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ANNOTAZIONI E SPIGOLATURE CUBANE

a cura di
Gioia Minuti

 

 

PRESENTI NELLA SFILATA DEL 1º MAGGIO, MIGLIAIA DI AMICI DI ALTRI PAESI

 

Circa 1000 amici di Cuba provenienti da un centinaio di paesi hanno assistito alla sfilata del 1º Maggio dalla base del monumento a José Martí in Piazza della Rivoluzione de l’Avana...[segue SPECIALE 1° MAGGIO 2019]

 

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sui 5 patrioti cubani
 

 

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il romanzo cult degli anni '90

Una storia d'amore nella Cuba dei primi anni '90, quando molti italiani scoprirono le gioie ed i sogni che Cuba riservava loro...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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DÍAZ-CANEL RICORDA IL CHE: «SIAMO L’INCUBO DI COLORO

 

CHE PRETENDONO DI STRAPPARCI I SOGNI»

 

L’8 ottobre, anniversario della morte in combattimento di Che Guevara, simbolo delle lotte della sinistra internazionale, il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel, ha pubblicato in Twitter una serie di messaggi nei quali ha ricordato il pensiero del Guerrigliero Eroico. Con l’etichetta #CheVive, ha pubblicato la frase «L’argilla fondamentale della nostra opera è la gioventù: in lei depositiamo le nostre speranze e la prepariamo per ricevere dalle nostre mani la bandiera», che si legge in ‘Il Socialismo’ e in ‘L’uomo in Cuba’, del 1965. Il mandatario ha accompagnato la pubblicazione con l’immagine di due giovani medici della brigata Henry Reeve, tornati a Cuba alla fine di una missione per affrontare la pandemia della COVID-19 lontano dalla Patria. «Noi socialisti siamo più liberi perchè siamo più completi; siamo più completi per essere più liberi (...) Il nostro sacrificio è cosciente è la quota per pagare la libertà che costruiamo», è stata un’altra idea guevariana condivisa dal Capo di Stato. Poi ha citato il Che quando disse: «Il futuro del paese è legato direttamente allo sviluppo della scienza e la tecnica. Non potremo mai camminare con i nostri piedi sino a che non avremo una tecnologia avanzata basata in una tecnica nostra, in una scienza propria». Díaz-Canel ha segnalato la sua rimembranza con un’idea che, come una stoccata, può servire da bandiera a qualsiasi rivoluzionario: «Siamo l’incubo di coloro che pretendono di strapparci i sogni». Poi ha condiviso l’idea del Che sulla Rivoluzione cubana, espressa nel Congresso Mondiale delle Gioventù del 1960, che: «La Rivoluzione cubana esprime in ogni tribuna nella quale deve parlare la verità dei figli della sua terra e la esprime sempre di fronte agli amici o ai nemici».«Con la nostra ambizione di rivoluzionari cerchiamo di camminare in fretta quanto è possibile, aprendo cammini, ma sappiamo che dobbiamo nutrirci della massa e che questa potrà avanzare più rapidamente solo se la stimoliamo con il nostro esempio», ha aggiunto il mandatario, riferendosi a un’altra frase del Guerrigliero Eroico, stavolta del 1965. Per chiudere ha citato un’idea che ispira migliaia di giovani in tuto il mondo: «Lasciatemi dire, con il rischio d’apparire ridicolo, che il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d’amore. È impossibile pensare in un rivoluzionario autentico senza questa qualità». Ernesto Guevara de la Serna, conosciuto come Che Guevara, è stato un combattente rivoluzionario e medico argentino, la cui vita, la condotta e il pensiero, sono diventati paradigmi di milioni di persone. Fece parte della spedizione dello yacht Granma, ottenne il grado di Comandante, e dopo il trionfo della Rivoluzione, fu nominato Presidente del Banco Nazionale di Cuba e ministro delle Industrie. Nel 1965 diresse un fronte guerrigliero in Congo. In Bolivia, nel 1967, cadde prigioniero delle truppe boliviane nella Quebrada del Yuro. Il giorno dopo la sua cattura fu assassinato. I suoi resti furono trovati nel 1997 e inviati a Cuba.


CUBA  ATTUALITA'
  

 

DÍAZ-CANEL CHIAMA « A COLLOCARE NEL LUOGO CHE GLI

 

CORRISPONDE IL VERO POTERE POPOLARE»


 

Mayra Arevich Marín, la ministro di Comunicazioni di Cuba(Micom), ha controllato le azioni d’appoggio nel quartiere La Timba del municipio di Piazza della Rivoluzione martedì 6 ottobre.

«Si tratta di questo, appoggiare, entusiasmare con la possibilità reale di risolvere un pezzettino dei problemi ogni giorno. Non è intervenire nei quartieri. È collocare nel luogo che gli corrisponde il vero potere popolare. E dal Governo è chiaro tuto l’aiuto», ha detto il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, nel suo account di Twitter, relazionato al controllo realizzato dalla Ministro. In accordo con l’informazione pubblicata dal Micom, durante questa sessione di lavoro che si è svolta nel Centro Culturale Comunitario di calle 31 y 2, è stata verificata con la guida di Antonio Blanco Hernández, direttore dei Comunali di Plaza, la marcia del cronogramma delle azioni costruttive, di riparazione e manutenzione che si eseguono in differenti opere, previsti per concludere i lavori nella Timba prima della fine dell’anno. Hanno partecipato all’incontro Fidel Hernández Arias, intendente del municipio di Piazza della Rivoluzione e la viceministro delle Comunicazioni, Grisel Reyes León, con vari specialisti del Centro delle Investigazioni Psicologiche e Sociologiche del Ministero di Scienza, Tecnologia e Ambiente (Citma), che cercano di ottenere un’analisi e una messa a fuoco più adeguata di queste azioni, considerando il conteso sociale e psicologico che caratterizza il quartiere e i suoi vicini. Nello spazio dello scambio, dirigenti e imprenditori di entità statali e del settore non statale che eseguono i lavori a La Timba hanno spiegato come marcia ogni opera, così come i limiti obiettivi con cui si realizzano. Poi hanno sottolineato i problemi soggettivi che esistono e influiscono per terminare in tempo e in forma supermercati, botteghe, panetterie, consultori medici, farmacie, parchi, viali e marciapiede, acqua e fognatura, sistemi di telecomunicazione, illuminazione pubblica e delle periferie più danneggiate. Mayra Arevich Márin, che è anche membro del Comitato Centrale del Partito, ha detto che l’obiettivo di queste azioni è rianimare tutto il quartiere e che non si tratta di intervenire statalmente. Poi ha indicato che è necessaria una comunicazione permanente con la popolazione che vive in queste comunità e offrire un’attenzione individuale e differenziata alle persone più vulnerabili e ha chiesto agli organismi e alle entità che partecipano di porre tutto l’amore e il cuore in queste opere, che non significa solo riparare e dipingere le installazioni, i parchi e le strade, ma soprattutto offrire alla popolazione prodotti e servizi di maggior qualità.

 


L’ESTREMA DESTRA SOSTIENE LE INTENZIONI DI AGGREDIRE LE

 

AMBASCIATE CUBANE

 

La destra più reazionaria dell’Argentina, lunedì 11 ottobre e il piccolo gruppo di cubani residenti nel paese che aderiscono al denominato Patria y Vida, ha organizzato un tentativo d’aggressione contro la sede diplomatica cubana a Buenos Aires. Il MAS Cuba, Movimento Argentino de Solidaridad con Cuba, si è mobilitato ed ha occupato il fronte dell’ ambasciata impedendo l’aggressione, di fronte al proposito del gruppo finanziato dal Centro per l’Apertura e lo sviluppo dell’America Latina (Cadal) e dalla ONG argentina anti comunista, legata al Dipartimento di Stato statunitense. Cubainformación ha riportato che gli aggressori hanno contato con l’appoggio del Partito Libertario, che aderisce alle politiche di Bolsonaro in Brasile e di VOX in Spagna, e tenta, con la violenza, di riprodurre queste politiche nell’Isola, che apportano benefici solo al progetto di nuova colonizzazione di Washington.

 


 

CUBA RENDE OMAGGIO ALLE VITTIME DELL’AZIONE TERRORISTA

 

DEL 6 OTTOBRE DEL 1976


 

Cuba ha reso omaggio ieri 6 ottobre alle 73 vittime dell’attentato terrorista commesso 45 anni fa contro un aereo della Cubana de Aviación sulle coste di Barbados, i cui autori non sono mai stati processati per il crimine. In omaggio ai morti nell’azione terrorista avvenuta il 6 ottobre del 1976, le autorità e una rappresentazione del popolo cubano marceranno domenica 10 sino al cimitero di Colón, com’è abituale nell’Isola quando si compie un anniversario della tragedia.  Nelle reti sociali, gli internauti della nazione caraibica hanno reiterato in questi giorni le loro denunce sulla complicità del governo degli Stati Uniti e dell’Agenzia Centrale d’Intelligenza (CIA) con gli autori dell’attentato. Con le etichette #TenemosMemoria, #6DeOctubre, #Cuba y #ProhibidoOlvidar, tra tante, i navigatori in Twitter hanno affermato che reclamano ancora giustizia le famiglie dei 73 morti :: 57 cubani, 11 guianesi e cinque coreani. Il crimine di Barbados, come si conosce la distruzione in volo perpetrata con bombe installate all’interno dell’aereo CU-455, viene considerato sino ad ora il peggior attacco di questo tipo nell’emisfero occidentale e una del più brutali azioni di terrorismo eseguite contro la Rivoluzione Cubana da persone al servizio della CIA. Gli investigatori hanno scoperto che il crimine era stato organizzato in Venezuela dai terroristi d’origine cubana Luis Posada Carriles e Orlando Bosch, che avevano contrattato i venezuelani Hernán Ricardo e Freddy Lugo per collocare le bombe nell’aereo. Ricardo e Lugo furono condannati a 20 anni di prigione; Bosch, dopo un breve periodo di detenzione fu assolto per tecnicismi e Posada Carriles restò in carcere otto anni, ma riuscì a scappare con l’appoggio delle guardie del penitenziario.Posada Carriles e Bosch si rifugiarono nella città nordamericana di Miami, dove continuarono sino alla morte a pianificare azioni violente e di destabilizzazione contro la più grande delle Antille. A Cuba il 6 ottobre è stato instaurato ufficialmente come Giorno delle Vittime del Terrorismo di Stato.


 

I CENSIMENTI IN CUBA di Orfilio Peláez
 

La Commissione di Coordinamento Nazionale del Censimento della Popolazione e Case 2022, presieduta dal primo ministro Manuel Marrero Cruz è stata costituita di recente. L’annuncio della sua realizzazione per settembre del prossimo anno(sarà il numero 19), permette di ripassare la storia di questi eventi nell’Isola e d’esporre alcune delle sue tappe più importanti. Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione (ONEI), il primo Censimento riconosciuto nel paese si realizzò tra il 1774 e il 1775. fu uno dei primi dell’America ispanica e la popolazione registrata allora era –in cifra approssimata - di 171.620 abitanti. Da allora e sino alla fine del dominio spagnolo, si realizzarono altri sette censimenti negli anni 1792, 1817, 1827, 1841, 1861, 1877 e 1887. I censimenti della tappa coloniale ebbero la caratteristica d’essere molto generali, perchè raccoglievano solo alcune caratteristiche della popolazione e scarsi aspetti economici e sociali. Come fatto curioso vale la pena ricordare quello del 1841, quando la quantità di abitanti superò per la prima volte il milione, riportando 1.007.624. Con il primo intervento degli USA nel 1899 si realizzò il nono Questionario Ampliato, la cui novità fu l’utilizzo delle donne come numeratrici e inoltre l’inserimento nella relazione dei primi nel mondo a tabulare i dati con schede perforate. Considerato il primo Censimento Nazionale, comprese le principali caratteristiche della popolazione di Cuba in quanto a sesso, età, colore della pelle, luogo di nascita e grado d’istruzione, classificate per province, municipi e quartieri. I suoi risultati contribuirono per confezionare il registro elettorale. Nella tappa repubblicana ci furono censimenti nel 1907, 1919, 1931, 1943 e 1953. Il fatto più importante dell’ultimo censimento realizzato in questo periodo storico è che per la prima volta apparve incluso il censimento delle case. Dopo il trionfo della Rivoluzione, i Questionari Ampliati furono quattro. Il primo nel 1970, e i successivi nel 1981, 2002 e 2012. Tutti sono stati caratterizzati dall’elevata copertura e qualità, così come per la loro maturità metodologica, organizzativa e concettuale. Secondo gli studiosi del tema, quello del 1970 segnò un prima e un dopo non solo per la partecipazione di massa della popolazione includendo studenti di diversi livelli d’insegnamento e l’appoggio totale degli organismi dello Stato, ma anche perche utilizzò questionari disegnati basicamente da investigatori cubani, e l’enumerazione della case urbane si realizzò in un solo giorno, con il riflesso di profondi e favorevoli cambi socio economici sperimentati nella nazione. Richiama l’attenzione che anche il censimento del 2002 contò sempre più uomini che donne a Cuba, tendenza rovesciata nel 2012 quando furono contati 5.570.825 maschi, mentre la cifra delle femmine era di 5.596.500. Il Censimento di Popolazione e Case costituisce l’investigazione più importante che un paese realizza nel campo sociale, considerando l’utilità dei loro risultati per processi di direzione, decisioni e investigazioni in un ampio ventaglio di tematiche vitali della vita nazionale.


VENEZUELA
 

 

IN RETTA FINALE I PREPARATIVI PER LE ELEZIONI IN

 

VENEZUELA di José Llamos Camejo , inviato speciale


 

Con la prova dinamica realizzata domenica 10 ottobre –un passo importante per il buon funzionamento dell’ingranaggio elettorale il 21 novembre prossimo– entra nella sua retta finale la preparazione del processo. Pedro Calzadilla, presidente del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), ha informato che la prova delle votazioni si è svolta con il controllo di due osservatori internazionali: il Consiglio degli Esperti Elettorali dell’America Latina (Ceela), e la missione esploratrice del Centro Carter degli Stati Uniti. L’esercizio elettorale ha coinvolto i 24 Stati del Venezuela: è stato realizzato tra le sette di mattina e le sedici ( ora locale) ed ha attivato 1 336 seggi in 440 centri per le votazioni in 333 municipi. Lì sono state provate le fasi del sistema automatico, il tempo della votazione e della trasmissione dei dati con la partecipazione di 3200 dei funzionari coinvolti nel processo. Il Presidente del CNE ha annunciato che dopo la prova dinamica è iniziata l’auditoria che «controlla le impronte digitali e l’integrità degli elettori e garantisce che non c’è duplicità in questi dati». Prima della prova dinamica elettorale si è svolta la pre-campagna elettorale iniziata di recente con la mobilitazione del Gran Polo Patriótico Simón Bolívar, che unisce il Partito Socialista Unito del Venezuela, (PSUV), le forze politiche principali del paese, e altre nuove formazioni affini.

   

ATTUALITA'
 

QUANDO BLOCCO SIGNIFICA GENOCIDIO
 

di Antonio Rodríguez Salvador


 

Tanto doloroso quanto soffrire la permanente ingiustizia, è, molte volte, non poterla denunciare in tutta la sua portata. Qualcosa di simile accade con il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba, perchè esporre pubblicamente le ardue gestioni che si devono fare per acquistare un determinato prodotto o materie prime, esporrebbe a probabili ulteriori pressioni e anche a sanzioni un determinato fornitore straniero. Recentemente, Eulogio Pimentel Vázquez, vicepresidente del gruppo d’imprese BioCubaFarma, ha riferito che come media per produrre una dose di vaccino sono necessari 10 000 assortimenti differenti che, per la loro specializzazione, abitualmente provengono da 300 fabbricanti, localizzati in circa 30 paesi. Poi ha sottolineato la complessità della gestione logistica per questa industria, includendo quella delle nazioni più sviluppate, anche se senza dubbio è molto più complessa per Cuba, dato che il governo degli USA assedia e ostacola ogni transazione economica e finanziaria del nostro paese che riesce a conoscere. Mio padre, che era un uomo saggio, una volta mi diede un consiglio. “Se vuoi sapere come vieni considerato davvero in una casa, non guardare come ti trattano i padroni ma come lo fanno i loro figli. Se questi non ti dimostrano simpatia o se ti rendi conto di un certo rifiuto, è perché non si parla bene di te in questa casa. Questo succede anche in politica e quello che in realtà gli Stati Uniti vorrebbero per il nostro paese –e quello che non osano esprimere in forma aperta per il suo carattere genocida– è facile da scoprire nei loro figli: queste loro creature, i più di 20 media che pagano e consigliano per la guerra mediatica contro Cuba. Una rapida ricerca di titoli in Google, permette di vedere quello che questi media «promuovono»: presunti rischi per la salute dovuti alle nostre vaccinazioni; persone che non si vaccineranno nè permetteranno che lo facciano i loro figli per mancanza di fiducia nei vaccini, il risalto permanente di morti reali o presunti; le contestualizzazioni dell’efficacia reale, che presenta qualsiasi vaccino anti Covid –di qualsiasi marca o paese di fabbricazione–, le quali non escludono la contingenza di uno o un altro risultato fatale… L’obiettivo è creare allarme per far sì che le persone non si vaccinino, con la peregrina idea che la pandemia faccia quello che loro non sono riusciti a fare in 62 anni d’aggressioni. Mio padre mi disse anche quella volta: se non ti basta questo esame puntuale, físsati nella storia delle relazioni con questa famiglia: se prima hai visto che non ti hanno trattato bene, se qualcuno di tua grande fiducia ti ha avvisato che lì non eri ben visto; se una volta hai necessitato aiuto e te lo hanno negato anche se questo non significava un grande sforzo per loro... Questo succede anche in politica: la storia parla più di qualsiasi discorso ipocrita, come esempio ricordiamo solo quell’epidemia di dengue emorragico introdotto dalla CIA a Cuba, che costò la vita di 101 bambini. Per la produzione di vaccini l’Isola compra molti mezzi di coltivazione da paesi lontani perché non li può comprare in territorio statunitense, per le note restrizioni del blocco economico. Un rapporto della confederazione internazionale Oxfam indica che per acquistare questi prodotti in paesi lontani a Cuba servono almeno 24 giorni, mentre se li potesse comprare negli USa sarebbero 17 ore. Come si sa, abbiamo un ritardo nelle vaccinazioni rispetto a quanto progettato in maggio. In quella data avevamo stimato che già in agosto il 70 % della popolazione cubana sarebbe stata vaccinata completamente, ma la produzione di Soberana 02 e Plus ha avuto un ritardo di quasi due mesi. La causa non è stata solo l’impossibilità di comprare prodotti di coltivazione negli Stati Uniti, ma anche gli ostacoli che questo assedio economico impone a terzi paesi nel loro commercio con Cuba. Recentemente, il gruppo delle Imprese delle Industrie Biotecnologica e Farmaceutica di Cuba ha condannato la piattaforma della Oxfam per gli effetti nocivi de questa politica di Washington. Senza dubbio, anche con questo assedio criminale, il nostro paese ha diminuito sensibilmente l’incidenza della pandemia con i passi avanti delle vaccinazioni. L’esempio più significativo lo abbiamo a L’Avana, che con il 70 % d’immunizzati ha già un tasso quotidiano sostenuto di meno di 200 casi per milione di abitanti. Si veda allora perchè possiamo affermare che la politica del blocco economico è genocida. Se tutta Cuba avesse raggiunto il 70% dell’immunizzazione in agosto, com’era previsto, invece dei 7000 e più casi al giorno come media contati in settembre, ne avremmo avuti al massimo 2000. Ossia, più di 5 000 casi al giorno come media, così come i morti che ne derivano sono, senza dubbio alcuno, colpa di questo blocco. Un vero assassinio di compatrioti che disgraziatamente c’è chi osa giustificarlo.

 


 

PIÙ DI 5 MILIONI DI PERSONE IN CUBA HANNO ACCESSO A

 

INTERNET

 

La presidente esecutiva di Etecsa, Tania Velázquez Rodríguez, ha informato l’agenzia Prensa Latina che più di cinque milioni di persone hanno accesso sino a oggi ai servizi d’Internet attraverso l’Impresa delle Telecomunicazioni di Cuba (Etecsa), e la maggior parte lo fa con telefoni cellulari. La dirigente ha spiegato che 3,94 milioni di cittadini entrano nel ciber spazio con i cellulari e 1,20 milioni lo fanno dai computers, dati che ubicano Cuba al 17º posto del ranking d’accesso a Internet in America Latina e nei Caraibi, contando con il 68 % dei navigatori nazionali connessi, in accordo con le statistiche dei siti specializzati. Tania Velázquez Rodríguez ha informato che tre dei quattro dispositivi cellulari nel paese sono collegati alla rete e che già sono 2 306 le aree per l’accesso pubblico alle piattaforme digitali. Circa 224 600 cubani contano con il servizio Nauta Hogar, che permette di navigare in Internet dalla comodità della casa, come parte di un programma con sconti promozionali, offerte e facilitazioni d'installazione in zone specifiche del paese. La nazione cubana stimola inoltre la connessione con la tecnologia di quarta generazione della telefonia cellulare (4G LTE) e promuove pacchetti che includono, per lo stesso prezzo i dati mobili, i minuti e i messaggi.


TORNA LA FESTA DELLA CULTURA ISPANOAMERICANA A

 

HOLGUÍN
 

Dal 24 al 30 ottobre si celebrerà la 27ª edizione della Festa della Cultura Ispanoamericana. Attraverso le piattaforme digitali e rispettando le misure di distanza, l’evento si realizzerà nella città di Holguín. La specialista in Comunicazione della Casa di Ispanoamerica, Liset Baster, l’istituzione che organizza l’evento, ha commentato che quest’anno la Festa unirà esperti, intellettuali e artisti della regione, partendo dalla tematica «I popoli e l’arte di resistere», ha informato Telecristal. Spazi teorici, artistici, comunitari e d’animazione socioculturale, come le attività delle Brigate Internazionali di Solidarietà, il Colloquio Ispanoamericano delle Lettere, mostre di pittura e scultura, audiovisivi, il Congresso del Pensiero s’incroceranno durante una settimana. Questa edizione è dedicata al centenario di Cintio Vitier e dell’Istituto Latino della Musica, al 60º anniversario delle Parole agli intellettuali, al 30º della brigata portoricana di solidarietà con Cuba, Juan Rius Rivera, e ai 40 anni della creazione dell’Associazione Cubana degli artigiani artisti, 0(ACAA). Telecristal ha informato che le investigazioni dei partecipanti che concorrono per il Premio Nazionale d’Investigazione José Manuel Guarch Delmonte integreranno le memorie dell’evento come pubblicazione con il loro rispettivo ISBN, e quelle di maggior rigore e importanza s’includeranno nel piano editoriale della rivista ‘Guayza’, pubblicazione di critica sociale e investigazione della Casa, ha aggiunto Martínez. La Festa della Cultura Ispanoamericana è nata per iniziativa dell’allora Ministro di Cultura Armando Hart Dávalos, nel 1993, a Holguín. La sua missione si centra nelle radici storico-culturali «che legano le nazioni che fanno parte di questa comunità, caratterizzate da un mosaico culturale di ampie matrici», ha segnalato ancora la televisione.

 


 

LA CINEMATOGRAFIA CUBANA NEI FESTIVAL

 

INTERNAZIONALI
 

Il portale digitale Cubacine ha informato che gli schermi cinematografici di diverse latitudini proietteranno una selezione di filmografia cubana per festival e mostre organizzate durante questo mese d’ottobre. «Un totale di nove programmi proietteranno lungometraggi e cortometraggi che permetteranno d’avvicinarsi al cinema fatto a Cuba. Tra questi programmi ci sono il Festival del Cinema Latinoamericano di Toronto 2021 (Lataff), Canada, che si svolgerà sino al 31 ottobre. Poi sino al 23 novembre si svilupperà la decima edizione del Festival del Cinema Latinoamericano e dei Caraibi, a Berna, in Svizzera. Dal 7 al 17 di questo mese, Cataluña, in Spagna, accoglierà il 54º Festival Internazionale del Cinema Fantastico-SITGES. Ugualmente dal 13 al 31 ottobre, in Messico, se realizzerà il Festival Internazionale Cervantino. Il 20 ottobre una rappresentazione cubana aprirà la 17ª Mostra del Cinema Latinoamericano in Bolivia e ugualmente nel Festival Internazionale del Cinema Africano dell’Argentina (Ficaa). La partecipazione dell’Isola s’estenderà ad altri eventi previsti in questo mese. Tra questi il Festival Baturu di Cinema per le Donne, in Cina, il 20º anniversario del Animae Caribe a Trinidad e Tobago e il Festival del Cinema Latinoamericano di Kuala Lumpur, in Malesia.


AMERICA LATINA
 

 

I GIOCHI CHE HANNO AVUTO ORIGINE IN SUD AMERICA

Il Sud America è una regione nota per le sue tradizioni e cultura. Le persone che vivono qui sono tra l’altro gentili, amichevoli e ospitali. Premesso ciò, va altresì aggiunto che mentre questo territorio è principalmente conosciuto per la sua musica, i balli tradizionali e la cucina straordinaria, le persone che vivono qui amano anche un'altra attività ossia i giochi da casinò con alcuni di questi che sono persino nati in loco.

Il boom dei giochi online in Sud America

Fino a pochi anni fa, gli unici posti in cui in Sud America e in parte di quella centrale era possibile divertirti con i giochi di casinò erano le strutture terrestri. Nel 2015 è nata una nuova tendenza che va sotto il nome di casinò online e le popolazioni locali ne sono state molto attratte. Questi siti infatti offrono grandi vantaggi rispetto ai casinò tradizionali in quanto forniscono un'esperienza di gioco unica. Ci sono tra l’altro molti giochi di qualità tra cui scegliere, i siti sono sicuri e accettano numerosi metodi di pagamento.

I giochi da casinò sono creati da alcuni dei fornitori più rinomati al mondo e presentano decine di elementi che si richiamano propri alla cultura latino-americana.

Questo gioco ha preso piede in tutta Europa, nonostante, la sua fama, non ha mai potuto superare quella del blackjack, oggi molto giocato anche nel nostro paese, grazie agli operatori legali come starcasino.it/blackjack, con le diverse varianti di questo gioco [segue]


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