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privacy e note legali

LA VITTORIA STRATEGICA
di Fidel Castro

   

  IN EVIDENZA   
Svolta nei rapporti tra gli Usa e Cuba, L'Avana rilascia Gross. Telefonata tra Obama e Raul Castro - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/cuba-rilascia-alan-gross-contractor-americano-in-carcere-da-cinque-anni-9ee7aefb-de56-4353-a83f-6ddf3488cd63.html#sthash.reZHukzx.dpuf
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MESSICO: RECLAMATE LA FINE DEL BLOCCO E DELLE AGGRESSIONI AL VENEZUELA


Diverse organizzazioni sociali e varie personalità di tutta la geografia messicana hanno partecipato nella capitale del paese alla realizzazione dell’Incontro di Solidarietà con Cuba.   Il Movimento Messicano di Solidarietà con Cuba (MMSC)  ha reclamato la fine del blocco imposto all’Isola dei Caraibi  dagli USA, da più di mezzo secolo, così come delle minacce di Washington contro il Venezuela. Alla conclusione del XX Incontro Nazionale del MMSC, domenica 22, questo gruppo ha redatto una dichiarazione nella quale esprime il suo appoggio alla Rivoluzione cubana e al suo popolo eroico e degno, ha informato PL.  Cuba, come il Messico, ha ascoltato il discorso a doppia facciata del governo nordamericano a proposito dei temi migratori, commerciali, della lotta contro il terrorismo e l’interventismo, ha segnalato il comunicato. Per due giorni i delegati di 20 Stati messicani e di diverse organizzazioni  raggruppate nel  MMSC, hanno dibattuto nell’Università Operaia di Città del Messico ed hanno reclamato l’esclusione di Cuba dalla lista unilaterale che il governo degli USA emette sui paesi che - presume - appoggiano il terrorismo. Inoltre Il MMSC ha sostenuto Cuba nel suo diritto a recuperare il territorio  di Guantánamo, che gli USA occupano illegalmente, utilizzandolo come centro di tortura di prigionieri stranieri. I delegati hanno appoggiato la partecipazione di Cuba al 7º Vertice delle Americhe che si svolgerà in aprile a Panama. “Ci uniamo ai milioni di venezuelani e di tutto il mondo per esigere dal presidente Barack Obama che ritiri l’Ordine Esecutivo nel quale dichiara che il Venezuela è una minaccia straordinaria e inusuale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, sottolinea la dichiarazione. Il MMSC ha accordato di coordinare con i gruppi messicani solidali, varie azioni di appoggio al governo del presidente Nicolás Maduro. L’ambasciatore di Cuba, Dagoberto Rodríguez, ha elogiato la solidarietà del popolo messicano, in particolare di fronte alla nuova congiuntura nella quale Cuba continua a reclamare da Washington la fine del blocco la restituzione del territorio occupato con la sua aberrante base navale a Guantánamo, e il diritto di costruire il proprio modello socio economico. “Dobbiamo dire ben chiaro che Cuba ha preso la decisione di riannodare un dialogo con il governo degli Stati Uniti, ma senza rinunciare ad uno solo dei suoi principi”, ha sottolineato il diplomatico cubano, citato  da PL,  aggiungendo che L’Avana non cederà mai  nella difesa delle cause giuste nel mondo ed in particolare sosterrà il suo appoggio al Venezuela di fronte alla nuova scalata di aggressioni del governo statunitense.

volta storica nelle relazioni tra Stati Uniti e Cuba. L'Avana ha liberato Alan Gross per "motivi umanitari": il contractor americano era stato condannato a Cuba a 15 anni di carcere ed era in una prigione dell'isola da 5 anni. Nel pomeriggio, i due presidenti Barack Obama e Raul Castro si sono sentiti al telefono per un colloquio di 45 minuti. 

Il discorso di Obama e la svolta
Alle 18 italiane il presidente Obama interverrà in un discorso alla nazione, dove dovrebbe annunciare importanti cambiamenti nelle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni della stampa americana, verranno rimosse le restrizioni ai viaggi e al trasferimento di denaro verso l'isola. Il rilascio fa parte di un accordo che include la liberazione di tre agenti cubani detenuti negli Stati Uniti, secondo quanto ha riferito un funzionario del governo statunitenese.

Il ruolo del Vaticano
Ed è stata la Santa Sede, a giocare un ruolo importante nelle trattative tra i due Paesi: lo riferisce non solo la stampa americana, ma anche fonti ufficiali americane. Proprio da Washington, un funzionario in anonimato riferisce che Papa Bergoglio, questa estate, avrebbe scritto una lettera a Obama e una a Castro, chiedendo di risolvere il caso di Alan Gross.

Cambia el bloqueo, l'embargo verso Cuba
Non si può ancora parlare di sollevamento totale dell'embargo contro l'isola in vigore dal 1962, ma di certo quello che annuncerà Obama è un grosso passo, il maggiore in decenni. Si ipotizza inoltre la riapertuta delle due ambasciate, nell'ambito della normalizzazione dei rapporti. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/cuba-rilascia-alan-gross-contractor-americano-in-carcere-da-cinque-anni-9ee7aefb-de56-4353-a83f-6ddf3488cd63.html#sthash.reZHukzx.dpuf
SE TI SCRIVO DA CUBA... a cura di Gioia Minuti dall'Avana

DI DOVE SONO I CANTANTI?

• Una famosissima canzone cubana chiede nel ritornello “Mamà, di dove sono i cantanti?”, frase che si applica in molte occasioni per capire “a chi conviene”. Pochi giorni fa ho riso per il titolo di un articolo che sosteneva che “Cuba è piena di americani”.  Certo che sì! Cuba è un paese americano, anche se molti non lo sanno (pare) e fanno anche i giornalisti. Gli americani,  nelle bocche e nelle penne di molti, sono solo gli statunitensi, lo sappiamo, ed è un problema di superficialità più che di ignoranza, forse. Gli “errori di superficialità” con Cuba però sono quasi infiniti, e impediscono non solo di scrivere la verità sull’Isola e sulla sua realtà, con pregi e difetti, ma anche d’informarsi su quel che succede, di riferire le notizie come sono, di riferire la semplice realtà...[leggi]

MEZCLA

L’ECO DELLE MARCE HA RIMBOMBATO PER TUTTA L’ARGENTINA

Si sente ancora il rumore delle marce che hanno fatto vibrare la capitale e molte altre città dell’Argentina per condannare il sanguinoso colpo di Stato civico- militare del 24 marzo 1976 e gridare un fortissimo “Mai più!” Le organizzazioni Madri e Nonne  di Piazza di Maggio, Familiari e Figli  hanno aperto la marcia nella capitale, ed hanno portato come emblema la bandiera con le fotografie degli scomparsi che è un enorme striscione e di 250 metri di lunghezza, con le foto di 30.000 scomparsi su fondo blu. Hanno partecipato molte associazioni, gruppi sindacali e movimenti, nella grande maggioranza affini al Governo e altre di alcuni settori della sinistra all’opposizione. Il centro di Buenos Aires ha vibrato per la gigantesca moltitudine."Madri della Piazza, il popolo vi abbraccia!”, hanno gridato in coro migliaia di voci vedendo passare lentamente le ottantenni attiviste in un autobus scoperto, tra la folla compatta in Avenida de Mayo, elogiando la loro incessante e instancabile ricerca dei loro figli e nipoti. Nel Giorno della Memoria per la verità e la giustizia, molti familiari e amici degli scomparsi,  ai quali è stato reso omaggio, hanno marciato con cartelli che mostravano le foto dei loro cari. La titolare delle Nonne, Estela de Carlotto, ha parlato alla folla riunita davanti alla Casa Rosada e nelle vicinanze, ed ha letto un comunicato. Tra i vari punti il documento ha richiamato il Potere Giudiziario per far finire l’impunità per i civili che furono complici o parteciparono ai crimini del terrorismo di Stato, una protesta vincolata a recenti sentenze che hanno  favorito vari imprenditori. Il documento ha riconosciuto le politiche pubbliche per fomentare i diritti umani dei governi di Néstor Kirchner e Cristina Kirchner, ed ha lodato il fatto  che sono aumentati i nipoti che hanno potuto recuperare la loro identità. A 39 anni dal colpo di Stato sono quasi 600 i genocidi condannati e quasi 900 i processati, ma ne mancano molti e non possiamo continuare ad aspettare, ha detto Estela  De Parlotto, chiamando al 24 marzo dell’anno prossimo: “ Che dovrà essere una sola marcia con i settori politici uniti al di là delle differenze, per commemorare il Giorno della Memoria. Dovrà essere così perchè la democrazia la facciamo tra tutti”, ha dichiarato.

ALLE PORTE IL VI FESTIVAL DELLE ARTI

Il VI Festival delle Arti dell’Università delle Arti si svolgerà dal  23 al 29 marzo nei più diversi scenari della capitale cubana.  Progetti guidati da giovani creatori confluiranno in molteplici spazi accademici e culturali, per mostrare ai differenti pubblici le loro costruzioni sulla realtà che li circonda.  Abituali piattaforme come il “Centro Culturale Bertold  Brecht” o il Teatro Mella saranno occupati dall’ampio programma del Festival che sarà presente  anche in Calle G (da calle 11 a calle 23), nel Parco Centrale o nel Boulevard de Obispo, perchè nessuna delle preoccupazioni dell essere umano è estranea all’artista che espone nei suoi dialoghi con la società i pretesti per la composizione o l’interpretazione della sua opera.  Da citare, la 2ª Giornata del Giovane Conservatore e Restauratore, essenziale per lo scambio tra specialisti di questo settore, il Concorso “Danza.mov”, che osserva le maniere in cui la danza è interpretata attraverso l’audiovisivo e il Concorso “Imago”, in cui  nuovi  realizzatori di  audiovisivi del paese mostrano le loro più recenti produzioni. D΄ Dos, Anilé Solís y su banda, Claudia Portuondo y Soul, La Luz, To está bien, Arte Con(m)unidad, Laboratorio di Sperimentazione Sonora Sonidocínico (Argentina),  La Quinta Rueda, Ensemble Interactivo, Botellapapel e Día de los Muertos, l’esposizione fotografica “La Maldita circostanza del fuoco da tutte le parti”, costituiscono alcuni dei progetti accolti in questo VI Festival delle Arti, iniziativa che rivoluziona le dinamiche degli studenti di cinque facoltà,  del Centro degli Studi di Conservazione, Restauro e Museología e delle filiali dell’Università. Per il Dr. C Rolando González Patricio, rettore dell’Università delle  Arti, nel percorso dell’istituzione verso l’eccellenza, questo Festival è imprescindibile e forse è uno dei più importanti che fomentiamo, per la comunicazione diretta che stabiliscono gli alunni con gli spettatori e i loro ambienti,  per la maniera in cui il centro si ribalta sulla società, esercizio necessario per la formazione di quell’essere umano migliore che la nostra contemporaneità necessita.  Questo Festival scommette, dal riconoscimento dell’altro, dalle inquietudini, dalle alleanze con i creatori, gli invitati e i laureati della nostra Università, sulle più differenti manifestazioni e d estetiche per l’arte e la cultura. In questa occasione il Festival delle Arti sarà dedicato soprattutto ai 70 anni dalla fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’ Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), al 50º anniversario della creazione della Scuola di Danza e al X Congresso dell’Unione dei Giovani Comunisti –UJC. 

CONCLUSA IN ECUADOR LA RIUNIONE CELAC-UE SULLA COOPERAZIONE REGIONALE

Il dialogo regionale per l’implementazione del  programma di cooperazione dell’Unione Europea (UE) con l’America Latina sino al 2020 si è appena concluso con sessioni tematiche sulla sicurezza, lo sviluppo e la crescita sostenibile e inclusiva. I rappresentanti dei 18 paesi della Comunità degli Stati  Latinoamericani e dei Caraibi  (Celac) che hanno partecipato all’incontro inaugurato martedì 24  in un albergo centrale  di Quito, hanno anche parlato con i delegati del blocco europeo della sostenibilità economica e del cambio climatico. Il primo giorno il dialogo ha definito le priorità della cooperazione regionale sino al 2020 prima del Vertice che i capi di Stato dei due blocchi svilupperanno nel giugno prossimo a Bruxelles. Gabriela Rosero, titolare della Segreteria Tecnica di Cooperazione Internazionale (Seteci), dell’Ecuador, paese che occupa la presidenza pro tempore della Celac, ha invitato ad una cooperazione  pianificata, che possa essere visibile e quantificata. “Nella cornice della CELAC puntiamo non solo su una pianificazione regionale per i nostri obiettivi di sviluppo, ma anche per la pianificazione di questa cooperazione e delle risorse che riceveremo e che vogliamo ricevere” ha sottolineato la Rosero. Il rappresentante della UE in Ecuador, Peter Schawiger, ha confermato che il blocco europeo destinerà 2400 milioni di euro per la cooperazione regionale con l’America Latina e i Caraibi nel periodo 2014-2020. “Per noi  questa alleanza è strategica, e molto importante”, ha dichiarato  Schawiger, che ha detto che il Vecchio Continente ha sempre avuto relazioni quasi preferenziali con l’America Latina. Il funzionario ha anche affermato che il blocco  europeo è interessato ad andare oltre il modello tradizionale di  donante-ricevitore, per inserirsi nei piani nazionali di ogni paese. In questo senso ha citato come esempio il caso dell’Ecuador, dove  giriamo, ha detto, tutto il denaro al bilancio dello Stato, e il governo è quello che decide dove usarlo. Jolita Butkevicienne, direttrice regionale per la cooperazione internazionale e lo sviluppo della  UE,  ha assicurato che tra il 2002 e il 2013, i paesi europei hanno apportato più di quattromila milioni di dollari all’America Latina.

L’AVANA AVRÀ UNA CHIESA DEDICATA A SAN GIOVANNI PAOLO  II

L’Avana conterà prossimamente con una chiesa che porterà i nome di  San Giovanni Paolo  II, in onore del Pontefice che  visitò l’Isola nel 1998. La notizia proviene dalla Conferenza Episcopale cubana che lo ha comunicato.  L’arcivescovo de L’Avana, il cardinale Jaime Ortega, è stato incaricato di porre la prima pietra della nuova parrocchia  nel quartiere di Bahia, a est della capitale, lo scorso 14 marzo. La costruzione della chiesa prevede l’utilizzo dell’altare costruito per la messa che Benedetto XI ha offerto a l’Avana durante la sua visita, nel marzo del 2012,  in un terreno ceduto dallo Stato cubano, nel centro del quartiere, precisa il comunicato. “Collochiamo oggi la prima pietra per costruire la parrocchia di San Giovanni Paolo II in questo luogo  dove si è preservata la fede, con una chiesa di pietre vive che siete voi, che venerate il Cristo della Misericordia, la grande devozione del Papa Santo al quale si consacra questo tempio”, ha segnalato il cardinale Ortega. Il motto episcopale di San Giovanni Paolo II, "TotusTuus", è inciso nella prima pietra assieme a dati geografici e storici sull’inizio della costruzione ed è di marmo italiano di Reggio Clalabria, dove si trova la parrocchia della Sacra Famiglia di Palmi, gemellata con l futura parrocchia, e impegnata nell’appoggio della costruzione. La Conferenza episcopale ha segnalato che questa è una delle prime chiese che si costruiscono nuove, dalle fondamenta, negli ultimi cinquant’anni. A Cuba ci sono più di 600 chiese cattoliche  sparse in tutta l’Isola.

iSTORIA  

IL RICHIAMO ALLA LOTTA  PER L’INDIPENDENZA DI CUBA

Il Manifesto di Montecristi, documento realmente intitolato “Il Partito Rivoluzionario Cubano a Cuba”, fu scritto da Martí per far  conoscere al paese e al mondo l’obiettivo della guerra che stava per cominciare, per riprendere la rotta interrotta dopo la Guerra dei Dieci Anni.  Oltre che un messaggio per i cubani, chiamandoli alla lotta per l’indipendenza e un’esposizione delle ragioni per le quali si riprendeva il cammino delle armi, il documento è una lezione di etica e umanesimo e fa enfasi sulla solidità politica, ideologica e organizzativa che caratterizzò la ripresa dello scontro  armato con i colonialisti spagnoli. Il  Manifesto cancellò la paura del negro perseguitato dal nemico e gli inutili tentativi di questi di opporre i giovani combattenti ai veterani e i cubani dell’Isola a quelli dell’emigrazione. Il Manifesto di Montecristi, firmato da  Martí e Gómez nel paese dominicano con questo nome, chiariva che la guerra d’indipendenza che iniziavano i cubani non era contro lo spagnolo, e puntualizzava che “è un avvenimento di grande portata umana, un servizio opportuno  che l’eroismo giudizioso delle Antille presta alla fermezza e un giusto trattamento delle nazioni americane, e per l’equilibrio ancora vacillante del mondo”. Il documento puntualizzava che la guerra per la libertà di Cuba no era promossa in modo unilaterale da un gruppo, nè rispondeva al capriccio di qualcuno, ma che era il risultato dell’esperienza anti colonialista dei cubani. Scritto con la chiaroveggenza del pensiero dell’Eroe Nazionale, il Manifesto di Montecristi è un documento programmatico fondamentale nella tappa della lotta indipendentista cubana  iniziata con il richiamo di  Martí.

 
 CULTURA  

APPUNTAMENTO CON I LIBRI


Holguín – “Lettere a mia figlia Indira” è un bell’omaggio delle Edizioni  La Luz, dell’ Associazione Hermanos Saíz, all’India, nazione invitata d’onore alla 24ª Fiera Internazionale del Libro, trasferita  con il suo splendore di festa popolare in questa città dell’ oriente cubano. L’opera, con una tiratura di 3.000 copie, riunisce le lettere che il primo presidente dell’ India indipendente, Jawahardal Nehru, scrisse durante l’infanzia di Indira Gandhi, la statista che nella seconda metà del XX secolo influì notoriamente nella nazione asiatica e nel mondo per le sue posizioni progressiste.  Questo libro, oltre alle lettere tradotte  da Rodolfo Zamora Rielo, presenta più di 30 illustrazioni destinate ai bambini,  realizzate da  Ibrahim Ámbar e Roxana Anido,  impegnati nell’offrire composizioni grafiche all’altezza dei profondi ed commoventi testi. Edizioni La Luz, diretta dal poeta e narratore  Luis Yuseff, presenta  13 titoli, tra  quali  “El mar como un cielo”, poesie del premio Nobel di Letteratura Saint-John Perse, tradotte dallo scrittore  holguinero Manuel García Verdecia. Un’altra novità sono gli audio libri, in formato CD, “L’isola in versi” presentati dalle voci di 26 poeti cubani nati dopo il 1970, e “Retoños de Almendros”, antologia di racconti per bambini, narrati dai membri del progetto  Alas al Viento. Orlando Arzuaga, direttore del  Centro Provinciale del Libro e la Letteratura, e presidente del comitato organizzatore della Fiera in questa città, ha detto che tra i circa 200.000 testi in offerta, appaiono anche quelli editi nella provincia di Ediciones Holguín, Cuadernos de Papiro e La Mezquita.

  CURIOSITA'    
 

LA STORIA DEL GIOCO D’AZZARDO SULL’ISOLA

Con la “rivoluzione dei sergenti” del 1933 l’esercito cubano instaurò la dittatura di Batista, che raccolse inizialmente il consenso popolare grazie al varo di una serie di misure sociali e giuridiche a favore dei lavoratori. Nel giro di pochi anni, però, i cubani si ritrovarono nuovamente governati da politici corrotti, immorali e interessati esclusivamente al loro arricchimento personale: negli anni ’50 Cuba era diventata la capitale del gioco d’azzardo e della prostituzione. Numerosi esponenti della mafia americana giunsero in questo periodo sull’isola per acquistare alberghi e gestire le case da gioco e i bordelli, sfruttando il turismo proveniente dagli Stati Uniti.  Alcuni dei casinò cubani più famosi del tempo erano gestiti da Meyer Lansky, un criminale statunitense di origini russe che venne ufficiosamente nominato da Batista “Ministro del gioco d’azzardo”. Quando l’azione di guerriglia guidata da Che Guevara determinò la capitolazione del dittatore nel 1958, le case da gioco furono saccheggiate e date alle fiamme. La notte di capodanno del 1958 Batista si diede alla macchia mentre Lansky, ignaro della rivolta in corso, stava celebrando i profitti dell’ultimo anno (3 milioni di dollari) nella sua villa da 440 stanze. Nel 1960 Castro nazionalizzò gli hotel-casino dell’isola e dichiarò illegale il gioco d’azzardo a Cuba, istanza tuttora in vigore. A Cuba, quindi, le case da gioco e i casinò online sono illegali: è bene ricordarlo per non trovarsi in una brutta, inaspettata situazione mentre si fa turismo sull’isola. La legislazione italiana in materia è più rilassata; dall’Italia è possibile collegarsi a siti certificati dal Monopolio di Stato (AAMS) come Betway per puntare e vincere soldi legalmente.

EVENTI  

 

PARAGUAY: L’EVASIONE TRIBUTARIA DELLE MULTINAZIONALI SUPERA IL VALORE DEL NARCOTRAFFICO

Gli esperti nazionali hanno assicurato che l’enorme volume dell’evasione tributaria delle imprese multinazionali presenti in Paraguay  è superiore al valore del narcotraffico.  L’affermazione proviene  principalmente dall’economista Verónica Serafini, che ha calcolato che i benefici ottenuti dagli investitori stranieri nel 2012 si sono elevati a mille milioni di dollari, ma il paese non ha ricevuto apporti di uguale importanza. Questo si deve al fatto che l’attuale modello di sviluppo non funziona e il Paraguay riconosce che le perdite derivate dall’evasione fiscale delle grandi multinazionali sono enormi per i grandi trasferimenti di risorse da un economia con meno entrate agli Stati più sviluppati. La specialista del Centro di Analisi e Diffusione dell’Economia Paraguaiana  ha sottolineato che anche se aumentano i benefici ottenuti dai grande investitori stranieri,  il saldo netto dei flussi internazionali termina negativamente per i paesi come il Paraguay.La Serafini ha richiamato l’attenzione sulle basse  qualifiche del Paraguay in relazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ed ha risaltato che è molto importante per il paese  partecipare al dibattito generalizzato sulle finanze domestiche, centrato nel livello e l’equità dei sistemi tributari. Basandoci sulle esperienze internazionali, dubito che arriveranno quei benefici che il governo si aspetta con la privatizzazione della Legge di Alleanza Pubblico-Privata, severamente disapprovata dai partiti politici progressisti e dalle organizzazioni sociali, che la considerano una consegna della ricchezza e delle imprese nazionali. Come conclusione dello studio, Veronica  Serafín ha assicurato che il Paraguay è una nazione che sta distruggendo rapidamente le sue risorse naturali, privatizzandole per pochi e conseguenze negative che ricadono su tutti e assunte da tutti.

LA PRIMA CINEMATOGRAFICA DI “VUELOS PROHIBIDOS”, CON ARTISTI DI FRANCIA E CUBA

La prima assoluta della pellicola “Vuelos prohibidos” ha riunito a L’Avana l’attrice francese d’origine marocchina  Sanaa Aloui e lo staff della produzione cubana del film, il più recente di Rigoberto López che è anche il direttore della Mostra Itinerante di Cinema dei Caraibi, ed ha dovuto fare scelte difficili, come la decisione di filmare parte dell’opera a Parigi, perchè questo ha ritardato la realizzazione del progetto  per anni, e poi la scelta di un’attrice che non sapesse lo spagnolo e di un protagonista senza esperienze come attore. “Il cinema è un’avventura e non smette d’essere un rischio”, ha detto López, che ha vinto il premio Coral del Festival del Nuovo Cinema Latinoamericano nel 1996, nella categoria documentari, con “Yo Soy del Son e la Salsa”. Il regista è molto soddisfatto con il lavoro di Aloui e di Paulo Fernández Gallo, noto a Cuba e all’estero come   Paulo FG, un cantante popolare molto amato nell’isola. Il regista non gli ha permesso di cantare nemmeno un ritornello nel suo film, però!  “Completano l’elenco di Cuba, Daysi Granados, Mario Balmaseda e Manuel Porto, che con la loro bravura annullano la possibilità di  piccoli ruoli”, ha detto ancora López  “Vuelos prohibidos” non parla di proibizioni, ma semplicemente di un volo sospeso nell’aeroporto  Charles de Gaulle di Parigi per una tormenta, e il caso unisce i due protagonisti in una notte romantica in cui parlano di Cuba. Il padre della giovane francese è cubano e lei vuole fare questo viaggio per conoscerlo. La visione della distanza di questo personaggio è una specie d’omaggio alla pellicola franco - giapponese  “Hiroshima mon amour”, diretto nel 1959 da Alain Resnais. “La buona energia durante il rodaggio è stata determinante e  i cubani sono stati molto caldi.  A Cuba ho scoperto un paese povero, ma con un’energia meravigliosa”, ha detto  Aloui, felice per la diffusione di “Vuelos prohibidos” nei principali cinema di tutta l’Isola, mentre lei si gode le vacanze al sole e in spiaggia, con il calore degli abitanti.

L’EREDE DELLA FORTUNA HILTON A CUBA

Paris Hilton è andata a  Varadero, ha visitato Soroa e ha raggiunto  Cayo  Largo.  Cuba e i cubani l’incantano, ha detto.  A Varadero ha dichiarato che quando avrà l’autorizzazione costruirà lì un albergo a cinque stella come quelli di Dubai, e un altro a L’Avana. “ Il Havana Hilton de L’Avana non è mai stato confiscato alla mia famiglia com’è stato diffuso  dagli ignoranti di sempre, perchè l’immobile apparteneva al Sindacato di Gastronomia di Cuba,  e quello che faceva Hilton era amministrarlo mediante un contratto rinnovabile ogni dieci anni. L’amministrazione degli alberghi di terzi è un’attività della catena. Se volete avere un’idea di quello che è la mia compagnia, vi informo che controlla  4.112, alberghi, 541 propri e il resto con contratti d’amministrazione, con 680.117 abitazioni, in 91 paesi  del mondo. È stata fondata da mio nonno, il parigino  Mr. Conrad Hilton. Occupa il numero 68 nella lista Forbes delle imprese ed è  la più grande del mondo nel settore alberghiero”. Paris Hilton ha richiamato l’attenzione della gente per la sua semplicità, per come tratta tutti  apertamente.  Nell’Hotel Internacional di Varadero ha rubato lo  show, quando è andata sul palcoscenico del  cabaret  si è messa a suonare una tumbadora  dell’orchestra , poi ha ballato con i ballerini.  Pochi giorni prima aveva partecipato alla cena di chiusura del Festival Internazionale del Habano. Tutto quello che fa, lo pubblica in Twitter...

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direttrice della informazione da Cuba: Gioia Minuti