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ANNOTAZIONI E SPIGOLATURE CUBANE

a cura di
Gioia Minuti

 

 

PRESENTI NELLA SFILATA DEL 1º MAGGIO, MIGLIAIA DI AMICI DI ALTRI PAESI

 

Circa 1000 amici di Cuba provenienti da un centinaio di paesi hanno assistito alla sfilata del 1º Maggio dalla base del monumento a José Martí in Piazza della Rivoluzione de l’Avana, rappresentando 140 organizzazioni sociali e  sindacali del mondo, per festeggiare un Primo Maggio insieme ai cubani. L’argentina Marita Vera, è venuta alzando la sua voce in nome della Commissione di Memoria e Giustizia del municipio di San Martin e ha detto a Granma che loro lottano per mantenere viva la storia dei 30.000...[segue SPECIALE 1° MAGGIO 2019]

 

speciale Siporcuba
sui 5 patrioti cubani
 

 


PL notizie, info e molto di piu'
il romanzo cult degli anni '90

Una storia d'amore nella Cuba dei primi anni '90, quando molti italiani scoprirono le gioie ed i sogni che Cuba riservava loro...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE PIU' BELLE FOTO DI CUBA

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APPUNTAMENTI
 
 


TUTTI COLORO CHE VOLESSERO INVIARE SEGNALAZIONI A PROPOSITO DI APPUNTAMENTI CULTURALI E POLITICI DEDICATI ALLE TEMATICHE CUBANE, POSSONO INOLTRARE UNA MAIL A:
info(at)siporcuba.it

 

 

 

 

MARADONA UNIVERSALE di Javier Gómez Sánchez

 

Come tentare di disonorare il simbolo di un paese, di un continente, di molti popoli? Quando non possono dire niente di più e devono inghiottire che era amico di Fidel, di Chávez, che aveva il Che tatuato sul braccio e Fidel sulla gamba dei gols, che si mise a lato del Venezuela e di Cuba quando molti non osavano farlo. Allora dicono, come fosse la cosa principale: «È andato a Cuba a curarsi dalla sua dipendenza dalle droghe…». Non hanno neanche pietà con un essere umano. Nè un’elementare decenza. Ma tentano invano d’appannarlo. Cosa importa questo quando si è saputo vivere come ha vissuto? Non c’è Cristo senza il suo deserto. Quelli che vedono solo quello o lo vedono come un demerito, non vedono quello che vedono i popoli. Incapaci inoltre di comprendere la vera lotta di Maradona, molto più collettiva nella misura in cui l’aveva resa più personale: la lotta permanente di un atleta contro l’alienazione dello sport industrializzato, contro l’alienazione dello sportivo come prodotto e del pubblico che lo consuma, delle ore di gioco in televisione che sono lo stesso se le vedi o no, del calciatore venduto come simbolo di un trionfo basato nel contratto più milionario, del calcio come una pseudo cultura invece che come valore culturale. Il «divino» di Maradona non è la quantità di tiri in porta che altri potranno numericamente superare, ma aver saputo elevare l’uomo che corre dietro la palla molto al disopra dell’industria che lo promuove. Noi che capiamo il calcio ascoltando il suo nome, lo abbiamo visto giocare, dirigere squadre, condurre programmi televisivi, mostrare sorridendo il suo tatuaggio del Che alla stampa, diventare una canzone di Calle 13, capiamo molto meglio quello che Maradona realmente ci ha insegnato: la differenza tra globalizzazione e universalità.

 

RAÚL E DÍAZ-CANEL HANNO INVIATO LE LORO CONDOGLIANZE

 

PER LA MORTE DI MARADONA


 

Il Presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha inviato una lettera di condoglianze al Presidente dell’Argentina, Alberto Fernández. «In nome del popolo e del Governo cubani e del Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, le invio le mie più sentite condoglianze per la morte di Diego Armando Maradona, grande e fedele amico di Fidel e del nostro popolo», ha scritto il mandatario cubano. Maradona, astro del calcio argentino e continentale, ha appoggiato la causa della Rivoluzione cubana sino all’ultimo respiro. È stato un grande amico di Fidel Castro e di Hugo Chávez, due leaders di progetti internazionali progressisti e antimperialisti. Il 28 luglio del 1987 Fidel ricevette il calciatore argentino Diego Armando Maradona, nel Palazzo della Rivoluzione, invitato da Prensa Latina, per ricevere il Premio all’Atleta Latinoamericano più bravo del 1986. Era la prima volta che Cuba accoglieva il più grande dei calciatori del mondo. Il 23 luglio del 1987 giunse nella capitale e solamente cinque giorni dopo accadde uno dei fatti più importanti della sua vita: conoscere il Comandante in Capo Fidel Castro, uno dei suoi idoli, si lesse allora in Juventud Rebelde. Maradona ha sempre dichiarato il suo amore e il suo ripsetto per Fidel e ha ringraziato molte volte per l’appoggio che gli aveva offerto durante una delle tappe più difficili della sua vita. «Mi sento cubano. Mi hanno dato amore durante la mia malattia. Mi alzo la mattina e posso parlare o dare questa intervista e lo devo a Fidel», confessò il giorno in cui seppe della morte del Comandante, che considerava il suo secondo padre.


CUBA
  

IL GOVERNO DEGLI USA NON HA MAI APPOGGIATO IL POPOLO

 

CUBANO  di Raúl Antonio Capote


 

Il cancelliere cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha condannato dal suo account in Twitter le dichiarazioni piene d’ingerenza del segretario di Stato nordamericano, Mike Pompeo. «Il Segretario Pompeo mente, gli Stati Uniti non hanno mai appoggiato il popolo cubano», ha affermato il Ministro delle Relazioni Estere cubano, condannando le dichiarazioni del funzionario yanquee. Immerso nella nostalgia del tempo passato, quando i segretari imperiali manovravano i governi della repubblica neocoloniale cubana, il signor segretario di Stato ha fatto allusione in Twitter al detto Movimento di San Isidro e ed ha incitato il governo dell’Isola Grande delle Antille a liberare Denis Solís González. Com’è stato denunciato, Solís González non è un musicista ingiustamente recluso, come riferisce Pompeo, ma è un individuo condannato a otto mesi di prigione perchè ha riconosciuto di mantenere vincoli con persone che hanno finanziato azioni violente contro Cuba. Non stupisce la posizione del Segretario di Stato, in relazione alla performance controrivoluzionaria montata a San Isidro, perchè i funzionari yanquee hanno appoggiato e controllato direttamente le azioni degli attori dello spettacolo anti cubano che segue una sceneggiatura elaborata dagli USA. Come si può vantare del suo appoggio al popolo di Cuba il rappresentante di un governo che ha fatto dell’applicazione di misure coercitive contro il nostro paese, 227 in totale, una pratica quotidiana? Come potrebbe il popolo cubano dimenticare 60 anni di blocco economico, commerciale e finanziario disegnato per piegarlo per fame? Cuba non cede di fronte alle pressioni, nè alle provocazioni indirizzate da Washington, e il popolo cubano vive orgoglioso della sua storia e non rinuncerà mai ala su sovranità e alla sua indipendenza.

 


«PIOVE CAFFÈ» NELLE MONTAGNE DI VILLA CLARA


 

Una risposta molto positiva è stata quella dei villaclaregni al serio problema che si vive sulle colline, provocato dalla maturazione precoce del caffè per gli effetti della tormenta tropicale Eta, che è passata qui quando c’erano circa 8000 latte di chicchi da raccogliere. Per questo, appena sono migliorate le condizioni del terreno, i lavoratori dell’Impresa Agroforestale Jibacoa, con l’appoggio di uomini e donne di altri settori, hanno raggiunto le piantagioni con l’obiettivo di ridurre al minimo la perdita di un caffè che è di primissima qualità anche per l’esportazione. Sabato 21, una forte mobilitazione guidata da Yudi Rodríguez Hernández, prima segretaria del Comitato Provinciale del Partito, ha raggiunto la UBPC La Herradura, dove si accumula buona parte del caffè al punto di maturazione con l’urgenza di realizzare il raccolto in un periodo di tre o quattro giorni, ha assicurato Pedro Blanco Méndez, direttore generale dell’Impresa Agroforestale Jibacoa. Le piogge continuate hanno complicato il panorama in luoghi come Arroyo Bermejo, Pico Blanco, Topes de Sabanita, Veguitas, Boquerones, luoghi dove sono andate le varie forze e dove è stata data priorità all’uso dei muli e dei sostegni per mantenere il raccolto in luoghi dove l’altezza media è di circa 600 metri sul livello del mare. Quando è arrivata la tormenta, erano state raccolte già al 65% le 8000 latte in fase di maturazione, mentre l’altra parte è caduta nel fango, anche se secondo Pedro Blanco Mendez, una porzione dei chicchi caduti si può salvare e per questo l’urgenza d’intensificare il lavoro e pianificare bene le aree del raccolto per evitare maturazioni e perdite successive di caffè. Un incentivo per trasferirsi su queste colline di fronte alla domanda di caffè, è stato il pagamento quotidiano ai raccoglitori, una misura che ha creato una motivazione addizionale per sommare nuove forze all’impegno di contribuire alla raccolta di 150 tonnellate di caffè destinate al commercio interno ed estero prima della fine dell’anno.

 


VENEZUELA


 

L'attuale situazione nel Venezuela è di estrema criticità. Per rimanere aggiornati costantemente, in questa sezione, pubblicheremo testimonianze provenienti direttamente da una compagna bolivariana: Mercedes Arleo

 


 


 

CREATO IN VENEZUELA UN FARMACO CHE ANNULLA IL COVID


 

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato che i suo paese ha sviluppato un medicinale in grado di annullare al 100%" il coronavirus. Il farmaco si basa nella molecola DR10, che si usa come trattamento contro l’epatite C, il virus del papilloma umano (VPH) e l’ebola, e per altre malattie. L’Istituto Venezuelano delle Investigazioni Scientifiche (IVIC) ha realizzato lo studio al rispetto. «Oggi posso dire ufficialmente che questa molecola […] è stata provata per la COVID – 19 e sono state fatte tutte le investigazioni […] questo studio è durato 6 mesi e ha dato come risultato l’annichilimento al 100% del virus COVID-19», ha dichiarato il mandatario il 25 ottobre.« Voglio dire che il Venezuela ha conseguito una medicina che annulla al 100% il coronavirus", ha affermato. La medicina agisce contro i coronavirus senza alcun tipo di tossicità che possa danneggiare le molecole sane», ha segnalato il presidente venezuelano. «Lo studio è certificato da esperti e scienziati, ha detto ancora ed ha aggiunto che procederemo nei prossimi giorni alla costruzione della rotta per, attraverso l’Organizzazione Mondiale della Salute, ratificare i risultati ottenuti con il IVIC. Ottenendo questa ratificazione dell’Organizzazione Mondiale della Salute, procederemo con alleanze internazionali alla produzione di massa di questa molecola per apportarla a livello mondiale come una cura contro il coronavirus», ha segnalato.

   


CUBA TURISMO
 


IL PALAZZO DEL SEGUNDO CABO NOMINATO AL WORLD SUMMIT

 

AWARD 2020


 

La proposta museologica ed educativa del Palazzo del Segundo Cabo, oggi Centro per l’Interpretazione delle Relazioni Culturali Cuba-Europa, è stata nominata al World Summit Award (WSA) 2020 nella categoria Apprendistato Questa nomina, come riferisce l’informazione condivisa da questa istituzione dell’Ufficio dello storiografo de L’Avana nella sua pagina web, si deve all’utilizzo nuovo e didattico delle nuove tecnologie dell’informatica e le comunicazioni (TICs) della museografia del Centro e l’interesse che ha generato tra il pubblico. Il Premio del Vertice Mondiale (World Summit Award, WSA), riferisce l’articolo, è una competizione organizzata dalle Nazioni Unite ed è il solo evento TICs in tutto il mondo che dal 2001 promuove e seleziona contenuti elettronici che apportano tecnologie a livello internazionale e i nominati sono valutati in base a sette criteri fondamentali: contenuto, funzionalità, disegno, tecnologia, innovazione, impatto e valore. Il Centro cubano è uno spazio museo che comunica contenuti culturali da molteplici risorse comunicative: audiovisivi, scenografie, infografie, panneli, supporti tridimensionali d’informazione, repliche di oggetti patrimoniali disponibili al tatto, moduli del suono, dispositivi tattili, realtà aumentata, softwares e applicazioni, che permettono una comunicazione efficiente di conoscenze complesse con differenti livelli di accessibilità, segnala la pubblicazione.Da questa installazione si favorisce l’accesso alla conoscenza e l’educazione per cui diffonde il suo contenuto da una Mediateca e una programmazione socioculturale sistematica. La missione del Palazzo del Secondo Cabo è potenziare la conoscenza delle relazioni culturali tra Cuba e lEuropa nella sua esposizione permanente e mediante diversi progetti socio culturali indirizzati a differenti pubblici, fomentando l’accesso e l’uso delle nuove tecnologie. È il primo museo digitale concepito in Cuba che propizia una visita al museo più vivo, interattivo, contemplativo, dove il visitatore è protagonista in ogni ambito della gestione museale. Investiga e promette temi che da differenti azioni e seminari, hanno suscitato l’interesse della comunità e realizza inoltre lo sviluppo di applicazioni, softwares, novità editoriali e audiovisivi. In accordo con l’informazione più di 340 proposte fanno parte delle nomine alla WSA 2020, che mostrano la ricchezza, la diversità, il futuro e l’innovazione delle soluzioni digitali a scala globale e, a sua volta, evidenziano come la tecnologia digitale può migliorare la società in ogni angolo del mondo. È ora noto che sono state nominate alle differenti categorie le proposte di 80 paesi, oltre al progetto del Centro per l’Interpretazione delle Relazioni Culturali Cuba- Europa, ed è stata riconosciuta nell’ appartato Governo e Impegno Cittadino la rete Wifi comunitaria dei Giovani Club della Computazione.

 


CUBA AVVENIMENTI
 

MARIANA, INESTINGUIBILE, NELL’ALTEREZZA DI CUBA


 

Madre Patria, palma eretta, orgoglio di Cuba, virtuoso tronco carico di leggende, di amori e d'inquietudine nella manigua mambí, che fa rifiorire Mariane con sfide luminose di tempi azzardati, come l’uomo che la contempla e l’ammira con il cuore al galoppo. «Cosa aveva questa donna - si chiedeva l’Apostolo José Martí ricordando Mariana Grajales Cuello–, che epopea e che mistero c’erano in questa umile donna, che santità e come seppe ungere il suo seno di madre che decoro e grandezza ebbe nella sua semplice vita, che quando si scrive di lei è come dalla radice de anima?» Perchè lei era tutta impegno, un tornado di principi, che porta i figli –uomini, donne e adolescenti - alla lotta per l’indipendenza, cura il ferito della sua prole e lo sconosciuto con la stessa dolcezza ed è ammirazione di tutti, acqua cristallina del fiume, una luce inestinguibile nel punto più alto del monte. Fu tanta la sua fierezza che, stabilita in Giamaica alla fine della Guerra dei Dieci Anni continuò con le sue idee e i suoi esempi, ispirando la causa rivoluzionaria sino a quando morì il 27 novembre del 1893 a Kingston. Con ragione erano Mariane quelle che il Comandante in Capo Fidel Castro integrò in un plotone ribelle d’insuperabile valore nella guerra, e quelle che lottarono in Angola e in altre terre. Lo sono quelle che trasformano il solco in alimenti, le maestre dedicate e quelle coraggiose che nella zona rossa oggi sfidano la COVID-19. Così ieri e oggi e lo stesso Fidel le innalzò nella figura della Madre dei Maceo quando disse: «Qui non lottano solo gli uomini, qui come gli uomini lottano le donne. E non è nuovo, già la storia ci parlava di grandi donne nelle nostre lotte per l’indipendenza e una le simbolizza tutte: Mariana Grajales». Portati a Cuba 30 anni dopo la sua morte, i resti della straordinaria cubana riprendono vita nel sentiero dei fondatori della nazione, nel cimitero patrimoniale Santa Ifigenia, dove cospira con Céspedes, Martí e Fidel per, con la vigenza delle sue idee e della sua opera, continuare e difendere la Patria.

 


CUBA STORIA
 

Sempre vivo, Comandante  di Mailenys Oliva Ferrales

 

Quando si ha conquistato l’anima di un popolo non esistono commiati possibili nè verbi al passato che limitano la legittima presenza di un uomo di luce in tutti i tempi.  È il merito guadagnato da chi ha saputo amare e fondare. Un uomo al di sopra della sua epoca e della sua opera.  Un uomo che non entra in una cronaca  nè in un libro. Un uomo che è un’Isola e un continente. Un uomo di verità e giustizia. Un uomo che semplicemente non ammette elogi pesanti né racconti senza onore perché è da molto che ha smesso d’essere solo un uomo, per diventare storia, sovranità, aria, mare … futuro. E anche se il calendario ci ricorda che sono già quattro novembre della sua assenza fisica, per le vene di questa nazione continua a transitare l’eredità genetica ribelle dell’Eroe della Moncada, del guerrigliero in verde ulivo, del Gigante dalla barba banca, della guida di tutti i cubani, che è come dire, il nostro  padre maggiore. Perchè non solo le prodezze tremende come quelle della sfida alla tirannia, il suo allegato di auto difesa, lo sbarco dello yacht Granma, la sua lotta di ribelle nella Sierra Maestra o la sua guida a Girón e più di 50 gennaio alla guida del paese gli hanno guadagnato l’affetto e il rispetto di milioni, dentro e fuori da Cuba.  No. Non sono state solo queste prodezze. Al nostro “Chisciotte americano” come lo battezzò il suo amico Hugo Chávez, con questa corazza di morale assoluta che i nemici non sono mai riusciti a intaccare, e un cuore di “caguairán” forgiato più da 90 alberi di cedri, che da  90 agosto, basterebbero per sapere che non è morto, che vive nella gratitudine dei contadini, nelle medaglie degli sportivi, nella dignità dei medici e nel sorriso dei nostri bambini.  Il suo cuore palpita ancora in terra africana, nelle colline di Caracas, nel pupille di coloro che sono tornati a vedere la vita a colori,  nel sentire di chi viene a studiare medicina e se ne va amando un’Isola, di chi non dimentica di quando lui stava con loro nei solchi, in un uragano o nella trincea di qualsiasi tipo di combattimento.  Lui continua ad essere il nostro Comandante in Capo.  L’epopea di un uomo che si è reinventato per la storia con il riscatto di un bambino di sette anni e il ritorno alla Patria dei suoi Cinque Eroi. Grazie  per tutto e per tanto. Quest’opera non terminata, imperfetta e umanista che è la Rivoluzione segue il tuo legato partendo da quello che oggi chiamiamo continuità. La continuità che tu volevi Comandante, questa che non smette di sognare, d’amare, di forgiare un paese migliore.  Per questo si dice che nel Mausoleo di Santa Ifigenia, molto vicino a Martí, dal 2016, una pietra enorme di granito custodisce nel suo «cuore» il tesoro dei cubani.   Lì è visibile per tutti, inciso in lettere di bronzo, il nome che è già eterno: Fidel.


BOLIVIA
 

LA BOLIVIA RITORNA NELL’ALBA, LA CELAC E LA UNASUR


 

La Cancelleria della Bolivia ha informato in un comunicato la decisione governativa di rientrare nell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America (ALBA), nella Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) e nell’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR), organismi ai quali il governo golpista aveva rinunciato l’anno scorso. Il testo riconosce: «La decisione assunta dal governo di transizione di sospendere la partecipazione della Bolivia dagli spazi d’integrazione citati, rispondeva a interessi meramente politici, che hanno poco a che vedere con la vocazione integratrice del popolo boliviano. Gli strumenti che costituiscono questi processi d’integrazione regionale e sub regionale sono stati approvati con rango di legge, come stabilisce la costituzione politica dello Stato. Per questo i diritti e gli obblighi della Bolivia derivati da questi strumenti si sono mantenuti inalterabili negli ultimi anni». Il documento cita l’Articolo 265 della Costituzione del paese, per risaltare l’impegno con la integrazione latinoamericana come unica via per far fronte alla crisi sanitaria, economica e ambientale che la nostra regione attraversa attualmente. La Bolivia è una delle principali nazioni associate nell’ALBA, con il Nicaragua e altre isole dei Caraibi, l’alleanza fondata nel 2004, ma non ha assunto la presidenza pro tempore della CELAC per via del colpo di Stato.


CUBA CULTURA
 

IL FESTIVAL PATRIA GRANDE IN FORMA VIRTUALE


 

Il Festival Patria Grande, incontro annuale della scena del rock latinoamericano e dei Caraibi in Cuba, si realizzerà in uno scenario virtuale per, nonostante l’attuale pandemia, continuare a tendere ponti e vincoli d’amicizia tra le nazioni della regione attraverso la musica, ha informato ACN. Rafael González, presidente dell’Associazione Hermanos Saíz (AHS), nel discorso inaugurale del Festival organizzato dall’istituzione con altre entità cubane di cultura, ha segnalato che sino al 21 novembre l’evento si realizzerà in forma online «perchè nemmeno la COVID- 19 fermerà la portata della musica alternativa che ci piace tanto. In un’informazione condivisa nell’account di Facebook della AHS, si legge che in questo 2020 il Patria Grande sarà differente, raccontato e cantato dalle reti sociali con un diverso concetto. È così che i partecipanti stranieri di altre edizioni condivideranno le loro esperienze negli scenari nazionali con il pubblico cubano attraverso le reti sociali dell’evento in cui sarà presente anche la musica cubana contemporanea d’autore, partendo da giovani esponenti locali. Dall’account in Facebook del Festival in questi giorni sono state promosse azioni che si realizzeranno in questa stessa piattaforma nei giorni di durata della manifestazione culturale, ricordando momenti speciali delle edizioni precedenti, come l’incontro di voci femminili latino americane e caraibiche realizzato nel 2016. L’appuntamento con il Patria Grande è cominciato nel 2013 e dall’inizio ha portato a Cuba prestigiose bande della scena rock latino americana, della fusion e anche dell’ambito emergente, è stato detto. Il Festival si è mosso nelle sue edizioni in differenti zone tematiche e conserva l’idea della fondazione di diventare uno spazio d’incontro e di scambio d’idee dei gruppi di diversa radice che vi confluiscono e che si esibiscono con gli artisti cubani e i loro modi di fare, hanno informato.

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