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CUBA: IL PAESE CHE HA SUBITO PIU’ ATTACCHI TERRORISTICI
 

PER PIU’ TEMPO

di Raúl Antonio Capote

L’11 settembre del 2001 una notizia accaparrò i titoli dei media di comunicazione del mondo : «Attaccati gli Stati Uniti». Le immagini delle Torri Gemelle di Nuova York avvolte da una nube di fumo e di polvere sono diventate il simbolo di «una nuova epoca». Più di 3000 persone furono sacrificate nel World Trade Center, icona delle finanze e degli affari. Il fatto, disgraziatamente, servì ai falchi della guerra per sfoderare le loro sciabole e seminare la paura e la morte «nei più oscuri angoli del mondo».

Come disse l’allora direttore della CIA, il generale David Petraeus: «La lotta contro il terrore durerà generazioni». Gli stessi che per anni avevano patrocinato il terrorismo come politica di Stato nello scontro con i paesi progressisti, i movimenti e i leaders di sinistra nel mondo, si autoproclamarono in quel nono mese del 2001 «sbandieratori» della lotta contro questo flagello dell’umanità. Questo mese però ha la sua storia e i cubani vittime di questa politica del Governo yanquee ricordiamo altri settembre e altri crimini. Un 11 settembre del 1980, Félix García Rodríguez, diplomatico della Missione Cubana presso la ONU negli Stati Uniti , transitava nella sua auto nelle strade di Nuova York. Andava ad un incontro con alcuni amici a Queens quando, mentre era fermo a un semaforo rosso, fu colpito da vari proiettili di pistola Mac-10 con silenziatore. Il crimine fu attribuito all’organizzazione contro rivoluzionaria Omega-7. Quel giorno Félix aveva ricordato con vari compagni cileni, la resistenza del presidente Salvador Allende nel colpo di Stato perpetrato da Augusto Pinochet. L’attacco, eseguito l’11 settembre di sette anni prima dell’assassinio del diplomatico cubano, era stato preparato e realizzato da militari e politici congiurato comandati dalla CIA come parte della strategia del terrorismo di Stato de Governo degli USA contro l’America Latina. Sempre in settembre, ma nel 1997, un giovane turista italiano, Fabio di Celmo, morì per l’esplosione di una bomba che Luis Posada Carriles aveva ordinato di mettere nell’Hotel Copacabana, en La Habana. Come risultato di 681 azioni di terrorismo contro Cuba, provate e documentate, sono morti 3478 cubani, donne, uomini e bambini. Altri 2099 sono rimasti invalidi. Il nostro paese ha tutta la morale del mondo per denunciare il Governo degli USA come responsabile di queste azioni. Le raffiche sparate contro l’ambasciata dell’Isola a Washington lo scorso 30 aprile e il silenzio successivo non sono altro che la conferma della vigenza di questa politica che sembra non avere fine. È una prova dell’ipocrisia cronica di coloro che si sono autonominati nel 2001 nemici giurati del terrorismo.

CUBA  

LA JIRIBILLA ESORTA A “PENSARE A UN MONDO DOPO LA COVID”

di Ricardo Alonso Venereo


 

La Jiribilla ha convocato, sino al 30 settembre del 2020, a riflettere sullo scontro e sulle conseguenze della pandemia e a descrivere le caratteristiche probabili di un mondo dopo la Covid-19, nel momento in cui il Sars-COV-2, il nuovo coronavirus che provoca la malattia, è diventato una pandemia fulminante e ha cambiato tutta la dinamica del pianeta. Potranno partecipare con i loro testi colleghi, amici, lettori, professionisti e persone di tutti i continenti, raccontando «storie della pandemia», sommandosi alla grande sfida di «pensare a un mondo dopo la Covid», condividendo esperienze, analisi e punti di vista, che sono un modo d’apprendere dall’altro e rinforzare questi vincoli di solidarietà che necessitiamo tanto. Partendo da questa esperienza traumatica possiamo dire che l’umanità non sarà più la stessa; quanto è cambiata e come sono le domande a cui dobbiamo rispondere con urgenza se vogliamo essere preparati per il futuro immediato. Con uno sguardo plurale, gli specialisti di diverse discipline potranno condividere le loro visioni e le loro analisi con testi che – partendo dalle domande generali – descrivano gli scontri sociali, culturali, economici e politici della pandemia. Quali potrebbero essere le domande? Per esempio: Quali cambi e trasformazioni sono venuti per restare? Cosa abbiamo appreso durante la pandemia? Ci sarà una nuova crisi globale? Come ci possiamo preparare per questa? Cosa sarà necessario trasformare? In questi mesi di pandemia, milioni di esseri umani abbiamo vissuto in ogni territorio, regione o paese, la propagazione della malattia così come i meccanismi usati per evitare e diminuire il contagio, spiegano i convocanti. Per questo, dicono, è nostro interesse riunire in questo spazio di dialogo diverse storie ed esperienze vissute. Per questo convochiamo a una partecipazione plurale che ci permetta di offrire distinte visioni attorno allo scontro della pandemia, secondo regioni geografiche, classi sociali, razze, generi, gruppi d’età, etc.I testi vanno inviati alla direzione di posta elettronica:lajiribilladecuba@gmail.com in formato Word, in Verdana 11, interlineando 1,5 e non dovranno superare le 6 pagine. I testi migliori si faranno conoscere nei numeri speciali di La Jiribilla e in formadi libro, pubblicato dalla stessa editrice. La convocazione è senza fini di lucro. I selezionati si conosceranno prima del 30 ottobre, giorno in cui si pubblicherà la prima edizione speciale con i lavori inviati.

 

 

GERARDO HERNANDEZ NORDELO E’ STATO ELETTO NUOVO COORDINATORE NAZIONALE DEI COMITATI DI DIFESA DELLA RIVOLUZIONE

 

I membri della Direzione Nazionale dei Comitati di Difesa della Rivoluzione- CDR – hanno approvato la sostituzione per rinnovo del compagno Carlos Rafael Miranda Martínez, liberandolo dalle sue responsabilità come Coordinatore Nazionale dei CDR, impegno che ricopriva da nove anni. Il compagno uscente Miranda Martínez è stato elogiato per i suo impegno ascendente nell’organizzazione, la sua costanza e la sua dedizione e gli saranno assegnati nuovi impegni. Il compagno Gerardo Hernández Nordelo, che aveva l’incarico di Vice Coordinatore Nazionale è stato scelto per occupare l’incarico di Coordinatore Nazionale dell’organizzazione. Gerardo, di 55 anni, è laureato in Relazioni Internazionali. Ostenta la condizione di “Eroe della Repubblica di Cuba” ed ha una fruttifera carriera politica e rivoluzionaria , ed ha occupato diverse responsabilità dalla sua tappa studentesca. Ha realizzato missioni internazionale nella Repubblica Popolare dell’Angola, dove spiccò per il suo coraggio e la decisione in vari missioni combattive. È stato decorato con le medaglie di “Combattente Internazionalista” e “Per l’Amicizia Cuba-Repubblica Popolare dell’Angola”, oltre alla medaglia “Ordine Playa Girón”. A metà degli anni ’90 ha compiuto missioni negli Stati Uniti, indirizzate a prevenire azioni di terrorismo contro Cuba. Ha scontato 16 anni d’ingiusta reclusione negli USA ed è tornato in Patria nel 2014. Ê molto stimato ed ha un elevato ascendente tra la popolazione; è deputato dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare nella sua 9ª Legislatura. Il compagno Vladimir Sauri Bermúdez, sino ad oggi coordinatore provinciale dei CDR a L’Avana, è stato eletto vice coordinatore nazionale. Vladimir, di 46 anni, diplomato in Educazione Primaria, ha coperto per 25 anni diverse responsabilità nell’organizzazione, includendo quella di Coordinatore provinciale a Sancti Spíritus, capo di Dipartimento e Membro della Segreteria Nazionale.È laureato nella specialità di Sicurezza e Difesa Nazionale e deputato dell’ Assemblea Nazionale del Potere Popolare, nella sua 9ª Legislatura. Il Secondo Segretario del Comitato Centrale del Partito, compagno José Ramón Machado Ventura, ha partecipato alla riunione della Segretaria Nazionale ampliata dei CDR, terminata con la votazione realizzata dal resto dei membri della Direzione Nazionale nelle province di residenza.

 

 

AVVENIMENTI

GLI STATI UNITI, INTERNET E LA NARRATIVA
di Raúl Antonio Capote

 

Il Governo degli Stati Uniti fa valere contro Cuba tutto il suo arsenale di armi non convenzionali.  È documentato che il Gruppo d’Azione Politica (GAP) che forma parte del Centro delle Attività Speciali, divisione dell’Agenzia Centrale d’intelligenza, realizza azioni che includono la creazione di strutture di comunicazione e accesso a Internet nei paesi o nelle regioni obiettivi dell’aggressione. Nel  caso di Cuba realizzano analisi basate nel Big Data: processano profili dei soggetti d’interesse ed elaborano piani d’azione che sono inviati al Gruppo Operativo d’Internet per la sovversione a Cuba, conosciuto anche come Forza d’Impegno in Internet per Cuba.  Il GAP e le istituzioni che formano questa forza contano su specialisti molto preparati che, partendo da modelli elaborati in precedenza dirigono messaggi a settori di cubani.  Articolati con gli spazi digitali contro rivoluzionari, migliaia di accounts  falsi lanciano il loro messaggio al pubblico dell’Isola, influencers prefabbricati realizzano «analisi» della «situazione cubana», usando risorse ben studiate che cercano di mobilitare con emozioni, con umorismo, indignazione o la sorpresa i pubblici precedentemente analizzati. L’assassinio della reputazione o del carattere è un processo deliberato indirizzato a distruggere la credibilità o la reputazione di una persona, gruppo sociale o paese. I promotori dell’assassinio del carattere per ottenere i loro scopi utilizzano accuse false, fomento di rumori e la manipolazione delle informazioni. Il ciber maltrattamento fa parte della strategia dell’assassinio della reputazione. L’anonimato è una caratteristica di quelli che maltrattano i rivoluzionari nelle reti sociali, tentando di destabilizzarli e screditarli agli occhi dei loro compatrioti e dell’opinione pubblica. Secondo la CIA la natura virale di Internet dispone di potenzialità per danneggiare e anche cambiare il carattere di una persona in questione di secondi e anche il suo futuro a lungo tempo, indipendentemente da chi è o dalla sua esperienza di vita. Quando molteplici fustigatori partecipano all’azione del ciber maltrattamento, l’azione di chiama mobbing, e forma parte della strategia contro i navigatori cubani in Internet, soprattutto delle figure pubbliche. Centinaia di trolls, di sicari digitali, di cibermercenari, addestrati e pagati dalla CIA partecipano agli attacchi che sono perfettamente pianificati e contano con sceneggiature pre elaborate nei laboratori delle guerre psicologiche  statunitensi.  Il sicario digitale è un professionista addestrato, un mercenario di nuovo tipo, sono personaggi pagati per fare il lavoro sporco in Internet.  I webcenters o netcenters sono imprese digitali assunte o create dai servizi speciali per realizzare campagne nere contro paesi  governi o persone. La  CIA ha assunto attraverso il Gruppo Operativo d’Internet per la sovversione in Cuba, una decina di netcenters, ai quali sono subordinati centinaia di mercenari digitali.  Tutto questo sembra un’azione difensiva di chi è rimasto senza pretesti e senza armi per tentare di cambiare il regime politico in Cuba, ma dobbiamo tenere sempre presente che dietro a queste azioni c’è la mano dei servizi speciali yanquee, che contano con tutto il denaro necessario e la tecnologia più moderna. Non possiamo abbassare  la guardia.

VENEZUELA
 

L'attuale situazione nel Venezuela è di estrema criticità. Per rimanere aggiornati costantemente, in questa sezione, pubblicheremo testimonianze provenienti direttamente da una compagna bolivariana: Mercedes Arleo

 

 

SMASCHERATO IL PROCURATORE DI GUAIDÓ

 Un’investigazione ha denunciato il falso procuratore di Juan Guaidó coinvolto in ricatti nel settore del petroliferi e detrazioni  alla compagnia statale Petróleos de Venezuela (PDVSA). L’ estesa e argomentata ricerca  elaborata dalla giornalista statunitense  Anya Parampil rivela la trama di corruzione e ricatto in cui è implicato  José Ignacio Hernández,  che sino al mese di  luglio è stato “Procuratore” dell’inesistente “governo interino” del deputato dell’opposizione  Juan Guaidó,  si legge in un articolo pubblicato domenica 1º agosto nel sito web del Ministero delle Relazioni Estere del Venezuela. In accordo con l’investigazione intitolata “lo scandalo dei ricatti petroliferi denuncia il doppio gioco corrotto del procuratore generale”, la giornalista mostra come Hernández avrebbe ottenuto ricchi onorari come mercenario legale per i saccheggiatori corporativi della statale Petróleos de Venezuela. L’investigazione ha rivelato di fatto che la testimonianza dell’avvocato è stata comprata da gigantesche ditte  straniere del petrolio, interessate a defraudare la PDVSA  per migliaia di milioni di dollari, in una denuncia ignorata l’anno scorso da un tribunale del distretto della Florida ( USA) su un caso di ricatti multi milionari nel marzo del 2018. L’investigazione rivela molti altri casi nei quali  Hernández ha dato false testimonianze in appoggio agli argomenti d’imprese statunitensi e canadesi contro il Governo venezuelano. Dovuto alle sue discutibili manovre legali, l’impresa Citgo, filiale della statale  Petróleos de Venezuela negli Stati Uniti sarà liquidata per soddisfare piani golpisti di Washington contro Caracas, si legge nel rapporto della cancelleria venezuelana. Il Governo venezuelano denuncia che la Citgo è stata rubata dagli Stati Uniti attraverso un debito “ illegale” con la complicità del leader dell’opposizione Juan Guaidó,  che si è auto proclamato presidente interim nel gennaio del 2019, nella cornice di una piano golpista, disegnato e appoggiato dalla Casa Bianca. Il tentativo golpista è stato neutralizzato, dato che anche l’Amministrazione statunitense del presidente Donald Trump ha riconosciuto che Guaidó non ha popolarità e che la maggioranza dei venezuelani appoggia il legittimo presidente venezuelano, Nicolás Maduro. Nonostante questo, la campagna di pressioni degli USA contro il Venezuela, il furto della Citgo e i congelamenti dei fondi del paese sudamericano all’estero, sono costati la vita di molti venezuelani, perchè hanno ostacolato le importazioni di medicinali vitali.

 
ANNOTAZIONI E SPIGOLATURE CUBANE
 


a cura di
Gioia Minuti

PRESENTI NELLA SFILATA DEL 1º MAGGIO, MIGLIAIA DI AMICI DI ALTRI PAESI

 

Circa 1000 amici di Cuba provenienti da un centinaio di paesi hanno assistito alla sfilata del 1º Maggio dalla base del monumento a José Martí in Piazza della Rivoluzione de l’Avana, rappresentando 140 organizzazioni sociali e  sindacali del mondo, per festeggiare un Primo Maggio insieme ai cubani. L’argentina Marita Vera, è venuta alzando la sua voce in nome della Commissione di Memoria e Giustizia del municipio di San Martin e ha detto a Granma che loro lottano per mantenere viva la storia dei 30.000 scomparsi durante la dittatura militare che ha governato nel decennio dei settanta. «Necessitiamo che si faccia giustizia e lottiamo anche per recuperare i figli e i nipoti rubati alle madri sequestrate, ha detto l’artigiana che ha visitato per la prima volta l’Isola dopo aver pianificato per 30 anni il suo viaggio. Lei ha assicurato che il sangue di questi compatrioti convoca alle mobilitazioni contro le misure neoliberali, la carestia nella vita e il debito del paese con il Fondo  Monetario Internazionale...
[segue SPECIALE 1° MAGGIO 2019]

 

IL VENEZUELA, CON L’APPOGGIO DI CUBA, HA INAUGURATO IL PRIMO LABORATORIO DI BIOLOGIA MOLECOLARE

di Jorge Pérez Cruz , speciale per Granma


 

«L’apertura de un moderno laboratorio per la realizzazione di prove di Reazione a Cadena della Polimerasa (PCR) in tempo reale, è un altro esempio di come Cuba e Venezuela uniscono scienza e solidarietà per affrontare la COVID-19 e confermano la volontà politica dei due governi di continuare a rinforzare i loro stretti vincoli di fraternità nella complessa congiuntura attuale». Gabriela Jiménez, la ministro del Potere Popolare per la Scienza e la Tecnologia del Venezuela, ha pronunciato queste parole durante l’inaugurazione e ha riconosciuto l’importanza del ruolo di questa installazione nella diagnosi opportuna della malattia e l’accompagnamento della collaborazione cubana negli sforzi del Governo Bolivariano per preservare la salute e la vita del popolo. Inoltre ha assicurato che gli spazi contano con le migliori condizioni di bio sicurezza e della tecnologia, che permettono di ricevere le mostre e processarle, nella rete nazionale di Salute Pubblica e Vigilanza Epidemiologica, come parte della struttura che sostiene il rafforzamento delle politiche pubbliche che vegliano per la salute del paese. Il laboratorio si trova nel Centro Nazionale di Genetica Medica dottor José Gregorio Hernández, nella parrocchia Guarenas, del municipio di Ambrosio Plaza, stato di Miranda, nella regione centro nord del paese, e accoglierà mostre di questa demarcazione e del Distretto Capitale. Il dottor Rafael Marcos Pimentel Pérez, coordinatore della brigata medica cubana incaricata degli studi, ha informato che i locali associati al centro sono stati adattati per la realizzazione d queste ricerche e in corrispondenza con i dettami della legislazione venezuelana. Il dottor Reinol Delfín García Moreiro, a capo della missione medica cubana nella Patria di Bolívar, ha assicurato che il laboratorio ha tutte le condizioni di bio sicurezza e dispone dei mezzi tecnologici e del personale esperto nella realizzazione di diagnosi di migliaia di prove, ogni giorno, imprescindibili nell’adozione di decisioni cliniche e epidemiologiche. Una brigata formata da 20 specialisti cubani: epidemiologi,microbiologi, virologi, e laureati in Microbiologia e Biochimica, molto capaci e con una vasta esperienza nel maneggio di questo tipo di tecnologia appresa nelle istituzioni cubane e venezuelane ha iniziato alcuni giorni fa le investigazioni per scoprire la presenza del sars-cov-2, il patogeno che provoca la malattia. Esperti dell’Istituto di Medicina Tropicale Pedro Kourí (IPK), de L’Avana, hanno contribuito alla preparazione per la certificazione della messa in moto degli apparati tecnologi e dei flussi di tutto il processo come garanzia di sicurezza per i lavoratori e la comunità che li circonda. La cerimonia d’inaugurazione è stata presieduta inoltre dal ministro del Potere Popolare per la Salute del Venezuela, Carlos Alvarado; Julio César García Rodríguez, capo dell’Ufficio d’Attenzione alle Missioni Sociali di Cuba in Venezuela, e Dagoberto Rodríguez Barreda, ambasciatore della Repubblica di Cuba in Venezuela. La messa in moto del nuovo laboratorio si considera un importante contributo alla battaglia sferrata dal personale della salute dei due paesi per spezzare la catena di propagazione del nuovo coronavirus, materializzato nonostante gli ostacoli del rafforzamento della guerra economica e mediatica imposta dall’amministrazione statunitense alle due nazioni. Il Centro Nazionale di Genetica Medica dottor José Gregorio Hernández, è stato fondato il 14 ottobre del 2009, frutto della sensibilità e qualità umana dei comandanti Fidel Castro e Hugo Chávez Frías, nella cornice dell’Accordo Integrale di Cooperazione Cuba-Venezuela, firmato dai due leaders latinoamericani, a Caracas, il 30 ottobre del 2000.

 

 

UNEAC 1961: UNA NASCITA CAMPALE

 

di Antonio Rodríguez Salvador
 

Lezama Lima ritocca per l’ultima volta il nodo della cravatta, prende il fascicolo di documenti che si trova su uno scaffale nella sala ed esce in calle Trocadero, dove lo aspetta una Chevrolet del 1957. Prima di entrare in macchina ha risposto al  «Buenas tardes» di due miliziani che, armati con fucili cecoslovacchi M-52, conversano sul marciapiede, e poi compra un giornale da uno strillone di passaggio.  È martedì 22 agosto del 1961, e lo immagino diretto al Teatro Chaplin, a Miramar, dove Fidel ha promesso di chiudere il Primo Congresso degli Scrittori e degli Artisti di Cuba. Nel tragitto leggendo il giornale si accorge di una contraddizione editoriale che richiama la sua attenzione. La notizia che lo colpisce è quella sui due giorni - e con la direzione di Nicolás Guillén–, di dibattito del Congresso, nel Salone degli Ambasciatori dell’Hotel Habana Libre; ma con questo articolo di carattere culturale ce ne sono altri che paradossalmente esprimono cose barbare. Non è strano in questi tempi. Quando si parla di un evento culturale accorrono in mente immagini di lunghi corridoi con pavimenti a scacchi,  con soffitti da cui pendono opulente ragnatele di cristallo, pareti tappezzate da quadri a olio classici, ma ultimamente lì si vedono più persone vestite da miliziani che con giacca e cravatta.  Nell’angolo superiore sinistro del giornale s’informa della cattura di un altro dei terroristi che due mesi prima avevano incendiato il cinema Riesgo, a Pinar del Río,  provocando ustioni a 26 bambini. Sotto appare una cronaca che racconta che il venerdì precedente a Camagüey, una banda di terroristi ha sparato su un circolo sociale, ferendo otto civili. In primo piano c’è un titolo a grandi lettere: Occupata la fabbrica delle bombe. E poi un altro: Gli Stati Uniti esigono di pagare l’indennizzo per i mercenari catturati a Playa Gírón. Al semaforo di Linea vede passare una carovana di camion in cui viaggiano miliziani armati. «Vanno a partecipare alla pulizia dell’Escambray», commenta l’autista.  «Dicono che ci sono migliaia di sollevati che uccidono i contadini e i giovani maestri». Lezama lo guarda di sottecchi e mormora: «Angelo della jiribilla prega per noi realizzati, siici, ferma la morte». «Lo dica a me, esclama l’autista animato di repente, due settimane fa sono stato vicino alla morte, io uscivo dal mercato Fin de Siglo, quando dentro ci fu un’esplosione. Poi ho visto che trasportavano un uomo insanguinato». Ma già non sorprende questa perseveranza di coloro che operano per la cultura di fronte a quelli che cercano di distruggerla. Lezama ricorda che in questi giorni hanno messo una bomba nel salone da ballo dell’Hotel Habana Riviera e poi hanno provocato un incendio nel cinema Negrete.  Senza dubbio però si continuano ad inaugurare istituzioni e scuole in  tutto il paese. Per istinto palpa il fascicolo che ha vicino. Dicono che il Primo Ministro Fidel è un uragano facendo domande; nel fascicolo ci sono i dati relativi al piano editoriale. Dall’anno precedente occupa l’incarico di direttore del Dipartimento di Letteratura e Pubblicazioni del Consiglio Nazionale di Cultura, e non c’è cosa che il Comandante gli chieda a cui lui non possa rispondere. Lezama Lima ricorda un aneddoto, quando Fidel decise di fondare la Tipografia Nazionale di Cuba, ne. 1959. Strizzando l’occhio, un amico scrittore gli aveva detto: «Sarà per pubblicare manuali per miliziani e volantini di propaganda ideologica. E certamente, questo sarebbe stato naturale date le circostanze. Dal momento del trionfo della Rivoluzione non c’era giorno senza un attentato terrorista, includendo decine di bombardamenti con fosforo vivo. Senza dubbio la Tipografia non fu creata per addottrinare o per l’istruzione militare e il primo libro pubblicato fu l’edizione in grande tiratura del Don Chisciotte. Poi si pubblicarono libri di Rubén Darío, César Vallejo, Pablo Neruda, Nicolás Guillén, e anche lo stesso Lezama vide pubblicata la selezione  e edizione di tre tomi della sua Antologia di Poesia Cubana. Poesia contro le bombe, si disse, anche se naturalmente in questa editrice si stamparono le migliaia di materiali necessari per intraprendere la Campagna di Alfabetizzazione che si stava realizzando.  Senza dubbio questa Campagna è stata il più grande evento culturale realizzato dalla nazione in qualsiasi epoca, con la partecipazione di 250.000 educatori per alfabetizzare circa 700.000 persone. Lezama ricordava le difficoltà per pubblicare e distribuire i libri prima del 1959. Alcune volte Eliseo Diego lo aveva cercato molto depresso. Non sapeva che fare con le 300 copie di quel grande poema che è En la calzada de Jesús del Monte. Lezama, che aveva una sufficiente esperienza in materia di bancarotta letteraria lo consigliò: «Dividi le copie in tre gruppi. Nel  primo metti i libri per gli amici e i poeti che ammiri. Nel secondo quelli per coloro che t’interessa che lo tengano.  E nel terzo quelli per coloro che non t’interessano, ma che conviene che sappiano che hai pubblicato un nuovo titolo». Ma il forte lavoro per la cultura non si limitava a comprendere il piccolo mondo letterario. Nei primi anni della Rivoluzione si rinforzarono le istituzioni come il Balletto Nazionale di Cuba, la Biblioteca Nazionale e l’Accademia delle Belle Arti di San Alejandro. Si riprende la costruzione del Teatro Nazionale e si fondano l’Orchestra  Sinfonica, la Casa de las Américas, l’Istituto Cubano di Arte e Industria Cinematografiche (Icaic), e l’Istituto di Etnologia e Folklore, tra le tante  istituzioni. Frutto dei vivaci dibattiti che per tre giorni Fidel  realizzò con famosi artisti e scrittori cubani nei giorni 16 – 23 – 30 giugno del 1961 nella Biblioteca Nazionale,  sorse il proposito di fondare la Uneac. La Chevrolet proseguiva per Prima Avenida verso il  Teatro Chaplin. Nel  lobby, vari amici si avvicinarono per felicitare Lezama.  Era un segreto a più voci – il segreto di Pulcinella, disse Lezama- la formazione della prima direzione della Uneac: Nicolás Guillén, presidente; Alejo Carpentier, primo vicepresidente, mentre lui avrebbe occupato una delle vice presidenze. Il discorso di Fidel fu vibrante e annunciava nuovi impegni.  A voce alta, sembrava di sognare con migliaia d’istruttori d’arte che avrebbero creato gruppi teatrali, cori di canto, coreografie di danza per piccoli paesi e per le campagne del paese.  «È un’utopia», mormorò qualcuno alle sue spalle, ma Lezama non lo guardò.  Molto lentamente si alzò in piedi, ricordando forse qualcosa che aveva scritto quella mattina : «Quando stai fermo sembra che stai crescendo, ma cresci dentro,  verso il sogno. Nessuno si può accorgere di questa crescita».

 

   

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