Amore è un luogo lontano… da cercare
Amore è un lungo cammino nella tela di un ragno
Un teatro vuoto illuminato dai raggi di aiuole
Un grembo. Una madre: la Terra. Nuvole
La Rivoluzione è un polo attorno a cui si volge il bisogno
La Rivoluzione è la scienza e l’arte di governare
La Rivoluzione è un contraddittorio cantore
E’ valorizzare gesti, concetti. Progetti… esaltanti
Siamo una rotonda moltitudine di api migranti
No somos libertadores
Los libertadores no existan
Son los pueblos quienes
Se liberan a si mismos

(…)

Sei tu.
Sei tu quell'essere vivo
riconoscibile dai primi suoni labiali?

Sei tu.
Quell'infante che sorride e piange?

Cattive stagioni
Guerre
Miserie e malanni intanto infuriano.

Sei tu.
Sei tu il perseguitato innocente?
Il ricco derubato che non ha più niente?

Sei tu.
L'antico popolo in cerca delle stagioni?

Delusione dei sensi:
ingannati dall'ipocrisia:
da potenti ignobili:
sciacalli tra lupo e volpe.

Sei tu.
Gli occhi grandi?
Gli anni che passano inesorabili?
La speranza e i sogni?
La terra da calpestare?
La penna che cerca la verità?

Sei tu.
Un mondo nuovo da inventare?

"La Terra è arida.
Gli abitanti impotenti.
Spaventati e confusi.
L'erba dei tetti non ha radici.
Il vento d'oriente e dei carabi è lontano".

Sei tu un chicco nel melograno?

Sei tu il vecchio partito rivoluzionario
e poi la Nuova Comune?

Sei tu la faccia stanca:
impenetrabile:
meravigliosa.

Sei tu anche diventando polvere il futuro?
In Chiapas. In una favelas.
Nel Bronx. Ragazzo di strada.
Piccola prostituta.
Dietro una macchina da scrivere.

Cuba: siete voi il domani?
Vecchi e nuovi partigiani.

"Del domani non vi è certezza".

Siete voi.
Siete voi che cantate "immagina un popolo"?
Una vecchia melodia popolare?

Siamo noi la gente stupenda
che percorre strade nuove da esplorare?
Da ieri ad oggi:
siamo noi quel popolo in marcia verso il domani?

Un giorno di maggio:
in un paese troppo normale:
la piazza era piena di gente:
lagrime vere e bandiere rosse al vento:
nessun addio ma un semplice ciao:
un compagno ci salutava.
Ritornerai: ritorneremo:
e saremo milioni.

E intanto:
sei tu.
Sei tu quell'essere vivo
riconoscibile dai primi suoni labiali?

Michele Capuano e menene

Cinco Luceros Rojos

 

Allí están, de acá son

tan cerquita tan lejanos

tan brillantes y lozanos

su sonrisa su estandarte

su verdad y mis hermanos.

 Las mañanas y las noches

y los rojos del ocaso

y el aroma de tus flores

y el rocío de tu regazo,

allá están, de acá son,

tan brillantes tan cercanos.

 Por dolor, por honor,

por verdad del corazón

su calor, su pasión, su ternura y su razón

aquí están, de aquí son,

se confunden con mi voz

como son y en mi son

armonizan al candor

de tus manos y mis manos

del ardor, del clamor

de la fuerza de saber

Que tenemos la razón.

 

 David Palmer (Canadá)
Homenaje a los Cinco Heroes Prisioneros del Imperio

2004: DIRITTO ALL’ESISTENZA

 

menene

 

 

 

Corpo sospeso in declivo: casualmente?

Sogni minacciati da una candela consumata. Un quadro: movimento: idee libere per quanto confuse: un muro (ieri ed oggi) le limita e le cattura.

Una torre perdente pende sulla ragione e sul cuore.

Tetti di case antiche (la memoria) sono da restaurare.

I frutti oscillano sugli alberi insieme ai desideri: acerbi. Maturi incredibilmente cadono al suolo.

Esprimere entusiasmo e passione è…
 è una smisurata e malinconica armonia.

L’intelletto e la fantasia, la scienza e l’utopia

…navigano ed ondeggiano tra densi vapori.

Fuori dalla realtà delle cose normali…

volano uccelli migratori da ogni continente.

I senza terra o casa sono murales non vani ed astratti:

miscela densa che edifica un inedito paesaggio.

E’ bene gridare: non tacere e  cantare maggio:

il fare che insegna a fare tra gli apatici e i distratti.

Noi: mentre l’acqua corre alla china: animali.

Il seme della vita lotta tra luci ed ombre: amori.

Perché? Eppure stiamo percorrendo una nuova via.

Prigionieri dei potenti rifiutiamo la loro amnistia.

Casus Belli e carcere sono il dominio e i suoi lacchè.

Impero: stragi di Stato e occhi che opprimono.

Una non perfetta quadratura ruba i nostri sogni veri.

Tuttavia… siamo popoli in marcia: per avanzare.

D’ogni falò ci appartiene il calore: il chiarore.

Siamo fiori, la rivoluzione, la civiltà e la natura:  manifesti. Manifestazioni di masse mai illuse: gente viva che parla ed opera per una nuova giornata … in questo teatro squallido ad Occidente.

Amare Cuba (piccola storie italiane)

menene

Engels ragionava su “la Famiglia” per analizzare la società. Io che non sono Engels ma un semplice militante comunista, un po’ invecchiato, gonfio di limiti e contraddizioni che non raramente esplodono, prendo ad esempio il condominio (in ricordo di un articolo apparso tanti anni fa sulla rivista “Il Salvagente” allegata al quotidiano fondato da Antonio Gramsci e ancora organo ufficiale del Partito Comunista Italiano, l’Unità). Il condominio è, ad esempio, in un palazzo, la sede di tutti i proprietari di immobili (appartamenti) che eleggono, per fini comuni e collettivi, un amministratore e un consiglio di amministrazione, fanno assemblee (se ci riescono) e cercano di gestire la cosa comune (si pensa per esigenze e bisogni dell’intera collettività). Nel condominio dove io abitavo (non da padrone ma da affittuario con delega a partecipare alle riunioni condominiali) accaddero due fatti che nel trascorrere della mia vita non ho mai dimenticato.

Il primo.

Avevamo dopo mille litigi finalmente un amministratore dignitoso. Andava nelle case di tutti, faceva appalti pubblici e in busta chiusa delegati ad ognuno ed ognuna senza presentare sue ditte, si preoccupava dei ragazzi e delle più piccole per spazi adeguati al loro giocare e studiare e mille altre attività. Non so perché ma alcuni condomini iniziarono a boicottare assemblee, a parlare dietro le spalle del povero disgraziato fino ad esasperare ogni abitante del palazzo. Incredibilmente e con mio disappunto la storia finì con il licenziamento del bravo amministratore pur di porre fine ad infiniti litigi. Insomma chi voleva avere un potere all’interno dell’abitato e sentendosi escluso da un agire onesto e concreto aveva creato così tanta confusione e reso la vita di tutti e tutte così invivibile che a rimetterci era stato un innocente. Certo non dissero mai che era disonesto o incapace ma non era un commercialista e in più era troppo altruista e per il bene comune serviva uno che sapesse far bene di conto e duro e iscritto all’albo degli amministratori di condominio: titolo che il nostro mancato eroe non possedeva essendo semplicemente una persona di buona volontà. Ora il gruppo aveva finalmente un nuovo leader che li incoraggiava, li consultava e li valorizzava anche se i bambini e le bambine disturbano, chi ritarda un pagamento va dall’avvocato e gli appalti per qualsiasi lavoro sono un’esclusiva del capo e della sua corte. Il mondo va anche così.

Il secondo.

Tutte le sere rientrando nel palazzo incontravi una grossa cacata (merda per capirci) sul pianerottolo. Ci furono riunioni immediate. Si pensò di mettere un cancello possente e citofoni (che non c’erano). Niente. Tutte le sere la cacata era lì. Si assunse un portiere. Si pensò anche di avere una guardia privata per la vigilanza e altre spese folli. Passarono i giorni, si spesero cifre stratosferiche e la cacata era sempre lì. Tutti si stanno ancora domandando come sia possibile che un furfante riesca a raggirare ogni sicurezza e a defecare in quel palazzo condominiale dove vive gente rispettabile che la merda la fa a casa propria. Io ogni tanto ci penso e sono sempre più convinto che il depositario di tanti stronzi (termine che indica le varie parti del microcosmo puzzolente) sicuramente vive nel palazzo. Ah! Se lo pensassero tutti e tutte! Forse avremmo un uomo nuovo, una donna nuova, un buon amministratore anche se non iscritto all’albo e la merda non intralcerebbe il nostro camminare mentre saliamo faticosamente le scale verso la nostra destinazione.

Esprimo la mia adesione al comitato di solidarietà con Cuba “Fabio Di Celmo”, ai compagni e alle compagne dell’aiasp e di Democrazia Popolare, al meraviglioso Giustino Di Celmo, alla splendida Ines Venturi, all’infaticabile Michele Capuano, ai cubani e alle cubane che conosco e al suo popolo, ai 45 anni di rivoluzione scusandomi, io, poeta e scrittore mediocre, per tutti quei condomini del mio palazzo che mentre sto qui a comunicare con voi stanno ancora litigando sulla merda… il fatto non può lasciarci totalmente indifferenti anche perché drammaticamente, nonostante i nostri buoni propositi, ci coinvolge sempre… Ci sarò il 10 marzo davanti al Parlamento Italiano, per i 5 eroi, per Fabio, per un’iniziativa utile…


Il 4 giugno arriva il signor Bush, nipote di Sam Bush e Prescott Bush: finanziatori di Hitler! Arriva la slot-machine della nuova mafia di Miami (anticastristi assoldati per atti terrorstici infami che costarono la vita anche al giovane italiano Fabio Di Celmo), il responsabile di crimini e guerre inaudite, torture e saccheggio. Arriva il continuatore dei crimini commessi in Vietnam, in Cile, in Corea del Nord (bambini da una parte e madri dall'altra per sentire le loro urla mentre venivano bruciati vivi). Chi vuole vedere queste immagini crudeli che ho in questa cantina in cui vivo? Arriva la miseria dell'umanità. Altro che potenti! Aderisco alla manifestazione del 1° giugno per un parco a Roma, in viale Irpinia 50, a Fabio Di Celmo (boicottata anche da La Margherita: non votateli!!!) e aderisco al sit-in davanti al Parlamento il 3 giugno 2004 dalle ore 17 per dire no ai complici del massacro, della vigliacca barbarie che intende piegare popoli sovrani al volere di un capitalismo e di un imperialismo in crisi e tuttavia partorito dal grembo fecondo di una ideologia nazista che pensavamo appartenesse alla memoria che andiamo smarrendo... Il 4 giugno? Nessun dubbio! In piazza! Perchè ci appartiene! Perchè è nostra... come la speranza nascoste in piccole goccie rivoluzionarie...
Hasta la Victoria Siempre!
menene
 

Chi sono?
 
Anarchico o Comunista?
 
Un antagonista?
 
Pensiero critico e ribelle
 
Combattente coerente?
 
Animale contraddittorio:
 
perdente?
 
Utopista:
 
illusione?
 
Resistente
 
Partigiano tra il vecchio ed il nuovo
 
Internazionalista
 
Un viziato confuso tra i fumi della miseria
 
Tuttavia incredibilmente vivo
 
 
 
Chi sei?
 
Luogotenente o protagonista?
 
Massimalista?
 
Luna nera senza stelle/pelle
 
Amore inconcludente
 
Cuore d’avorio:
 
insignificante:
 
opportunista
 
Delusione?
 
Invadente
 
Un nascere tra ombelico e un guscio d’uovo
 
Maternalista
 
Nuvola che accompagna una barca in avaria
 
E agogna inventare un lido giulivo
 
 
 
Chi siamo?
 
Un’accademia storica, sociale e politica
 
Chi è acceso in volto e in tutta la persona
 
Il bisogno d’un abbraccio:
 
lo stare insieme
 
Un sogno di liberazione al plurale
 
L’animarsi e l’emigrare:
 
oltre ogni confine
 
Lo spazio ed un infinito tempo:
 
il futuro
 
I nemici di embarghi, ingiustizie ed oppressioni
 
I senza volto contro la barbarie presente:
 
contro la guerra e la falsa pace:
 
per l’etica dell’essere contro quella del rubare
 
 
 
Chi siete?
 
I vigliacchi che hanno privilegi senza fatica
 
Una sirena accattivante anche se stona
 
Un pericoloso e mortale laccio:
 
soffoca e deprime
 
Gli artefici maledetti d’un mondo ineguale
 
L’olocausto e il depredare:
 
una rivoluzione ormai solo spine
 
Un labirinto senza scampo:
 
il muro
 
I prepotenti che abusano del potere e delle istituzioni
 
La cattiva marmaglia ipocrita e indecente
 
La pena di morte mentre l’informazione tace
 
Il boia della civiltà che nell’oblio scompare
 
 
 
Io: sono: una lagrima tra rughe invadenti:
 
vissute: esperte:
 
un po’ astruse
 
 
 
Tu sei: occhi che piangono e occhi  sorridenti:
 
vie inesplorate o deserte:
 
idee, anche, confuse
 
 
 
Noi: siamo: un atto di libertà… inventandolo
 
Un fiore: un corteo: un mondo nuovo possibile
 
Mani semplici e ricche di linee che s’incrociano
 
 
 
Voi siete: un banale cavallo a dondolo
 
Altro dall’umanità e da un pianeta condivisibile
 
Calamità innaturali che solo nel caos dominano
 
 
 
Chi sono?
 
Chi sei?
 
Chi siamo?
 
Chi sono? Loro
 
Loro: chi sono?
 
Noi: siamo...

 


 
IL DIVERSO

 

Un leggero rumoreggiare simile alle acque non prepotenti e al vento che accarezza il volto o a voci sommesse e indistinte accompagnava lo svolazzare disordinato di un minuscolo essere vivente. Vagava in varie direzioni guidato dal filo della natura. Vagava tra giardini, viali e boschetti e corridoi dalla difficile uscita. Privo di ali: volava: disperatamente alla ricerca di vie inesplorate.  Cercava speranze, sogni, il possibile e l’impossibile, utopie, certezze e la terra. Cercava la luce. Cercava l’acqua e il cibo. Cercava il domani. Cercava l’aria pulita. La gente pulita. La gente diversa. I suoi occhi guardavano: guardavano i deserti dopo ogni guerra e le vene sempre aperte del sud del mondo. Anchilosato abbracciava l’infinito. Esistenza portentosa e prodigiosa si adagiò tra paglia infradiciata nelle stalle e sterco delle bestie: in un campo privo di numero civico: opponendosi ad un sonno psicologico profondo che spenge la coscienza e la volontà. Un giorno sarà radici. Non superba e ipocrita radice di tutti i mali. Non prepotenza e vana illusione. Radice: albero nuovo: necessario. Albero che sostiene le vele delle nostre imbarcazioni che sfidano le tempeste. Albero che vuole andare oltre le colonne di Ercole. Albero genealogico che non intende uccidere la memoria mentre attraversa tunnel minacciosi viaggiando verso il futuro. Memoria mentre “fischia il vento ed urla la bufera”. Albero: albeggiare: albicare. Albero: frutti. Il seme diventa padre e madre ma il figlio può essere perdente e i genitori possono impazzire… Il figlio può essere gente normale o gente diversa: africano, arabo, latinoamericano, asiatico, europeo, anglosassone… Il sole ama i semi e anche l’acqua e anche l’aria e la terra che incredibilmente non appartiene ai suoi padroni: i popoli. Il sole sorge: a volte piove, altre grandina o nevica. Semi: camminano zoppicando (tippe tappe e tippete tappete): è un marciare dignitoso contro gli abusi di esseri infami ed infidi che con la frode intendono dominare città libere e villaggi e paesi. Semi: si librano nel nulla. Tippe tappe: il seme simbolo della successione ininterrotta dei fatti naturali ed umani, tra ieri, oggi ed oltre, inventa la vendemmia, la mietitura e il rinnovarsi della vita. Il seme è il fiore: il figlio: odoroso, colorato, che precede il prodotto per la sopravvivenza della specie: nasce spontaneamente dal letame: nasce tra le pietre: in una favelas: nella periferia di metropoli assurde. Un minuscolo essere vivente rinnegando teste vuote e facce di cartapesta falsamente dipinte propone: “io, te, noi, voi: dobbiamo essere pensieri, idee, voci e agire in amore della eco”. Dopo aver fantasticato il piccolo seme si chiuse, un po’, in sé stesso e si confidò una filastrocca:

 

“onomatopea: suono imitativo: semplice bisbigliare

Racconto: fiaba piccola in idea di battagliare

Storia semplice rubata ad una idea friabile:

che si strugge in bocca… e poi nel cervello per quanto abile

Danza. Fruscio: movimenti eccezionali per quanto confusi

… e dissonanti

Commovente interfogliare e concetti esaltanti

Ma cosa sto dicendo? Cosa voglio comunicare?

Il poeta è morto… e l’umanità non riesce a respirare

Il tempo fugge e alla semplicità è negato il diritto all’esistenza

Difficile colorare i muri e inventare una nuova scienza.

In confidenza, tuttavia, comunque: NO PASARAN

… e vinceremo:

i diversi, gli emarginati, i migliori e lo scemo:

noi alla ricerca di un pianeta di tutte e di tutti: pieni di perché

Noi: coscienti che i popoli si liberano da sé…” 


Cinque eroi cubani e acque confuse
 

menene

Alla sorgente sono poche le gocce inventate dalla ragione
e tante sono quelle, rosse, oppresse e in prigione.
Lottare contro le avversità, la miseria e la morte
e convivere con le tempeste non basta: non cambia la sorte.
I flutti, infatti, sono spesso la prepotenza d’acqua non filantropica
anche se in questi ondeggia e sopravvive una speranza utopica.
Legni inaffondabili sono la nostra navigazione incredibile…
che ci traghettano, per quanto saccheggiata, sulla polvere fertile.
Gli alberi si mescolano con i frutti della terra:
e in loro nome alcuni sono  partigiani contro ogni vile guerra.
Che siano vele al vento ad accarezzare la nostra vita
prima che la dominante irresponsabilità l’abbia umiliata.

Partire (partirò) cioè andare.
Partire è un po’ lottare.
Il solo dire non è cambiare
bisogna agire per trasformare.
Vedo, ora, luci di lampare
e immagino un viso rugoso a pescare.
Penso immersi ricchi palancai:
chissà se i migranti sono anche marinai.
E’ una sera confesso strana
come se, come se una cerbottana
m’avesse preso il cuore ed il cervello:
chissà se ogni migrante è un acquatico cavallo
In questo mare falso e occidentale
vivo un falso e  ipocrita carnevale.
No! Non basta resistere bisogna avanzare
perché c’è tutto il mondo da migliorare…
Frammenti sparsi da valorizzare
e idee e sogni e progetti da divulgare.
Bisogna partorire la semplicità che deve inventare
una rivoluzione che la civiltà faccia trionfare.
Bevi compagno, canta, ridi… vola!
Non tu, non noi ma loro sono la gente sola.
Ci appartiene la tenerezza: è la nostra eredità:
generazioni intere ci chiedono di difendere la dignità.
Abbiamo un obbligo verso l’intera umanità:
difendere, ampliare, conquistare libertà:
oppure: una goccia libera che dalle guance cola
per poi librarsi nel cielo e trasformarsi in una nuvola.”
Era sull’asfalto un foglio di carta con queste rime confuse
in una strada qualsiasi della nostra città.
Io l’ho raccolto forse per memorizzarlo e donarlo.
L’ho legato sulle ali di una diomedea…

Prima della sua (e della nostra) estinzione
pensando che altri possano leggerlo o strapparlo.
Farlo proprio o modificarlo.
A volte ci domina l’ottimismo della volontà quanto la sfortuna.

Ci domina il credere nel destino e la luna nel pozzo…
Ci domina la merce… ci domina il padrone.

A volte ci domina il pessimismo della ragione.
Ci domina un’idea vaga di rivoluzione.

Ci domina l’indifferenza e non raramente la presunzione.
A volte ci domina chi non ha capacità alcuna.
Ci domina tra tutti gli animali il più vile e sozzo.
Forse tra materialismo storico e infeudazione

… l’unica novità è perdersi tra i senza volto e i senza nome.
Chi è che non ha voglia nel suo viaggiare di arrivare?
Ma non è possibile senza la tradizione di un indio!
Il sorriso di un bambino del Sud.

Amanti che desiderano l’infinito.
Una tuta blu (o bianca) che ha luce propria
affinché ogni pianeta le ruoti attorno.
Chi è che non ha voglia di riposare?

Ma non è possibile se la natura è dannata
e il giardino invaso di pesticidi e l’acqua negata.
Il contorno dei corpi appartiene alle illusioni
e l’anima a iene voraci: a comici e buffoni.

C’è in alto su un ramo un seme nuovo:
non fartelo rubare e lui si moltiplicherà.
La questione sociale è aperta:
in ogni stagione ci attende un caldo autunno.
Affrontalo a pugni chiusi.
Alza la testa e dedica un inno alla gioia…

poi liberala da ogni censura per farne una strada:
i parassiti hanno sempre temuto la nostra fantasia.
Hanno sempre temuto le gocce inventate dalla ragione!

UN NUEVO MUNDO ES POSIBLE

Tribute por Fabio Di Celmo  y los cinco heroes cubanos

menene

Eres tu
eres tu aquel ser vivo
reconoscible desde los primeros sonidos labiales ?
Eres tu
aquel infante que sonrìe y llora ?

Malas estaciones
Guerras
Miserias, enfermedades, danos
en tanto enfurian
Eres tu
eres tu el perseguido inocente ?
El rico robado que no tiene
mas nada ?
Eres tu
el antiguo pueblo en busca
de las estaciones ?

Desilusiòn del los sentidos
Enganados por la hipocresìa :
por potentes innobles :
chacales mezcla de lobo y zorro

Eres tu
los ojos grandes ?
Los anos que pasan inexorables ?
La esperanza y los suenos ?
La tierra a pisar?
La lapicera que busca la verdad ?
Eres tu
un nuevo mundo a inventar?

« La tierra es arida
Los habitantes impotentes
Asustados y confundidos
La hierba de los techos
no tiene raices
Los vientos de oriente y del caribe estan lejanos »

Eres tu un granito en la granada
Eres tu el vejo partido revolucionario
y luego la Nueva Comune ?
Eres tu la cara cansada :
impenetrable :
maravillosa
Estas tu tambien volviendo
polvo el futuro ?
En el Chapas . En una favela 
En el bronx . Muchacho de la calle Pequena prostituta
Detràs de una màquina de escribir

Cuba  : sois vosotros el manana ?Viejos y nuevos hombres de la Resistencia

« Del manana no habeis certeza »

Sois vosotros
sois vosotros que cantais
“imagina un pueblo” ?
Una veja melodia popular ?
Somos nosotros la gente estupenda
que recorre caminos nuevos
a explorar ?
Desde ayer hasta hoy
Somos nosotros aquel pueblo
en marcha
hacia el manana ?

Un dia de mayo :
en un pais demasiado normal :
la plaza estaba llena de gente :
lagrimas verdaderas
y banderas rojas al viento :
ningùna despedida
solo un sìmple chau :
un camarada nos saludaba
Volveràs : volveremos :
y  seremos millones

Y mientras tanto :
eres tu
eres tu aquel ser vivo
reconoscible desde los primeros sonidos labiales ?

Traduzione Michele Capuano e Alberto Polinori

PACE

menene

 

Guerra: dissidio: lotta in armi: follia.

Il mercato imperialista che vuole imporre la sua egemonia.

Guerra: contrasto? Cos’è la guerra?

L’ambizione di animali che vogliono dominare la Terra:

la legge funesta e cannibale dei falsi potenti:

l’odio verso i popoli, i semplici e gli innocenti.

Guerra: uccidere chi ancora deve nascere.

Guerra: impedire a figli e figlie di crescere.

Cerchiamo disperatamente una strada alternativa: diversa:

camminando tra trafficanti d’armi, mine antiuomo e gente dispersa.

Oltre ogni trappola e lavoro derubato e commiserazione

cerchiamo vie inesplorate da percorrere con convinzione.

Uno, due, tre, e poi mille, e poi milioni

possiamo resistere e avanzare: creare nuove condizioni.

E, intanto, il divenire è rovina senza anima

e ogni cosa appare non come ma peggio di prima.

Animali e cose sembrano irrimediabilmente dispersi

e violentemente assassinati o criminalizzati sono i diversi.

Non basta pensare, proporre e neppure l’impegno?

Non basta scrivere e neppure un murale: un disegno?

Non basta un incontro, un corteo, una manifestazione:

… non basta la rabbia e una vigorosa contestazione?

Non bastano le parole, uno slogan, idee e la stessa utopia:

… non basta il bisogno di una nuova strada, una nuova via?

Poetico è un programma e una lotta per mutare il presente:

poetico è il progetto di chi per sé non chiede niente.

Serve combattere le nostre enormi contraddizioni

… le opportunistiche e demagogiche divisioni.

Serve la nostra nascosta ed incredibile dignità

… e il coraggio di credere in una nuova umanità.

Terra: recipiente per coltivare un seme e dar la vita.

Fiore o pianta: mescolanza di colori e della pace infinita.

Cervello: il pulsare del cuore: generosa palpitazione

e, nonostante gli apatici, culla della ragione.

Dopo aver sporcato ancora pagine bianche

… dopo aver valorizzato memorie mai stanche

… dopo aver cercato di dare all’ideologia un significato

… dopo aver, ad occhi non solo chiusi, sognato:

domando: come è possibile che la feccia della Terra:

spregevole minoranza: ci abbia dichiarato guerra?

Poi scopro, tremante ed insicuro, che dopo la riflessione

… un popolo in marcia per la pace è già una rivoluzione.


 

 

GUERRA
 

menene

 

Guerra: dissidio: lotta in armi: follia.

Il mercato imperialista che vuole imporre la sua egemonia.

Guerra: contrasto? Cos’è la guerra?

L’ambizione di animali che vogliono dominare la Terra:

la legge funesta e cannibale dei falsi potenti:

l’odio verso i popoli, i semplici e gli innocenti.

Guerra: uccidere chi ancora deve nascere.

Guerra: impedire a figli e figlie di crescere.

Cerchiamo disperatamente una strada alternativa: diversa:

camminando tra trafficanti d’armi, mine antiuomo e gente dispersa.

Oltre ogni trappola e lavoro derubato e commiserazione

cerchiamo vie inesplorate da percorrere con convinzione.

Uno, due, tre, e poi mille, e poi milioni

possiamo resistere e avanzare: creare nuove condizioni.

E, intanto, il divenire è rovina senza anima

e ogni cosa appare non come ma peggio di prima.

Animali e cose sembrano irrimediabilmente dispersi

e violentemente assassinati o criminalizzati sono i diversi.

Non basta pensare, proporre e neppure l’impegno?

Non basta scrivere e neppure un murale: un disegno?

Non basta un incontro, un corteo, una manifestazione:

… non basta la rabbia e una vigorosa contestazione?

Non bastano le parole, uno slogan, idee e la stessa utopia:

… non basta il bisogno di una nuova strada, una nuova via?

Poetico è un programma e una lotta per mutare il presente:

poetico è il progetto di chi per sé non chiede niente.

Serve combattere le nostre enormi contraddizioni

… le opportunistiche e demagogiche divisioni.

Serve la nostra nascosta ed incredibile dignità

… e il coraggio di credere in una nuova umanità.

Terra: recipiente per coltivare un seme e dar la vita.

Fiore o pianta: mescolanza di colori e della pace infinita.

Cervello: il pulsare del cuore: generosa palpitazione

e, nonostante gli apatici, culla della ragione.

Dopo aver sporcato ancora pagine bianche

… dopo aver valorizzato memorie mai stanche

… dopo aver cercato di dare all’ideologia un significato

… dopo aver, ad occhi non solo chiusi, sognato:

domando: come è possibile che la feccia della Terra:

spregevole minoranza: ci abbia dichiarato guerra?

Poi scopro, tremante ed insicuro, che dopo la riflessione

… un popolo in marcia per la pace è già una rivoluzione

 

il 20 marzo tutti in piazza!

 

 

 

Viale Irpinia 50 ROMA
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