CANESCIOLTO

 

 

Da oggi una nuova rubrica

 

Non va proprio.
CANESCIOLTO sarà un angolo di sfogo di un compagno che ha militato all'interno della sinistra italiana, passando attraverso molteplici esperienze che hanno sancito tristezze e disillusioni.


Da sempre impegnato nel sociale, CANESCIOLTO darà voce alla sua disperazione, denunciando destra e sinistra ed i malesseri di questa nostra società italiana.
CANESCIOLTO non è scevro da critiche e tutti i suoi contributi sono frutto dalla sua interpretazione personale, opinabile e discutibile.

Benvenuto al nostro amico.


COMPAGNI, DOVE SIETE ANDATI?

Non sarò certo l'unico a chiedermi dove fono finiti (e come), tutti quei compagni di lotta che, negli anni '70, riempivano strade di cortei, aule di assemblee, piazze di manifestazioni.

Dove tutti coloro che, sciarpa rossa sul viso, si scontravano senza paura contro fascisti e forze dell'ordine e che hanno colorato di speranza una stagione troppo breve da ricordare.

Dove quelli che contrastarono il sindacato a San Giovanni a Roma, o dentro le fabbriche che hanno smascherato le spartizioni di potere tra imprenditori e politici di professione. O quelli che dentro al Policlinico hanno sferrato duri colpi alle baronie di una classe dirigente, perversa e feudale.

Mi domando dove, coloro che hanno letto chilometri di libri di Marx, Engels, Lenin, Gramsci, Mao, Guevara, sono andati a finire.

Possibile che tutti si sono rifugiati nelle braccia di una delle due formazioni di un governo di potere o che si siano improvvisamente sciolti come neve al sole, tra i raggi delle forti disillusioni di una sinistra che non c'è più da anni?

Neppure credo che si siano rifugiati nella lega razzista e nordista, troppo lontana da principi di tolleranza e giustizia sociale.

Ma il fatto resto insoluto: SIETE SPARITI.

Oggi ci sarebbe bisogno che i quaranta-cinquantenni, quelli che sfilavano incazzati nelle strade delle loro città, si svegliassero e si riappropriassero della gioventù che li ha abbandonati, lasciandoli sterilmente assenti in un mondo troppo triste per essere vero.

Non chiedo di prendere coscienza di cosa voi sapete già, ma solo di riprendere i vostri sogni e continuare a lottare contro le arroganze di questo potere che non deve sconfiggerci.

Se pure, avremo pochi capelli e tante preoccupazioni, se ci saranno chili di troppo e poche forze, dobbiamo seguitare il nostro cammino, consapevoli di quello che possiamo ancora fare con tutti i nostri mezzi e lottare.

Certe cose non si dimenticano.



 

 

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