SEZIONI

POLITICA  - CULTURA
CULTURA A CUBA
EDITORIALI PRECEDENTI
SPECIALE HUGO CHAVEZ
STORIA
AMERICA LATINA
ULTIME NOTIZIE
 
CUBA OGGI
OBAMA A CUBA
SPECIALE USA-CUBA

LA VITTORIA STRATEGICA

RIFLESSIONI DI FIDEL
RESISTENCIA EN HONDURAS
CORSO DI SPAGNOLO
speciale Marti'
OFF TOPIC
pagine DI UN POETA
SCARICA LIBRI CUBANI GRATIS
CUBANEWS
DALL'AMBASCIATA
CANESCIOLTO
RACCONTI  CUBANI
100$ PER UN AMORE
non solo CUBA
RACCONTO DEL MESE
MONDOCANE
uaicaterra  COLOMBIA
LA CUBA DI GIN
Corrispondenze da Cuba (esp.)
ULTIME DALLA COLOMBIA (esp)
GUERRA DELL'IMPERO
QUE ME CUENTAS
FIHAV 2018
 

ANNOTAZIONI E SPIGOLATURE CUBANE

a cura di
Gioia Minuti

 

 

PRESENTI NELLA SFILATA DEL 1º MAGGIO, MIGLIAIA DI AMICI DI ALTRI PAESI

 

Circa 1000 amici di Cuba provenienti da un centinaio di paesi hanno assistito alla sfilata del 1º Maggio dalla base del monumento a José Martí in Piazza della Rivoluzione de l’Avana...[segue SPECIALE 1° MAGGIO 2019]

 

speciale Siporcuba
sui 5 patrioti cubani
 

 

PL notizie, info e molto di piu'
il romanzo cult degli anni '90

Una storia d'amore nella Cuba dei primi anni '90, quando molti italiani scoprirono le gioie ed i sogni che Cuba riservava loro...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE PIU' BELLE FOTO DI CUBA

le foto di Rod


juaicaterra
COLOMBIA

 
APPUNTAMENTI

Compagni e Amici di Cuba, 

i prossimi 4-5-6 novembre 2022 si terrà a Brescia il congresso nazionale dell'associazione di amicizia Italia Cuba.

Anche il Circolo di Parma è tenuto a celebrare il proprio congresso per rinnovare le cariche , nominare i delegati al congresso nazionale, per il bilancio delle attività 

Il Congresso del circolo di Parma si terrà

 domenica 2 ottobre alle ore 10.15

in piazzale C. Chaplin a Parma

nei locali della federazione provinciale del PCI

 

PER SEGNALAZIONI A PROPOSITO DI APPUNTAMENTI CULTURALI E POLITICI DEDICATI A TEMATICHE CUBANE, INVIARE MAIL A: info(at)siporcuba.it

 

 

IL LIBRO DEL MESE CONSIGLIATO DA

SIPORCUBA

 

 

Un itinerario erotico verso la libertà, la coscienza di sé, la felicità. Il diario di una donna che si pone come oggetto e soggetto di ricerca, osservatrice partecipante, con il suo corpo e i suoi sentimenti, per vedere qual è il limite della forza e della fragilità delle persone che si scontrano e si combinano.

COMPRA QUI

 

 

CUBA È DISPOSTA AL DIALOGO CON IL GOVERNO DEGLI USA,
 

SULLA BASE DEL RISPETTO
 

di Milagros Pichardo

 

Il membro del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e ministro delle Relazioni Estere della Repubblica, Bruno Rodríguez Parrilla, ha ratificato la volontà de L’Avana di sostenere un dialogo con il Governo degli Stati Uniti sulla base dell’uguaglianza e il rispetto reciproco. Da Washington, il Cancelliere cubano ha affermato in un’intervista a BreakThrough News, che quest’anno costituisce un momento opportuno per normalizzare le relazioni , considerando il consenso maggioritario tra i popoli dei due paesi sui benefici di questo processo. L’alto diplomatico ha detto d’essere sicuro che la volontà del popolo statunitense, del popolo cubano, e le nostre speciali relazioni culturali ed emozionali potrebbero guidare il processo per migliorare i vincoli bilaterali, Rodríguez Parrilla ha aggiunto che non esistono sentimenti anti americani nei cubani. Il popolo di Cuba mantiene un atteggiamento amichevole verso gli statunitensi, perchè ha coscienza della differenza tra certe politiche del Governo degli USA e l’essenza dell’anima del popolo statunitense. Poi ha segnalato che nel prossimo mese di novembre l’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite voterà per la trentesima volta -in maniera quasi unanime - a favore del progetto di risoluzione Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli USA contro Cuba. Il Cancelliere ha detto che ci sarà un’altra votazione schiacciante a favore della causa per i nostri diritti umani, la libertà di viaggiare, le norme universalmente accettate del commercio internazionale e la libera navigazione. Poi ha indicato che nonostante le misure coercitive della Casa Bianca sono stati realizzati canali di dialogo puntuali sulla migrazione, un tema essenziale tra le due nazioni.

 


CUBA  ATTUALITA'
  

 

QUELLO CHE SIAMO OGGI, È COMINCIATO IN QUESTO

 

GIORNO DEL 1868

 

di Eduardo Palomares Calderón

 

A 154 anni dall’inizio delle nostre lotte indipendentiste, il Leader della Rivoluzione Cubana, Generale d’ EsercitoRaúl Castro Ruz, e il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, hanno reso omaggio ai protagonisti di tanta ricca storia: Martí, Céspedes, Mariana e Fidel. Quasi simultaneamente all’offerta di fiori a nome di Raúl e Díaz-Canel poste ai piedi del tumulo che custodisce i resti di José Martí nel suo mausoleo, il Capo di Stato ha scritto nella rete di Twitter: «È il 10 Ottobre, prima data della Patria e del combattimento per la sua sacra indipendenza. La Rivoluzione Cubana, quello che siamo oggi, è cominciata in questo giorno del 1868. ¡Viva Cuba Libre!». In questo sacro luogo del cimitero patrimonial Santa Ifigenia, di questa città sono state offerte in nome del presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare e del Consiglio di Stato, Esteban Lazo Hernández, così come del popolo di Cuba, in una cerimonia realizzata dai migliori alunni della Scuola Militare Camilo Cienfuegos. José Ramón Monteagudo Ruiz y Beatriz Johnson Urrutia, le più alte autorita del Partito e del Governo nella provincia, rispettivamente, il ministro d’Educazione Superiore, José Ramón Saborido Loidi,e l’Eroe della Repubblica di Cuba, Antonio Guerrero Rodríguez, che hanno guidato l’omaggio, hanno dedicato fiori all’Apostolo e ai padri fondatori della nazione. Poi una nutrita rappresentazione del popolo santiaghero a nome dei degni cubani ha reso omaggio in questa giornata memorabile, al Maestro; al Padre della Patria, Carlos Manuel de Céspedes; alla Madre della Patria, Mariana Grajales, e al Leader Eterno della Rivoluzione , Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, davanti ai loro rispettivi monumenti funerari.


 

ASSEMBLEA GENERALE DELLA OSA
 

di Elson Concepción Pérez

 

Settimane fa il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, ha criticato le attuali funzioni della OSA e prima aveva già richiamato a sostituirla con un altro organismo regionale. Riferendosi a questo ente anti democratico ha rimato: «La OEA, que cosa más fea», da una canzone del cantautore cubano Carlos Puebla ( in italiano si potrebbe tradurre: «La OSA che cosa schifosa»). Ma OSA, disgraziatamente esiste sempre e la sua funzione d’avanzata nei piani d’intervento statunitensi nella regione, costituisce il primo punto dell’agenda in qualsiasi scenario. Il 6 ottobre è iniziata a Lima, in Perù, l’Assemblea generale di questa nefasta istituzione anti latinoamericana con la partecipazione del segretario di Stato nordamericano, Antony Blinken, come per far sì che nessuno dimentichi che la OSA è un’ appendice della politica statunitense contro la regione». Blinken, sapendo che il segretario generale, Luis Almagro, non gode più del minimo prestigio per guidarla, ha marcato la sceneggiatura in questa assemblea. Lui e Almagro hanno cercato d’imporre la presenza di un inviato dell’impostore venezuelano Juan Guaidó, in rappresentazione del Venezuela, paese che, per dignità, è uscito due anni fa dall’organizzazione. Quattro governi hanno alzatola mano a favore: Stati Uniti, Canada, Paraguay e Guatemala, mentre altri 19 si sono opposti. Ma purtroppo, non ottenendo il quorum necessario di 23 voti contrari necessari, i quattro si sono imposti ai 19- che democrazia!- e il rappresentante di Guaidó, anche se non ha partecipato mantiene il suo status di delegato del Venezuela. Questa sconfitta per l’inviato di Washington e per il suo buffone, Luis Almagro, non ha inciso a quanto sembra sull’atteggiamento di Guaidó, che ha ringraziato coloro che «hanno assunto l’impegno con la democrazia»accettando il suo rappresentante nell’istituzione. L’agenzia spagnola EFE, sempre attenta a quello che avviene nei Forum della OSA, ha citato il Segretario di Stato statunitense quando ha chiesto ai paesi della regione di condannare in forma inequivocabile i regimi autoritari di Nicaragua, Cuba e Venezuela». Blinken nell’occasione ha anche attaccato la Russia ed ha chiesto a tutti i paesi lì rappresentati di condannare il Governo di Mosca per le sue azioni in Ucraina.


 

LA CRISI DELL’ELOQUENZA

 

di Fernando Buen Abad

 

La storia delle lotte umane, specialmente delle lotte rivoluzionarie è stata a spese di una varietà di «filtri» ideologici, di lessici poverissimi e baccani mediatici (mai ingenui) sul fatto che è sempre bene tendere manti di dubbi o di franchi sospetti. Traduttore, traditore? Uno strumento non ontologico, molto utile per l’esercizio dell’autocritica potrebbe cominciare a chiedersi: Chi sono io per raccontare questa storia? Cosa mi abilita e mi dà il diritto? Da dove la racconto e al servizio di quale interesse? Inoltre è raccomandabile interrogarsi: Ho il vocabolario, la destrezza tecnica, le abilità pertinenti e i dispositivi creativi per fuggire dal tedio, dalla routine, dagli stereotipi, le ripetizioni e i plagi? Ho il senso dell’umorismo e il senso della proporzione associati al senso del ridicolo? Non importa se si tratta di scrivere poesie, romanzi, racconti, telenovelle, radionovelle, saggi, rapporti scientifici o pellicole. La domanda «dura» è: Il mio racconto è all’altezza della storia? Risponda prima di tutto al più difficile. Vittime come ci tiene l’ignoranza e la non poco pessima educazione che abbaiamo ricevuto in materia di semantica, sintattica e interlocuzione; bastonati da tutti i vizi «didattici» che ci trasferisce l’empirismo di coloro che c’insegnano male – la teoria e la pratica -; assediati da migliaia di modelli narrativi cartonati e dalla dittatura del mercato che impongono stereotipi estetici a mansalva e norme aberranti per «piacere» al pubblico–, la produzione dei nostri racconti si dibatte in confini nei quali è sempre più facile errare che annotarsi trionfi. E al colmo orfani di una quasi totale autocritica. Dispera vedere (o ascoltare) come soccombono le migliori intenzioni negli artigli delle frasi fatte, in artigli di piani ossequienti, nelle mani del facilissimo, l’egolatria, l’individualismo e la ciarlataneria. Dà rabbia vedere che l’empirismo corrode un’immensa quantità di racconti, mentre anche l’arroganza fa marcire il lavoro e lo affoga in soggettivismi che inventano realtà con totale impunità. Si salvino le eccezioni possibili. In molte opere l’ignoranza diventa procace e ne fa delle sue per convincere gli autori che il pubblico è uguale o peggio che ignorante, che qualsiasi cosa si può far slittare come opera vertice di un genio o dell’ingegno sceso dal cielo per opera delle muse o dell’illuminismo extra terrestre. E al disopra di questo pretendono di guadagnare con il loro lavoro. Intanto «fuori», la storia è un incendio e le crisi sono uragani al ritmo del capitalismo in lunga agonia. Non si può narrare con un balbettio irregolare la grandezza delle lotte umane nè l’enormità delle sfide che verranno. Non si può e non si devono tollerare la teoria pacchiana nè il semplicismo pratico. La cosa è in fiamme, l’umanità si dibatte contro la barbarie e lo scenario si surriscalda ogni minuto al fragore della lotta di classe che continua a emettere ribollendo le linee narrative centrali che hanno come protagonista l’umanità nel cammino della sua emancipazione. Siamo pronti per raccontare questa epopea di nuovo genere? Non tutti e non sempre. Esaspera vedere battaglie magnifiche raccontate con «vocabolari» a volte miseri. Esaspera vedere che, in mani impertinenti, i temi rivoluzionario cruciali appaiono raccontati come melodrammi squallidi. C’inondano con residui, un linguaggio gergale, pastrocchi e snobismo. Si va dalla petulanza all’abisso, assediati da Messia dell’estetica e da «geni» della moda, con qualsiasi che esibiscono senza pudore il compendio completo delle sue aberrazioni vanitose, poi si auto definiscono artisti. Intanto «fuori» il mondo arde e la classe lavoratrice si vede tradita o ignorata perchè l’inno delle sue battaglie si sfigura nei letamai della povertà «lessica» o delle pretese esteticiste degli illuminati. Quando non sommerge la vacuità. È terribile. E, fosse poco, appaiono i relativisti e i riformisti con i loro anestetici d’occasione per scusare l’inefficienza, la mancanza di autocritica e l’indisciplina, contrarie alla militanza di quelli che si consegnano all’esigenza suprema delle convinzioni più profonde e serie unite alla qualità con la poesia e la qualità. Non mancano gli imbranati, i « testoni» nè gli esili teorici che fanno della superficialità un manifesto di mediocri e che con le loro bandiere fanno felici le oligarchie di ogni territorio. Con molto onore. Dicono. Buona parte dell’antidoto sta nell’investigazione profonda e scientifica, nella sperimentazione creatrice diretta dalla lotta di classe e dai contenuti che ne emanano per porre l’opera al servizio di coloro che lottano, palmo a palmo, per l’ emancipazione umana. Sia nel campo delle schermaglie politiche che nei territori accademici, artistici o scientifici. Sia nel campo della poesia, della letteratura o della cinematografia. Necessitiamo una grande rivoluzione del relato, partorita dal motore della storia e dal becchino della borghesia che ogni giorno scava la tomba del capitalismo per far sì che tutti si accuda a celebrare il suo decesso. Presto. È necessario prenderlo sul serio, smettere di perdere tempo in opera reiterative e noiose dalle quali emergono solo sbadigli e non poesia nè coscienza organizzatrice e mobilizzatrice. È urgente smettere di perdere tempo e risorse in apparati egoistici o in dilettante. «Al di fuori» di questi solipsismi di chiostri e di sette, la storia del capitalismo è un «incendio» enorme che spinge l’umanità all’abisso della barbarie. Il mondo è una gran fabbrica di armi, è l’affare degli affari, e questo include le armi di guerra ideologica, i mass media, i narcotici, le istituzioni educative, religiose e bancarie. Il mondo «arde» nell’inferno dell’usura borghese, la classe lavoratrice lo paga con il sangue, ritardi e umiliazioni senza smettere d’avanzare dialetticamente verso la sua emancipazione. La storia dell’umanità prepara una nuova grande rivoluzione che dobbiamo saper protagonizzare e narrare a corto, il medio e lungo tempo. L’impegno è saper raccontare la rivoluzione permanente e i suoi capitoli, tutti attualizzati con poesia. Il nostro relato è all’altezza della sfida?


 

IL GIOCO D'AZZARDO A CUBA

 

L’iconografia di una Cuba prima della rivoluzione si basa su di una specie di Eden del piacere dominato dalla mafia e tacitamente approvato dal presidente Fulgencio Batista.Nei più sfarzosi hotel dell’Avana non era raro incontrare elementi come Lucky Luciano o Meyer Lansky che trasformarono la capitale cubana in un porto franco dell’illegalità dove tutto era consentito. Dal gioco d’azzardo alla prostituzione, ogni cosa era condita dalla corruzione di un potere politico alquanto disponibile quanto capace di approfittare di facili compensi. L’immagine di una Cuba felice tra ballerine e mambo suonati da abili orchestre, si scontrava con il quotidiano di milioni di poveri cubani che dovevano arrabattarsi solo per avere di che sopravvivere. Si può dire a posteriori che la dissolutezza a Cuba era originata dalla criminalità e dal potere politico, ovviamente tutelato da forze militari appositamente addestrate, che avevano trovato un denominatore comune. Ovvio che anche al di fuori dai patrii confini, la nomea che a Cuba ci si poteva divertire senza alcun limite, provocava una forte domanda turistica e non solo provenienti dai vicini Stati Uniti. Al giorno d’oggi, trascorsi diversi decenni dal trionfo dei barbudos che rovesciarono il regime del dittatore Batista e l’impostazione di un socialismo tropicale, L’Avana e altre storiche città, hanno riacquistato quella dignità che nega qualsiasi virtuale contatto con quella che era la Cuba ante rivoluzione anche se, dal tessuto urbano – profondamente restaurato – alle vecchie automobili americane che ancora miracolosamente si muovono per l’isola, sono testimoni di un tempo oramai passato. Per chi volesse assaporare l’epoca d’oro del gioco d’azzardo, al giorno d’oggi esistono altri sistemi che possono essere sfruttati da qualsiasi device connesso ad Internet attraverso il quale entrare in diretto contatto con la fortuna. È sufficiente andare sul sito NetBet per tentare la sorte con tanti divertenti e coinvolgenti giochi d’azzardo come se foste davanti ad un tavolo verde attenti a sviluppare il vostro gioco.

VENEZUELA
 

IL VENEZUELA ACCETTA D’ESSERE GARANTE DEGLI ACCORDI
 

DI PACE IN COLOMBIA

 

Il presidente Nicolás Maduro Moros ha reso noto che il suo Governo ha accettato d’essere garante nei negoziati per gli accordi di pace della Colombia, dopo la richiesta dell’amministrazione di Gustavo Petro. «Il Venezuela scommette per la pace, per la sicurezza e la stabilità della Colombia, e la pace della Colombia è quella della nostra nazione, del Sudamerica e di tutto il continente», ha informato la catena Venezolana de Televisión. Maduro ha ringraziato inoltre per la fiducia del paese vicino ed ha assicurato che le autorità venezuelane realizzeranno i loro sforzi migliori e lavoreranno in questa missione sollecitata dal Governo colombiano. Il vicepresidente settoriale di Sovranità Politica, Sicurezza e Pace, generale in capo Vladimir Padrino López, ha ratificato il suo appoggio per far sì che il Venezuela possa fare da mediatore tra il Governo colombiano e il gruppo guerrigliero Esercito di Liberazione Nazionale. «Senza pace non ci sarà sviluppo , senza sviluppo non ci sarà futuro, senza futuro non ci sarà vita. Applaudo gli sforzi per la costruzione della pace in Colombia e accompagniamo come popolo il presidente Nicolás Maduro nel suo carattere di garante. Il Venezuela ama la pace. La pace è una nuova vittoria!», ha scritto in Twitter Padrino López.

   

ATTUALITA'
 

IL CHE NELL’ORA DI CUBA
 

di Madeleine Sautié


 

A 55 anni da quando procurarono la tua morte che non riescono a concretare, mentre va peggio il mondo è più vita, e tu esci dai tanti versi nei quali sei eretto per ispirazione inappagabile dei poeti. Sei nelle canzoni, che sono tante e tanto profonde e passi turbinoso al suono dei loro accordi. I tuoi occhi attenti non vogliono riposo. Ti neghi alle tranquillità anche quando fermamente la storia ti sostiene. Ti muovi dalla scultura, abbandoni la pelle metallica, di marmo, di pietra. Non sei un’immagine imprigionata e fissa. Il tuo brigare è eterno Non c’è modo d’evadere la tua agitata fuga precipitosa. Le fotografie del tuo volto presenti nelle aule, nei centri di lavoro e anche in molte case, mostrano che sei uscito e conosci tutto quello che c’è da fare. Oggi non ti fermi nei centri e nelle organizzazioni che offrono il tuo esempio inestinguibile e acceleri il passo dai libri infiniti che raccolgono la tua vita e la tua brillante opera d’economista. Senza abbandonarla mai, tu scendi nella Piazza, raggiungi tutto e sei affrettato. Colma di progetti la tua isola patria affronta alla David dure battaglie e resiste brutali aggressioni . Tu vai con lei Don Chisciotte d’onesto contegno. Senza mai abbandonare, ti si vede avanzare con il popolo, il tuo stato naturale dove si respira meglio. Non tutti ti possono vedere, già si sa, e non possono nemmeno comprendere che tu restavi già come semente di cose e di anni e staresti dove non s’immaginerebbero mai. Per seguirti, Che, siamo la maggioranza. Nei giorni in cui il lavoro e la virtù sono scudo di fronte al dolore e l’infamia, tu arrivi camminando, apportando, costruendo, innalzando, con tutti quelli che fondano, i tetti e il futuro.

 


 

OMAGGIO A LUIS CARBONELL E ALLA CULTURA CUBANA


 

di Ricardo Alonso Venereo


 

La recente presentazione della serie animata Acuarelas de Cuba, degli Studi d’Animazione dedicata a Luis Carbonell (1923-2014) –declamatore, musicista e scrittore cubano, è avvenuta domenica 25 settembre, al termine del Telegiornale Nazionale della Televisione. La proposta di Cubavisión è un meritatao omaggio che la Televisione Cubana (TVC) rende al famoso Acquarellista della Poesia delle Antille, e al 20 ottobre, Giorno della Cultura Cubana. Saranno tredici gli episodi che ogni domenica ci avvicineranno ala vita e all’opera di questa grande figura, che con la sua arte e professionalità ottenne il rispetto e l’ammirazione di tutti gli isolani con un umorismo cubano prezioso e un carisma molto speciale. Le poesie che interpretava in tutti gli scenari, teatro, televisione radio o cabaret, erano piene di cubania e con un alto valore letterario Carbonell ci ha fatto ridere, riflettere e ci ha divertito raccontandoci le realtà del nostro popolo, le sue abitudini le sue forme di vivere. È azzeccata la scelta di questa serie, idea originale di Jesús Rubio, responsabile della direzione, sceneggiatura e disegno dei personaggi, storyboard e posta in scena– per iniziare le celebrazioni per questa importante data significativa nella storia del nostro paese. Il lavoro di Rubio è eccellente come quello di Kiki Corona, per la musica, per la quale ha realizzato un arduo lavoro di restauro delle registrazioni originali nelle quali si sente la voce di Carbonell. Così godiamo la visione di una produzione animata di alti valori. visivi e culturali. Grazie a questo staff rivivremo brani come Los 15 de Florita; Espabílate, Mariana; Rumba de cajón o Igual que el niño Valdés. La voce del maestro ci riporterà ricordi indimenticabili, Accompagnati con simpatici disegni pieni di colore e malizia come lo stesso Carbonell interpretava i suoi poemi. Per Jesús Rubio, Luis Carbonell è «uno dei cubani più cubani», che ha conosciuto e amato.


 

NON SI FERMERÀ L’ATTIVISMO IN APPOGGIO A CUBA

 

NEGLI USA
 

di Nuria Barbosa León


 

«Molte persone negli USA desiderano offrire solidarietà a Cuba», ha affermato l’attivista sociale Gloria La Riva, coordinatrice del Comitato di Solidarietà con Cuba e Venezuela, che opera negli Stati Uniti, riferendosi al lavoro del Progetto Hatuey (Difensori della Salute nella Verità, l’Unità e l’Empatia, per la sua sigla in inglese). L’organizzazione –ha detto in una conferenza stampa realizzata nell’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli, è formata da professionisti del settore sanitario e da altri attivisti amanti della giustizia, che offrono risorse e tempo in maniera volontaria, per rendere visibile la loro posizione contro il criminale blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli USA da più di sei decenni, blocco che provoca molte sofferenze ai cubani e anche agli statunitensi. «Con questa iniziativa otteniamo medicinali, strumenti e attrezzature mediche da inviare nell’Isola. «Nel mese di luglio ho viaggiato con un gruppo di giovani e ognuno ha portato nella sua valigia più di 25 chili di vitamine e supplementi nutritivi da dare alle donne in gravidanza. In questa occasione vengo con un carico di medicinali specializzati per la cura di ustioni, con cateteri e accessori endovenosi destinati ai lesionati nell’incidente di Matanzas»,ha commentato l’attivista, che è anche la coordinatrice della Coalición Answer, organizzazione pacifista. Poi Gloria La Riva ha assicurato che la sua lotta comprende l’eliminazione di tutte le misure addizionali stabilite da Donald Trump, e che Joe Biden mantiene. Siamo impegnati specialmente per eliminare Cuba dalla lista dei paesi patrocinatori del terrorismo e perché ci sia una normalità nelle relazioni diplomatiche. La dottoressa Leni Villagomez Reeves, ha aggiunto che la battaglia si combatte anche nelle strade delle principali città degli USA con carovane di auto e biciclette, manifestazioni pubbliche e messaggi nelle reti sociali, chiedendo la fine dell’aggressione contro i cubani. «Stavolta siamo venuti con un aiuto per Matanzas, e portiamo un gran volume di sieri, tubicini per somministrazioni endovenose, antibiotici e creme per la pelle», ha spiegato Villagomez, specialista in urgenze mediche pediatriche.

 


 

L’ASSEMBLEA DELL’ECUADOR HA APPROVATO

 

LA RISOLUZIONE DI CONDANNA DEL

 

BLOCCO CONTRO CUBA


 

L’Assemblea Nazionale della Repubblica dell’Ecuador ha approvato una Risoluzione che condanna il blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba dal Governo degli Stati Uniti d’America. Nel sito web dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba (ANPP), si legge che il testo presentato dal membro dell’Assemblea Blasco Luna Arévalo, nella sua condizione di Presidente del Gruppo Inter-parlamentare d’Amicizia Ecuador-Cuba, ratifica la solidarietà e l’appoggio al nostro paese nella sua battaglia contro il blocco. Inoltre esorta le autorità dei poteri esecutivi e legislativi degli USA a interrompere immediatamente e senza condizioni l’applicazione del blocco e delle altre sanzioni economiche imposte ala nazione dei Caraibi. La Risoluzione adottata dal Plenum dell’Assemblea Nazionale con 75 voti a favore, 28 contrari, 17 astensioni e nessun voto in bianco, sollecita dal Presidente della Repubblica dell’Ecuador, Guillermo Lasso, e dalle autorità del Ministero delle Relazioni Estere e Mobilità Umana, che mantengano la posizione storica della nazione sudamericana di votare a favore della risoluzione che Cuba presenterà nell’ambito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel presente anno sulla «Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli stati Uniti d’America contro Cuba».


 

 

HOTEL NACIONAL - E ALTRE INSTALLAZIONI TURISTICHE

 

DI CUBA- PREMIATE IN COMPETIZIONI

 

INTERNAZIONALI
 

L’Hotel Nacional di Cuba è stato riconosciuto nei World Travel Awards 2022 con la distinzione di leader della nazione delle Antille nel settore del turismo per la 18ª volta. La rivista specializzata Excelencias. ha pubblicato che il Gran Hotel Manzana Kempinski, della capitale cubana è stato selezionato come il miglior hotel per gli affari del paese. L’emblematico Hotel Nacional ha ottenuto il suo 12º premi in maniera consecutiva in questa categoria in una competizione destinata a premiare le imprese turistiche che dimostrano una qualità eccezionale in installazioni e servizi. Con una votazione online, viaggiatori ed esperti assegnano i World Travel Awards che sono motivo d’orgoglio e impegno professionale per coloro che li ricevono. In questa edizione Cuba ha ottenuto per il secondo anno consecutivo la categoria di miglior destinazione culturale dei Caraibi e altre installazioni come l’hotel Iberostar Selection Varadero hanno ottenuto premi individuali CubaForTravel, l’impresa leader del paese nella gestione dei destini, è risultata il miglior touroperator Inbound Cuba e Cuba Direct la migliore agenzia di viaggi.


 

UN PAESE CANTA I SUOI SOGNI
 

di Ricardo Alonso Venereo


 

«La nuova trova è l’arma migliore per continuare a difendere la nostra dignità, la nostra Patria», ha detto María Elena Vinueza, direttrice del Dipartimento di Musica della Casa de las Américas in una conferenza stampa, nella quale sono stati resi pubblici i dettagli della Giornata 50 anni del Movimento della Nuova Trova, che si realizzerà tra settembre e dicembre del 2022. Auspicata dall’Istituto Cubano della Musica e dal suo sistema d’istituzioni, con l’appoggio della stessa Casa, dove 55 anni fa si svolse il primo Incontro Internazionale della Canzone di Protesta in Cuba, e di altre entità, la Giornata avrà come lemma ‘Toma la guitarra’. Il proposito del giubileo culturale e patriottico farà spiccare e promuoverà l’opera dei fondatori della Nuova Trova e gli esponenti della canzone dei cantautori nel paese, e inoltre differenzierà gli spazi di presentazione, socializzazione e consumo della Trova. Ci saranno omaggi concerti colloqui presentazioni di dischi e di audio visivi. Inoltre sarà compresa la presentazione dell’espediente per la dichiarazione della Trova come Patrimonio Culturale Immateriale della Nazione, la consegna del francobollo 50º Anniversario e la riedizione della camminata da Las Coloradas sino Alegría de Pío, il 2 dicembre, data della fondazione del Movimento. Indira Fajardo, presidente dell’Istituto Cubano della Musica, ha spiegato che la giornata avrà il suo sguardo da ognuno dei territori. A L’Avana, spazi come Canto di Tutti, e la celebrazione del Giorno Sacro della Trova, tutti i 13 di ogni mese, nei giardini della Uneac, serviranno per far sì che la magia della Trova continui viva nella memoria di tutti i cubani.


AMERICA LATINA
 

I GIOCHI CHE HANNO AVUTO ORIGINE IN SUD AMERICA

Il Sud America è una regione nota per le sue tradizioni e cultura. Le persone che vivono qui sono tra l’altro gentili, amichevoli e ospitali. Premesso ciò, va altresì aggiunto che mentre questo territorio è principalmente conosciuto per la sua musica, i balli tradizionali e la cucina straordinaria, le persone che vivono qui amano anche un'altra attività ossia i giochi da casinò con alcuni di questi che sono persino nati in loco.

Il boom dei giochi online in Sud America

Fino a pochi anni fa, gli unici posti in cui in Sud America e in parte di quella centrale era possibile divertirti con i giochi di casinò erano le strutture terrestri. Nel 2015 è nata una nuova tendenza che va sotto il nome di casinò online e le popolazioni locali ne sono state molto attratte. Questi siti infatti offrono grandi vantaggi rispetto ai casinò tradizionali in quanto forniscono un'esperienza di gioco unica. Ci sono tra l’altro molti giochi di qualità tra cui scegliere, i siti sono sicuri e accettano numerosi metodi di pagamento.

I giochi da casinò sono creati da alcuni dei fornitori più rinomati al mondo e presentano decine di elementi che si richiamano propri alla cultura latino-americana.

Questo gioco ha preso piede in tutta Europa, nonostante, la sua fama, non ha mai potuto superare quella del blackjack, oggi molto giocato anche nel nostro paese, grazie agli operatori legali come starcasino.it/blackjack, con... [segue]

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.     
Questo sito può essere oggetto della protezione accordata dalla Legge sul Diritto d'Autore (Legge 633 / 1941)  
 
privacy e note legali -
CREDITI -  Tutti i diritti Riservati Copyright ©2000- 2022

direttrice della informazione da Cuba: Gioia Minuti