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POLITICA - CULTURA |
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ANNOTAZIONI E
SPIGOLATURE CUBANE
a cura di
Gioia Minuti
PRESENTI NELLA SFILATA DEL 1º MAGGIO, MIGLIAIA DI AMICI DI
ALTRI PAESI
Circa 1000 amici di Cuba provenienti da un
centinaio di paesi hanno assistito alla
sfilata del 1º Maggio dallaa...[segue
SPECIALE 1° MAGGIO 2019]
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discorsi di Fidel

discorsi di
Miguel Díaz-Canel Bermúdez

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il romanzo cult
degli anni '90 |
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Una storia d'amore
nella Cuba dei primi anni '90, quando molti
italiani scoprirono le gioie ed i sogni che Cuba
riservava loro... |
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 LE PIU' BELLE FOTO DI CUBA
le foto di Rod
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juaicaterra
COLOMBIA
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una storia vera
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LA «FACHOSFERA» COME AFFARE
POLITICO
di Emilia Reed, speciale per Granma
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La detta «fachosfera» non è un fenomeno spontaneo nè
marginale. È il risultato di una trasformazione profonda
dello spazio pubblico, dove la politica è stata assorbita
dalla logica delle piattaforme digitali e trasformata in
contenuto di consumo rapido, emozionale e altamente
polarizzato. Quando il capo del Governo spagnolo, Pedro
Sánchez, ha usato questo termine, non solo ha nominato un
avversario politico. Ha segnalato, forse senza svilupparla
un’architettura mediatica che oggi condiziona come
s’informa, come si dibatte e come si mobilitano milioni di
persone. Non si tratta unicamente di youtubers ( persone
iscritte a you tube) con opinioni di destra, ma di creatori
che hanno capito meglio di tutti le regole del nuovo
ecosistema digitale: provocare, semplificare e polarizzare.
Isaac Parejo, noto commentarista spagnolo della «fachosfera»,
lo sintetizza con una chiarezza brutale: «Il mio tratto
distintivo è l’aggressività verbale. Io difendo l’insulto».
Non cerca di convincere ma d’attivare reazioni. Il suo
obiettivo è che la sinistra si arrabbi». L’aggressività
verbale, lontana da essere un eccesso, è un marchio
d’identità di questi attori politici. In un ambiente dove
gli algoritmi premiano l’interazione, il conflitto diventa
una strategia. Quanto il messaggio è più viscerale, quanto
più polarizza, quanto più circola, quanto più redditizio
risulta la conseguenza è una degradazione del linguaggio
politico che smette d’essere uno spazio di deliberazione per
convertirsi in un campo di battaglia emozionale. Questo
patron non è esclusivamente spagnolo. Forma parte di un
circuito multi nazionale dove spicca l’ecosistema della
ultra destra di Miami,articolato attorno a media digitali,
influencer e piattaforme che centrano la loro agenda
nell’attacco sistematico al Governo cubano e nella
squalifica di qualsiasi voce che si riveli come sua
simpatizzante. In questo spazio la diffamazione, la
distruzione della reputazione, non sono deviazioni ma
strumenti operativi, replicati e adattati da creatori in
altri contesti. Questo fenomeno non si può comprendere senza
il cambio negli abiti di consumo informativo. Secondo
l’Istituto Reuters dell’Università di Oxford, solo una
minoranza di giovani accede già all’informazione, attraverso
media tradizionali, mentre una parte in aumento lo fa
esclusivamente attraverso le reti sociali. La notizia smette
d’essere un prodotto elaborato per diventare in un
frammento, in clip, in stimolo. In questo formato i «fachatubers»
hanno un vantaggio, perché parlano l’idioma della
piattaforma, domino i suoi codici, e sfruttano le su
dinamiche. Ma ridurre le analisi alla forma sarebbe
insufficiente. Il contenuto importa e molto. I pilastri sono
ricorrenti: antifemminismo, lotta contro l’emigrazione,
attacco sistematico alla sinistra e costruzione di un nemico
interno diffuso. A questo si somma l’uso di riferimenti
storici carichi di violenza simbolica, che non cercano di
comprendere il passato, ma di disattivarlo come arma
politica. Quello che emerge è una comunità coesionata per
l’identità e l’aggravio. Di fronte a media presentati come
manipolatori e una sinistra come egemonica questi creatori
si posizionano come voci autentiche, perseguite e
necessarie. Questa spiegazione non solo fidelizza udienze,
ma costruisce anche una soggettività politica basata nella
sfiducia, l’ostilità e la semplificazione. La «fachosfera»
non è, per tanto, un rumore passeggero. È un sintomo di un
cambio strutturale dove la politica si libra in un terreno
dominato da algoritmi, piattaforme e logiche di mercato.
Ignorarla o ridurla a caricatura sarebbe un errore.
Comprenderla implica assumere che la battaglia culturale si
gioca in schermi dove ogni clic, ogni commento e ogni video
contribuiscono a modellare il senso comune. In questo
terreno, chi domina l’emozione ha oggi un vantaggio
decisivo.
*«La fachosfera è la congiunzione di politiche
mediatiche e di reti sociali della destra più reazionaria
per genere, odio e polarizzazione. È tutta questa
congiunzione delle politiche mediatiche e delle reti sociali
dell’ultra destra, per generare odio e polarizzare», ha
detto il capo del Governo spagnolo Pedro Sanchez. |
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CUBA CONDANNA LA CANAGLIESCA
ACCUSA
CONTRO IL LEADER DELLA
RIVOLUZIONE
Il Governo Rivoluzionario condanna nei
termini più energici la canagliesca accusa del Dipartimento di Giustizia
degli Stati Uniti annunciata oggi 20 maggio e diffusa durante varie
settimane contro il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, leader della
Rivoluzione Il Governo Rivoluzionario condanna nei termini più energici la
canagliesca accusa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti
annunciata oggi 20 maggio e diffusa durante varie settimane contro il
Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, leader della Rivoluzione Il governo
degli Stati Uniti manca di legittimità e giurisdizione per realizzare quest’azione.
Si tratta di un’azione disprezzabile e infame di provocazione politica che
si appoggia alla manipolazione disonesta dell’incidente che vide
l’abbattimento, nello spazio aereo cubano, nel febbraio del 1996, di due
Aerei operati dall’organizzazione terrorista Hermanos al Rescate, radicata
in Miami, la cui reiterata violazione dello spazio aereo cubano con fini
ostili era di evidente dominio pubblico. Il governo statunitense, inoltre
confonde verità storiche sul fatto che utilizza come pretesto. Omette tra
l’altro le molteplici denunce formali presentate da Cuba in quel periodo al
Dipartimento di Stato, l’Amministrazione Federale dell’Aviazione degli
Stati Uniti (FAA) e l’Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale
(OACI), sulle 25 e più violazioni gravi e deliberate dello spazio aereo
cubano eseguite dalla citata organizzazione tra il 1994 e il 1996, in aperta
trasgressione delle leggi internazionali e la stessa legislazione
statunitense. Ignora anche gli avvisi pubblici e ufficiali emessi dalle
autorità cubane sulla inammisibilità di tali violazioni nel suo spazio aereo
e i messaggi d’allerta trasmessi direttamente al presidente degli USA sulla
gravità e le possibili conseguenza di tali trasgressioni. La risposta di
Cuba alla violazione del suo spazio aereo costituì un’azione di legittima
difesa, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite , l’Accordo di Chicago
sull’Aviazione Civile Internazionale del 1944 e i principi di sovranità
aerea e proporzionalità . Gli Stati Uniti, che sono stati vittime dell’uso
dell’aviazione civile con fini terroristici, non permettono nè
permetterebbero la violazione ostile e provocatrice di aerei stranieri sul
loro territorio e agirebbero come hanno dimostrato, con l’uso della forza.
L’inazione del governo statunitense, di fronte alle allerte trasmesse allora
da Cuba, lasciò in evidenza la sua complicità con la pianificazione e
l’esecuzione dal suo territorio di azioni violente, illegali e di carattere
terrorista contro il governo e il popolo cubani, una pratica reincidente e
sistematica dal trionfo della Rivoluzione e sino ad oggi. Risulta di gran
cinismo che formuli questa accusa lo stesso governo che ha assassinato
circa 200 persone e distrutto 57 imbarcazioni in acque internazionali dei
Caraibi e del Pacífico, lontano dal territorio degli Stati Uniti, con l’uso
sproporzionato della forza militare, per presunti vincoli con operazioni di
narcotraffico mai dimostrate, cosa che le qualifica come crimini
d’esecuzioni extra giudiziarie, in accordo con il Diritto Internazionale e
assassinii, secondo le proprie leggi statunitensi. Questa accusa spuria
contro il Leader della Rivoluzione Cubana, si somma ai tentativi disperati
d’elementi anticubani per costruire una narrativa fraudolenta nello sforzo
per giustificare il castigo collettivo e spietato contro il nobile popolo
cubano, mediante il rafforzamento delle misure coercitive unilaterali,
includendo l’ingiusto e genocida blocco energetico e le minacce di
aggressione armataCuba ratifica il suo impegno con la pace e la ferma
determinazione d’esercitare il diritto inalienabile alla legittima difesa,
riconosciuta nella Carta delle Nazioni Unite. Il Popolo cubano riafferma la
decisione inamovibile di difendere la Patria e la sua Rivoluzione Socialista
e, con la maggior forza e fermezza il suo sostegno invariabile e assoluto al
Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Leader della Rivoluzione cubana. Patria
o Muerte, Vinceremo
AIUTIAMO CUBA
SUBITO!
Il regime imperialista degli
Stati Uniti sta uccidendo Cuba lentamente, strangolandola con un Bloqueo
ancor più incisivo e, dopo l'uscita dalla scena del Presidente venezuelano
Maduro, impedendo di fatto al paese Bolivariano, di accorrere in soccorso
del popolo cubano con carburante, medicine e generi di prima necessità. Per
molti italiani, Cuba è sempre stata la luce che illuminava la speranza di un
mondo migliore. Per molti italiani, Ernesto Guevara è stato (ed è tutt'ora)
un fulgido esempio da seguire e, possibilmente da imitare. Per molti
italiani Cuba è l'isola che non c'è per via della sua gente, dell'allegria,
della musica e di quel quieto vivere che noi ci sogniamo. Oggi Cuba è in
estrema difficoltà: senza energia elettrica, senza generi di fondamentale
necessità e, soprattutto, senza medicinali. Eppure è sempre stata al fianco
di coloro che hanno avuto bisogno di assistenza medica, tanto nell'isola che
all'estero e ha sviluppato un centro di ricerca di altissimo profilo
nonostante tutte le penalizzazioni derivate da un ingiusto ed anacronistico
blocco imposto dagli USA e da Israele. Oggi Cuba chiede aiuto e noi, da
sempre al fianco di tutti i Sud del mondo, non possiamo esimerci di non
prendere in considerazione il piccolo sforzo che possiamo fare. Se dal 2000
Siporcuba è online senza chiedere nulla in cambio, adesso è giunta l'ora per
tutti i nostri visitatori di aiutarci ad aiutare Cuba. Per questa ragione vi
invitiamo ad offrire il vostro contributo di qualsiasi importo facendo un
versamento sulla piattaforma PayPal a questo indirizzo:
associazione@siporcuba.it
specificando nella casuale
'aiuto per Cuba'. Confidiamo nella generosità di tutti coloro che ritengono
ingiusto lo stato di cose che Cuba sta vivendo a causa di Trump. Grazie.
IL SON,
RESISTENZA DI QUESTI TEMPI
di Oni Acosta
Quando
a Cuba e in molte altre parti del mondo parliamo del son, dobbiamo accudire
anche, obbligatoriamente, ai referenti che la cultura popolare cubana ha
sedimentato durante molti anni, includendo non solo il meramente musicale
come strumento simbolico, ma tutti gli attributi inerenti al genere. Lo
scenario visivo e allegorico non può risultare estraneo – meno in questi
tempi – e forma una parte inseparabile dei principali cultori del son, la
cui auge si ubica nel decennio del 1920 e il suo punto più caldo nel 1928,
quando il Trio Matamoros registra negli Stati Uniti il suo primo disco e
riconfigura il panorama musicale ballabile in Cuba a partire da quel
momento. Strumenti come la chitarra, le maracas, la tromba e il tres, si
complementarono con le scarpe di due toni, il sombrero di paglia e l’abito
bianco crudo di drill, (tutto a sua volta straordinariamente riflesso nella
cubanissima poesia di Nicolás Guillén) per cominciare così la grande
avventura sonera. Può essere attraente e anche polemico l’uso dell’elemento
di riferimento legato a questi contorni cronologici dal 1928 al 1950
approssimativamente, e che si manifestano ancora nella proiezione nazionale e
internazionale del Son. Per alcuni significano meri cliché e per altri sono
simboli d’autenticità. Ma al di là di una o un’altra posizione, quello che è
davvero importante è la tellurica sensazione di vedere salire sulla scena un
sestetto o che temi come Son de la loma, Bruca maniguá o Chan chan ci
facciano sentire orgogliosamente cubani. Questo è il punto da difendere a
oltranza e la meta che non va persa nel nostro orizzonte culturale,
soprattutto per via della dichiarazione della pratica del Son cubano come
Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, annunciata il 10 dicembre del
2025 dalla Unesco. Come precedente istituzionale dobbiamo ricordare che
dall’anno 2020 è stato istituito il giorno 8 maggio come Giorno del Son
Cubano, iniziativa che sostiene il consolidamento del genere e sostiene
maggiormente l’appoggio e l’interesse per la sua preservazione. Numerosi
formati esemplificano oggi questa tradizione e una buona parte della
discografia nazionale ha potuto riflettere, se non il cumulo e l’ampio
repertorio esistente, almeno una zona abbastanza attraente sia per il
pubblico che per gli investigatori e la critica specializzata. Con la vista
nei mercati stranieri dobbiamo ricordare che alla fine del 1999 un ambizioso
progetto chiamato Il Giovane Son fu gestito dalla discografica EMI-Odeón
Spagna, nel quale si svilupparono quattro straordinari progetti che
emergevano nello zenit sonero cubano: Son Esperanza, 5 pa ti, Luna Negra e
Postrova furono gli incaricati di dire al mondo che il Son non si era
estinto e che continuava il suo sviluppo musicale con forza e talento
rinnovati. In parallelo, altri sacri come il Septeto Santiaguero, il
Conjunto Arsenio Rodríguez, i Jóvenes Clásicos del Son, Adalberto Álvarez,
il Septeto Habanero, Los Naranjos, Ernestina Trimiño e il Quinteto Criollo,
il Septeto Nacional Ignacio Piñeiro e molti altri formati per tutto il paese
continuano ad apportare al genere e ai suoi autori mentre si produce un
ricambio compositivo molto interessante grazie al fatto che il Son, il
pubblico e la tradizione formano una triade monolitica che non si può
frammentare in nessuna maniera, anche in tempi di tsunami musicali globali.
Manca solo affinare un pò di più la macchina promozionale e riprendere
l’ampia gamma di formati soneri, tanto i classici come le loro vertenti più
trasgressive formalmente e concettualmente,ritornando al centro della vita
musicale nazionale e poter far sì che così come delirano migliaia di persone
con il misticismo del Son in bramati scenari internazionali, nel nostro
ambiente si senta il formicolio che fa muovere i piedi soprattutto ai nostri
giovani.
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NEWS DA CUBA
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BLOCCO SU BLOCCO: IL CASTIGO COLLETTIVO
CRESCE
di Leidys María Labrador Herrera
Il Governo degli Stati Uniti ha posto un nuovo ordine
esecutivo sul tavolo delle sue ostilità contro Cuba. Uno che
per la natura della sua portata si può considerare in vari
sensi inedito, al punto che analisti e conoscitori del tema
lo definiscono un nuovo blocco sullo stesso che già esiste.
Anche se è stato diffuso il giorno del 1º Maggio, senza
dubbio con tutta l’intenzione di scrollarsi in qualche modo
l’impotenza dei risultati schiaccianti della sfilata e dl
movimento “La mia firma per la Patria”, costituisce uno di
quei documenti che per la natura delle sanzioni che propone
e la maniera (per niente abituale in documenti di questa
indole), d’evadere la menzione ai possibili destinatari di
queste misure, non si costruiscono in un giorno. Necessita
mesi di lavoro che garantiscono l’andamio “legale” per
sostenerlo. Tornano sulla tesi della «minaccia inusuale e
straordinaria» come insostenibile appiglio per giustificare
azioni punitive la cui extra territorialità vulnera la
sovranità di altri Stati, non solo di Cuba, contro la quale
operano da circa sete decenni attentando in forma
ininterrotta. Ci accusano di relazioni con «attori
malintenzionati ostili agli Stati Uniti», di «stretti
vincoli con altri importanti Stati patrocinatori del
terrorismo», di perseguire e torturare gli «oppositori
politici», d’essere un ambiente propizio per operazioni
d’intelligenza straniera e al colmo dell’ipocrisia dicono
che «il regime corrotto di Cuba continua a impulsare
l’emigrazione verso gli Stati Uniti», come non fossero il
loro bloccco e il veto dei viaggi per emigrare, le cause di
questa situazione. Durante il suo intervento nell’Incontro
Internazionale di Solidarietà con Cuba«Per un mondo senza
blocco: solidarietà attiva nel Centenario di Fidel»,
realizzato il 2 maggio con fratelli di altri paesi che ci
hanno accompagnato anche nella storica giornata precedente.
Il membro del Burò Politico e ministro delle Relazioni
Estere, Bruno Rodríguez Parrilla, ha ben chiarito alcuni
aspetti essenziali per comprendere i possibili effetti che
avrà in un breve tempo questo nuovo ordine. In questo caso,
por esempio, c’è il fatto che «per la prima volta si
stabiliscono sanzioni secondarie, ossia sanzioni che si
possono applicare contro qualsiasi persona, contro qualsiasi
entità, compagnia etc.», solo per il fatto di realizzare
azioni vincolate con Cuba, «anche se i loro interessi negli
Stati Uniti, nell’economia statunitense, non hanno alcuna
relazione con il nostro paese. È quello che significa un
passo estremamente aggressivo e inedito nell’applicazione
extra territoriale del blocco contro la nostra Patria». E
sembra una menzogna che a questo punto dopo tanti anni di
blocco si possa utilizzare tuttavia questo termine
«inedito», la cui traduzione non è altro che il fatto che
l’aggressione perenne e sistematica contro Cuba si pensa, si
calcola, si studia. Inoltre contiene l’ordine di categorie
ampie, poco esplicite, che risultano sommamente preoccupanti
e intanto si riservano il diritto di definire coloro che
includono o no, dentro a queste, un aspetto rafforzato dal
fatto di non emettere nessuna lista, cosa che il titolare
cubano delle relazioni estere ha esposto con totale
chiarezza. «Non si sentono obbligati a pubblicare chi sono
le persone o le entità designate o che si designeranno in
questa condizione punitiva, precisamente per ampliare
l’effetto d’intimidazione a tutti gli altri».
Logicamente,
i settori chiave dell’economia continuano ad essere un
bersaglio diretto, si dica l’energia, l’area militare o la
difesa, i metalli e le miniere, la sicurezza e le finanze,
ma non significa che siano gli unici perchè attaccano quelli
che prestano aiuti sostanziali, appoggio finanziario,
materiale e tecnologico. In altre parole chiunque può essere
oggetto delle sanzioni e il risultato è evitare che entri a
Cuba, dal grande investimento, anche questo aiuto
individuale che apporta i medicinali necessari con urgenza a
un bambino malato. Perché il blocco e ogni nuovo ordine, le
misure o le strategie che lo ampliano, che estendono la sua
portata, non fanno altro che accentuate la sofferenza di un
popolo il cui castigo collettivo impegna i malati d’odio e
d’impotenza. E anche se la nostra denuncia sarà sempre ferma
e la nostra resistenza un fatto, questa è una minaccia
aperta al mondo senza pudore, senza il minimo rispetto della
libera determinazione delle nazioni sovrane. Il Ministro lo
ha dichiarato con questa forza. «Di fronte a queste azioni
nessuno Stato potrà agire in maniera sovrana, potrà
esercitare la sovranità del suo popolo, potrà considerare
che l’unico ambito d’applicazione nel suo territorio sono le
sue leggi nazionali, potrà difendere il concetto che solo i
suoi tribunali o le corti nazionali avranno una
giurisdizione sui suoi stessi temi, se oggi non prendono
partito a favore della giustizia, a favore di Cuba».
Vogliono un’asfissia immediata, non importa se questo costa
la vita di milioni di persone, non importa se s’impegna il
futuro di tutta una nazione. Speriamo che la voce
dell’impunità non sia la più alta che si ascolta di fronte a
un così grande crimine.
LA CINA RESPINGE LE ACCUSE DEGLI USA E
RIAFFERMA IL
SUO APPOGGIO A CUBA
di Yesey Pérez López
Pechino ha assicurato che i pretesti e i rumori non
giustificano il blocco nè le sanzioni contro l’Isola e ha
reiterato il suo sostegno alla sovranità cubana.
Il Ministero delle
Relazioni Estere della Cina ha detto alcuni giorni fa che la
cooperazione con Cuba è trasparente e legittima, di fronte
alle recenti accuse degli Stati Uniti(USA). Durante la sua
abituale conferenza stampa, il portavoce Lin Jian ha
sottolineato che inventare pretesti e diffondere rumori non
potrà mai giustificare il blocco e le sanzioni illegali
poste contro l’Isola di Cuba. Il portavoce ha precisato che
le dichiarazioni statunitensi non potranno nemmeno
nascondere che gli USA hanno violato gravemente il diritto
di Cuba allo sviluppo, così come le norme di base delle
relazioni internazionali. Lin Jian ha reiterato che la Cina
continuerà ad appoggiare fermamente l’Isola grande delle
Antille nella difesa della sua sovranità e sicurezza
nazionale e ha incitato gli USA a porre fine immediatamente
al blocco, alle sanzioni e a qualsiasi forma coercitiva o di
pressione contro Cuba. La Cina ha espresso in forma abituale
il suo fermo sostegno a Cuba di fronte al blocco e alle
sanzioni unilaterali. Il gigante asiatico in molte occasioni
ha condannato queste politiche, esprimendo la sua
disposizione ad approfondire la collaborazione con Cuba in
distinti ambiti.
LOTTARE
SVANTAGGIATI, LA NOSTRA FORGIATURA STORICA
di Jorge Enrique Jerez Belisario
Negli ultimi giorni le reti sociali –questo spazio di
guerra non convenzionale che l’imperialismo utilizza come
campo di battaglia– hanno visto piovere pubblicazioni con
immagini contrastanti : le armi più moderne e altamente
tecniche delle forze nordamericane di fronte all’apparente
modestia dei nostri mezzi di difesa. I mercenari della
tastiera, gli algoritmi pagati da Miami, pretendono di
vendere un’idea di sproporzione senza scampo, di sconfitta
annunciata. Quello che loro non comprendono perchè non hanno
Patria ma gli avanza il servilismo, è un principio marcato a
fuoco nel DNA della nostra nazione: il popolo cubano ha
sempre lottato e ha vinto in svantaggio materiale. Questa
non è la nostra debolezza; è l’origine della nostra forza
morale invincibile. Da quando il primo colonizzatore
spagnolo pensò che le sue balestre e i suoi archibugi gli
davano il diritto di sottomettere gli uomini della terra,
sino ad oggi, quando l’impero si vanta dei suoi droni
invisibili e della sua guerra cibernetica, la storia di Cuba
è la cronaca epica di come lo spirito di un popolo disarma
l’arroganza tecnologica, dai tempi di Hatuey e Guamá ai
nostri giorni. I mambí di Antonio Maceo avevano forse i
fucili a ripetizione dell’esercito spagnolo? No. Avevano
qualcosa infinitamente più poderoso: la ragione della loro
causa e il fuoco della libertà negli occhi. Con i machetes
per tagliare le canne da zucchero non solo lottarono nelle
battaglie: forgiarono una Repubblica. Forse i ribelli dello
yacht Granma avevano la copertura aerea e l’artiglieria che
Batista riceveva da Washington? No. Avevano la montagna come
alleata e la convinzione di un intero popolo come
retroguardia. Nella Sierra Maestra non si misurarono
megabytes di larghezza di banda; si misurò la fibra morale
di coloro che erano disposti a morire per un’idea giusta.
Fatti storici come il Riscatto di Sanguily o l’Offensiva
Batistiana FF contro la Sierra Maestra confermano questa
verità eterna: il nemico può contare con superiorità
logistica e di fuoco, ma non potrà mai uguagliare la
superiorità del dovere compiuto e l’onore rivoluzionario.
Questa disuguaglianza nel campo tattico è quella che una e
un’altra volta abbiamo trasformato nel nostro vantaggio
strategico. Il criminale blocco oggi indurito per un
perverso genocidio, è l’ultima espressione di questa logica
malata dell’impero: credere che il dominio tecnologico ed
economico è sinonimo di superiorità storica. Pensano che
negandoci un chip, un software, una pezzo di ricambio, ci
sconfiggono. Che errore madornale! Questa stessa espressione
asfissiante è quella che ci obbligò a sviluppare non droni
per assassinare a distanza, ma vaccinazioni per salvare
vite. È quella che ci ha imposto di creare un sistema di
difesa popolare basato, non in un’arma miracolosa, ma
nell’unità monolitica di tutto un popolo divenuto un soldato
della Patria. Il nostro scudo più efficace non è fatto di
silicio, ma di coscienza. Le reti sociali si possono
inondare di video di artefatti bellici ultramoderni. Che lo
facciano! Nella realtà concreta di qust’Isola continueremo a
coltivare intelligenze, rinforzando l’unità e creando in
ogni isolato e in ogni centro di lavoro la trincea
ideologica che è stata e sarà sempre il nostro baluardo
inespugnabile. Come ci ha insegnato il Comandante in Capo,
nella guerra moderna la miglior tecnologia è quella del
cervello umano e la miglior strategia è quella di un intero
popolo deciso a vincere. E se fosse necessario risponderemo
come Agramonte, quando nel momento più difficile della
guerra qualcun osò chiedergli con cosa contava di proseguire
la guerra e lui, senza esitare, disse: Con la dignità! Loro
hanno missili guidati da satelliti, noi abbiamo la bussola
infallibile della morale alzata in difesa della nostra
causa. Loro hanno armi di distruzione di massa, noi abbiamo
la massa unita, organizzata e cosciente che è l’arma
definitiva di qualsiasi vera rivoluzione. La tecnologia
cambia; i principi, no. E il nostro principio fondamentale,
provato in cento battaglie disuguali, è che un popolo unito
che difende la sua sovranità e la sua giustizia sociale è
imbattibile.
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AMERICA LATINA
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I GIOCHI CHE HANNO AVUTO ORIGINE IN SUD
AMERICA
Il Sud America è una regione nota per le sue
tradizioni e cultura. Le persone che vivono qui
sono tra l’altro gentili, amichevoli e ospitali.
Premesso ciò, va altresì aggiunto che mentre
questo territorio è principalmente conosciuto
per la sua musica, i balli tradizionali e la
cucina straordinaria, le persone che vivono qui
amano anche un'altra attività ossia i giochi da
casinò con alcuni di questi che sono persino
nati in loco.
I giochi da casinò sono creati da alcuni dei
fornitori più rinomati al mondo e presentano
decine di elementi che si richiamano propri alla
cultura latino-americana. Questo gioco ha preso piede in tutta Europa,
nonostante, la sua fama, non ha mai potuto
superare quella del blackjack, oggi molto
giocato anche nel nostro paese, grazie agli
operatori legali come
starcasino.it/blackjack,
con...
[segue]
IL GIOCO D'AZZARDO A CUBA
L’iconografia di una Cuba prima della rivoluzione si basa su di una specie
di Eden del piacere dominato dalla mafia e tacitamente approvato dal
presidente Fulgencio Batista. Nei più sfarzosi hotel dell’Avana non era raro
incontrare elementi come Lucky Luciano o Meyer Lansky che trasformarono la
capitale cubana in un porto franco dell’illegalità dove tutto era
consentito. Dal gioco d’azzardo alla prostituzione, ogni cosa era condita
dalla corruzione di un potere politico alquanto disponibile quanto capace di
approfittare di facili compensi. L’immagine di una Cuba felice tra ballerine
e mambo suonati da abili orchestre, si scontrava con il quotidiano di
milioni di poveri cubani che dovevano arrabattarsi solo per avere di che
sopravvivere. Si può dire a posteriori che la dissolutezza a Cuba era
originata dalla criminalità e dal potere politico, ovviamente tutelato da
forze militari appositamente addestrate, che avevano trovato un denominatore
comune. Ovvio che anche al di fuori dai patrii confini, la nomea che a Cuba
ci si poteva divertire senza alcun limite, provocava una forte domanda
turistica e non solo provenienti dai vicini Stati Uniti. Al giorno d’oggi,
trascorsi diversi decenni dal trionfo dei barbudos che rovesciarono il
regime del dittatore Batista e l’impostazione di un socialismo tropicale,
L’Avana e altre storiche città, hanno riacquistato quella dignità che nega
qualsiasi virtuale contatto con quella che era la Cuba ante rivoluzione
anche se, dal tessuto urbano – profondamente restaurato – alle vecchie
automobili americane che ancora miracolosamente si muovono per l’isola, sono
testimoni di un tempo oramai passato. Per chi volesse assaporare l’epoca
d’oro del gioco d’azzardo, al giorno d’oggi esistono altri sistemi che
possono essere sfruttati da qualsiasi device connesso ad Internet attraverso
il quale entrare in diretto contatto con la fortuna. È sufficiente andare
sul sito
NetBet
per tentare
la sorte con tanti divertenti e coinvolgenti giochi d’azzardo come se foste
davanti ad un tavolo verde attenti a sviluppare il vostro gioco.
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