SEZIONI

POLITICA  - CULTURA
CULTURA A CUBA
EDITORIALI PRECEDENTI
SPECIALE HUGO CHAVEZ
STORIA
AMERICA LATINA
ULTIME NOTIZIE
 
CUBA OGGI
OBAMA A CUBA
SPECIALE USA-CUBA

LA VITTORIA STRATEGICA

RIFLESSIONI DI FIDEL
RESISTENCIA EN HONDURAS
CORSO DI SPAGNOLO
speciale Marti'
OFF TOPIC
pagine DI UN POETA
SCARICA LIBRI CUBANI GRATIS
CUBANEWS
DALL'AMBASCIATA
CANESCIOLTO
RACCONTI  CUBANI
100$ PER UN AMORE
non solo CUBA
RACCONTO DEL MESE
MONDOCANE
uaicaterra  COLOMBIA
LA CUBA DI GIN
Corrispondenze da Cuba (esp.)
ULTIME DALLA COLOMBIA (esp)
GUERRA DELL'IMPERO
QUE ME CUENTAS
FIHAV 2018
 

ANNOTAZIONI E SPIGOLATURE CUBANE

a cura di
Gioia Minuti

 

 

PRESENTI NELLA SFILATA DEL 1º MAGGIO, MIGLIAIA DI AMICI DI ALTRI PAESI

 

Circa 1000 amici di Cuba provenienti da un centinaio di paesi hanno assistito alla sfilata del 1º Maggio dalla base del monumento a José Martí in Piazza della Rivoluzione de l’Avana...[segue SPECIALE 1° MAGGIO 2019]

 

speciale Siporcuba
sui 5 patrioti cubani
 
discorsi di Fidel

 

discorsi di Miguel Díaz-Canel Bermúdez


 

PL notizie, info e molto di piu'
il romanzo cult degli anni '90

Una storia d'amore nella Cuba dei primi anni '90, quando molti italiani scoprirono le gioie ed i sogni che Cuba riservava loro...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE PIU' BELLE FOTO DI CUBA

le foto di Rod


juaicaterra
COLOMBIA

 
 
 

 

 

L’EMANCIPAZIONE DELLE DONNE INIZIA CON LA CONOSCENZA
 

DELLE POLITICHE PUBBLICHE CHE LE PROTEGGONO
 

di Susana Antón Rodriguez e Wennys Díaz Ballaga

 

Il Programma Nazionale per l’Emancipazione delle Donne (PAM) è una mostra di volontà politica dello Stato cubano a favore delle femmine e della continuità dello sviluppo dell’uguaglianza di genere, aspetti raccolti inoltre nella Costituzione della Repubblica. Considera tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile, è trasversale alla società, presenta una base scientifica e segue la preparazione con la messa a fuoco di genere delle persone con incarichi dirigenti e dell’attivismo sociale. Ma quanto si può fare nel paese a favore della donna? Come accrescere la sua emancipazione? Quali aspetti in materia di legislazione e diritti le proteggono? Per parlare di questo e altri temi, Granma ha conversato con Inés María Chapman Waugh, vice primo ministro.

Quanto si è avanzato nell’implementazione del PAM dopo tre anni?

«Il PAM opera in sette aree di speciale attenzione, relazionate anche con la Strategia contro la violenza di genere: dare potere economico alle donne; i mezzi di comunicazione, l’educazione, la prevenzione e il lavoro sociale; l’accesso alla presa delle decisioni, la legislazione e il diritto, la salute sessuale e riproduttiva, la statistica e l’investigazione.

Questo sarà il terzo anni del Programma e, anche se ci sono risultati, lo dobbiamo arricchire dando soluzione a molti altri elementi che sorgono. «Allora come otteniamo che le donne abbiano un’autonomia economica, perchè non dipendano totalmente dagli uomini? Come possiamo capacitarle e istruirle sin dall’infanzia? Lì c’è il tema dell’emancipazione. «Come riusciamo anche a comunicare giungendo sino alle comunità per spiegare il Programma? Si devono stabilire dialoghi adeguati, dei gruppi di lavoro a livello provinciale e municipale, perché il Programma è nazionale, ma l’effettività reale è a livello locale. Il tema della comunicazione è molto importante ed è anche uno dei tre pilastri della società cubana. «Non facciamo niente se non lavoriamo all’educazione delle persone dall’infanzia, in una cultura generale integrale e nel lavoro sociale nella comunità. È valido segnalare che dai ministeri d’Educazione e d’Educazione Superiore si trattano l’emancipazione e l’uguaglianza della donna con cattedre nelle università, che studiano le situazioni nella nostra società e nello stesso tempo educano. «Stiamo lavorando al tema della gravidanza nell’adolescenza come un aspetto chiave. Giovani che molte volte smettono di studiare e non contano con l’appoggio degli altri membri della famiglia e altre che non lavorano e divengono assistite del Bilancio dello Stato, una tendenza che si replica nelle seguenti generazioni, ed è lì che dobbiamo incidere. «In materia legale, con le ultime norme giuridiche approvate si stabiliscono cornici normative e sistemi di protezione contro tutte le forme di discriminazione e violenza. «Inoltre, risalta il lavoro sviluppato in questi 20 anni dal Centro Nazionale d’Educazione Sessuale (Cenesex), che rinforza la strategia di promozione e comunicazione, per il rispetto delle differenze e le preferenze e il lavoro di diffusione dei diritti. «Il ministero di Salute Pubblica, attraverso le sue istituzioni di pronto soccorso, con la partecipazione di brigatisti sanitari della Federazione delle Donne Cubane (FMC), ha prestado attenzione agli aspetti che si segnalano nel PAM, principalmente i differenti tipi di cancro che colpiscono di più le donne, i cambi fisiologici, psicologici e del climaterio e specialmente la Guida del Parto rispettoso. «Il disegno di azioni alla ricerca dell’equità tra uomini e donne; il perfezionamento del sistema di relazioni con carattere socio-demografico relazionate a questo aspetto e lo sviluppo delle investigazioni del Centro d’Investigazione e delle Università, che permettono d’identificare i passi avanti e le sfide in questo tema, sono altre aree nelle quali abbiamo fatto passi avanti in questi anni.

Quali sono gli impegni per il compimento del Programma e le brecce che prevalgono ancora nella nostra società?

Anche se da vari anni si lavora per l’emancipazione e l’uguaglianza della donna, abbiamo aspetti che non sono ancora stati risolti. «Ci sono difficoltà nela comunicazione, soprattutto a livello locale, nella preparazione e la capacitazione di tutte le persone che devono realizzare l’implementazione di questo Programma; come possiamo lavorare con i gruppi di prevenzione sociale nella diagnosi e dare uno sbocco ai problemi in forma rapida e dinamica e la sensibilità per fomentare questo lavoro con disciplina e impegno. «Dobbiamo continuare a creare fonti di lavoro per donne e giovani, promuovere la guida nel settore non statale e nei progetti di sviluppo speciale, avanzare nel Sistema Nacional d’Attenzione Integrale della Vita, perchè abbiamo l’impegno anche con le donne anziane e le loro assistenti . «Questo è un programma flessibile. Continuiamo a lavorare alle brecce esistenti perchè nella misura in cui il modello economico e sociale del paese avanza, ci sono elementi da incorporare e attualizzare. «Partendo da questo abbiamo le linee d’azione per il 2024 che prevedono l’apertura di nuove “Casitas Infantiles” in differenti territori e settori; così come altri servizi d’appoggio alla casa e alternative per la cura degli anziani. «Si lavorerà anche per conformare la rete degli organismi e delle istituzioni d’appoggio alle donne contadine; per presentare in marzo l’attualizzazione sistematica della rete digitale delle cubane per l’emancipazione delle donne; per incrementare la capacitazione sul linguaggio inclusivo e la violenza simbolica nei differenti media di comunicazione –è già uscito un libro su questo –; per le attività d’educazione sessuale e riproduttiva (gravidanza nell’adolescenza), nei centri e nelle istituzioni del Ministerio d’Educazione (Mined) e nel Ministero d’Educazione Superiore (MES), e per la trasversalizzazione della messa a fuoco di genere nei piani e nei programmi di formazione. «Inoltre si stimolerà la realizzazione di progetti comunitari con prospettive di genere, sviluppando attività di capacitazione sistematica sulle nuove norme giuridiche e la loro applicazione, partendo da aspetti contenuto nel PAM e che riguardano le donne».


CUBA  ATTUALITA'
  

 

LA TEORIA, UNA FORZA RIVOLUZIONARIA

 

NECESSARIA AI POPOLI

 

di Elizabeth Naranjo e Yeilén Delgado Calvo
 

Articolare i nuclei di resistenza in un fronte culturale e comunicazionale comune, contro-egemonico, per guadagnare nella battaglia per i sensi è essenziale per le forze progressiste del mondo, perché la vita dei popoli è in gioco. Questo è stato reiterato nella prima giornata del secondo Incontro Internazionale delle Pubblicazioni Teoriche dei Partiti e dei Movimenti di Sinistra, realizzato a L’Avana, al quale hanno partecipato 92 delegati di 35 paesi, 47 delegazioni e 37 media della stampa e di pubblicazioni, convocati dalla rivista Cuba Socialista, organo teorico e politico del Partito Comunista di Cuba. Rogelio Polanco Fuentes, membro della Segreteria del Comitato Centrale e capo del suo Dipartimento Ideologico, ha detto che «la battaglia delle idee è più improrogabile che mai, davanti all’onnipresenza schiacciante del capitale». Ed ha insistito –di fronte a un auditorio nel quale s’incontravano, tra tanti altri dirigenti e personalità, Bruno Rodríguez Parrilla, membro del Burò Politico e ministro delle Relazioni Estere, Emilio Lozada García, capo del Dipartimento delle Relazioni Internazionali del Comitato Centrale– sulla difesa di qualsiasi progetto nazionale» che rompa un anello della catena del capitale». Nella giornata, e come parte di un dibattito sull’unità della sinistra, la dottoressa Isabel Monal, premio nazionale delle Scienze Sociali e Umanistiche, ha commentato che dobbiamo come meta fondamentale, proporci un mondo senza oppressione e senza oppressi e che solo con una «gigantesca unità» si possono attendere le urgenze del presente. Poi ha segnalato che la teoria è una forza rivoluzionaria, soprattutto quando sa arricchirsi e intende che si deve agire. «Se non vediamo la lotta di classe, ci sbagliamo. Le classi opprimenti, adesso, sono peggiori di prima», ha riferito, un aspetto sul quale l’intellettuale Jorge Hernández ha suggerito che oggi si perde di vista il carattere classista di molti conflitti. È stato sottolineato che il marxismo-leninismo è vivo in qualsiasi circostanza, e che non è fattibile trattare la teoria rivoluzionaria come un dogma. Questo bagaglio non va abbandonato, ma va fatto assumere dal popolo, soprattutto dai giovani. Il pensiero di Fidel è stato citato in numerose occasioni durante la riflessione collettiva ed è trasceso che il genocidio non comprende solo le bombe, ma anche il blocco e le guerre culturali che cercano di frenare il pensiero. La denuncia, nelle parole di Polanco Fuentes, è stata veemente: «La sorda superbia del sinonimo la cui impunità non sarebbe possibile senza l’appoggio imperialista». Il giovane medico palestinese, Watam Jamil Alabed, ha sottolineato che oggi la lotta del suo popolo è quella del bene contro il male e di fronte a lei non si può restare indifferenti.


 

E FIDEL? È SCAPPATO
 

di Laura Mercedes Giráldez, inviata speciale


 

La logica indica che è improbabile perdere di vista un uomo imponente, gigante, con quella divisa verde olivo che contrastava con la pelle bianca e la guance rosate». Qualsiasi cubano o persona che sia stata vicino a Fidel, sa che con lui non esisteva l’impossibile. «Quest’anima di bambino che non lo ha mai abbandonato, unita alla sua preoccupazione costante per i figli dell’Isola, lo portò durante una visita in Venezuela a sfuggire davanti agli occhi di quelli che lo circondavano. Il leader «scivolò» andando verso la sede della Missione Medica in Anzoátegui. Il dottor José Antonio Rubio Becerra, capo delle Missioni Sociali Cubane in questo stato lo racconta.  «Questa è una storia che è passata da una a un’altra generazione di collaboratori e che custodiamo gelosamente. «Alcuni anni fa abbiamo trovato nei nostri archivi varie immagini nelle quali si vede il sorriso del Comandante, contento di stare tra i nostri specialisti della Salute. Oggi le conserviamo come una delle più preziose proprietà della direzione dello stato». Nel giugno del 2005, Puerto la Cruz fu la sede del 1º Incontro Energetico dei Capi di Stato e/o Governo dei Caraibi. Nella cornice di quell’incontro, Fidel e Chávez si trovavano nella Casa Presidenziale No. 101, nell’urbanizzazione Campos de Guaraguao. «Lì lui seppe che vicino alla casa c’era il nostro coordinamento. Nessuno sa in che momento arrivò là, spiega Rubio Becerra. I collaboratori sapevano che Fidel era riunito E tutti si trovavano raggruppati guardando quella casa. Quando lo videro camminare verso di loro qualcuno gridò:«D¡ lì viene Fidel!”. E allora cominciò la confusione». Yuli Gil, che oggi somma 22 anni di servizio in questa installazione, insiste che i cubani erano felici e piansero vedendolo. Lei, orgogliosa d’essere stata testimone di un momento così trascendentale, dice che fu indimenticabile, emozionante, avere vicino due personalità come i Comandanti Chávez e Fidel. «Il Capo di Stato cubano si preoccupò per la nostra salute e ci rimproverò per le cattive abitudini alimentari che abbiamo. Era molto simpatico, in opposizione al suo fisico, a come uno lo vedeva di lontano». E lo confermò quando si seppe che aveva salito la collina che separa le case 101 e 102. «Era notte. Quando Chávez non lo incontrò si spaventò, e chiese: «E Fidel?” «È scappato» gli dissero. «Per questo deve aver avuto un complice, ma chi avrebbe detto di no a Fidel?». La vera riunione si svolse tra i Comandanti e gli internazionalisti. Senza mezze tinte si parlò delle condizioni di vita, dei risultati del lavoro medico e delle proiezioni del lavoro per il futuro. «Fu uno spavento che terminò in un sorriso», dice Jim Salazar, supervisore della casa 101, che allora e anche oggi s’incarica della logistica locale. «Furono cinque giorni di arduo lavoro, dal cuore, che passarono alla storia dei due popoli. Il Comandante chiedeva molto caffè e questo ci richiamò l’attenzione, ha segnalato. Questa casa fu vivienda inoltre il sito nel quale il leader storico concesse la nota intervista a Walter Martínez, nel suo programma Dossier.


 

IL GIOCO D'AZZARDO A CUBA

 

L’iconografia di una Cuba prima della rivoluzione si basa su di una specie di Eden del piacere dominato dalla mafia e tacitamente approvato dal presidente Fulgencio Batista.Nei più sfarzosi hotel dell’Avana non era raro incontrare elementi come Lucky Luciano o Meyer Lansky che trasformarono la capitale cubana in un porto franco dell’illegalità dove tutto era consentito. Dal gioco d’azzardo alla prostituzione, ogni cosa era condita dalla corruzione di un potere politico alquanto disponibile quanto capace di approfittare di facili compensi. L’immagine di una Cuba felice tra ballerine e mambo suonati da abili orchestre, si scontrava con il quotidiano di milioni di poveri cubani che dovevano arrabattarsi solo per avere di che sopravvivere. Si può dire a posteriori che la dissolutezza a Cuba era originata dalla criminalità e dal potere politico, ovviamente tutelato da forze militari appositamente addestrate, che avevano trovato un denominatore comune. Ovvio che anche al di fuori dai patrii confini, la nomea che a Cuba ci si poteva divertire senza alcun limite, provocava una forte domanda turistica e non solo provenienti dai vicini Stati Uniti. Al giorno d’oggi, trascorsi diversi decenni dal trionfo dei barbudos che rovesciarono il regime del dittatore Batista e l’impostazione di un socialismo tropicale, L’Avana e altre storiche città, hanno riacquistato quella dignità che nega qualsiasi virtuale contatto con quella che era la Cuba ante rivoluzione anche se, dal tessuto urbano – profondamente restaurato – alle vecchie automobili americane che ancora miracolosamente si muovono per l’isola, sono testimoni di un tempo oramai passato. Per chi volesse assaporare l’epoca d’oro del gioco d’azzardo, al giorno d’oggi esistono altri sistemi che possono essere sfruttati da qualsiasi device connesso ad Internet attraverso il quale entrare in diretto contatto con la fortuna. È sufficiente andare sul sito NetBet per tentare la sorte con tanti divertenti e coinvolgenti giochi d’azzardo come se foste davanti ad un tavolo verde attenti a sviluppare il vostro gioco.

   


ATTUALITA'

 

 

COME ALLORA: «QUÍ NON SI ARRENDE NESSUNO!»


 

di Luis Alberto Portuondo


 

Quel giorno di gennaio «in cui terminò l’ingiusto perchè eravamo compagni» –in franca allusione al trionfo ottenuto nel 1959 alcanzado en 1959–, fu uno dei più felici per Juan Almeida Bosque, il Comandante della Rivoluzione che tanto amò Cuba, i cubani e l’arte. Per qustao non stupiscono le innumerevoli mostre d’affetto che gli esprime il suo popolo, specialmente nel giorno in cui si compiono 97 anni dalla sua nascita. Nella Moncada, nella Prigione Feconda, nell’esilio, in Granma, nella Sierra Maestra; furono pochissimi i momenti della lotta rivoluzionaria - prima e dopo la fuga del tiranno - nei quali non fu presente, sempre all’avanguardia. Raccontano che esercitando già importanti responsabilità, si avvicinò a un lustrascarpe per pulire lui stesso delle scarpe, così come aveva fatto da piccolo per aiutare la sua famiglia. L’autore della memorabile Elegía al Maggior Generale Antonio Maceo e di canzoni come La Lupe, Dame un traguito, Es soledad, A Santiago e El gran día de enero, fu anche un prolifero scrittore. Ma soprattutto fu un fidelista convinto sino al profondo dell’anima, dedicato interamente alla sua gente che, in questo anniversario nella Loma la Esperanza, ubicata nelle montagne dove operò il 3º Fronte Orientale del quale fu il fondatore e Capo, gli ha reso il meritato omaggio. Almeida fu tanto valoroso per la Patria che il leader storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz disse: «Sono stato il privilegiato testimone della sua condotta esemplare per più di mezzo secolo di resistenza eroica e vittoriosa (…) Ha difeso principi di giustizia che saranno difesi in qualsiasi tempo e in qualsiasi epoca, sino a che gli esseri umani respireranno sulla terra».

 


 

IL MISTERO DELLE STRANE STRUTTURE

 

SOMMERSE DI GUANAHACABIBES


 

di Ronald Suárez Rivas


 

Come una di quelle notizie che non invecchiano mai, la scoperta di strane strutture sottomarine a nord-ovest della penisola di Guanahacabibes, battezzate con il nome di mega, continua a generare titoli 23 anni dopo. il mistero attorno a questa scoperta, che alcuni hanno associato con le rovine di una città molto antica, non ha smesso da allora d’apparire periodicamente in ogni tipo di reportage, alimentato dalla mancanza di prove che permettano alla scienza di giungere a una conclusione. Partendo da un fatto reale, ma con molta immaginazione, sono state relazionate anche con Atlentide, la mitica isola citata dal filosofo greco Platone nei suoi dialoghi e che, si presume, fu«inghiottita» dal mare, o con l ’isola nella quale sorsero i maya, secondo il Popolo Vuh. «La città sommersa di Cuba», la chiamano così una e un’altra volta nelle pubblicazioni che continuano a circolare per mezzo mondo, sino ad oggi. Ma, quanto c’è di vero e quanto di fantasia attorno a un tema che continua ad attrarre la curiosità di molta gente? Tutto è cominciato nel 2000, quando una spedizione cubano-canadese, la Exploramar, cercava navi affondate nel mare che circonda la penisola di Guanahacabibes. Per la sua posizione geografica, questa regione dell’occidente cubano fu, per secoli rifugio di pirati e scenario d’assalti frequenti alle imbarcazioni che dovevano passare obbligatoriamente di lì, nel transito tra il continente americano e la Spagna. Il dottore in Scienze Geologiche Manuel Iturralde, uno dei membri di quella spedizione, ricorda che con un sonar di controllo laterale, le investigazioni rivelarono una serie di strutture molto peculiari, a 600 - 750 metri di profondità, nel letto di una valle sottomarina a nordovest della penisola, ai piedi del Bajo di San Antonio. Iturralde ha spiegato che con il sonar di controllo laterale si ottiene una specie di radiografia del fondo, con una penetrazione da uno a due metri, che permette di scoprire gli oggetti sepolti nella sabbia. «Come risultato, da questi lavori si ottenne una mappa del suolo marino nella quale spicca una serie di forme che l’ingegnere Paulina Zelinstski, capo del progetto, interpretò come corridoi, cubicoli e grosse pareti. «Allora si sviluppò l’idea che si poteva trattare delle fondamenta di una città», ha ricordato Iturralde. «A quello seguì l’utilizzo di un minisottomarino Rob, che scendeva con una piattaforma sino alla profondità e lì navigava in un raggio di 150 metri, con il fine d’ottenere fotografie e video. Disponeva di macchine fotografiche, luci, un braccio meccanico e un recipiente», ha dettagliato. Quei filmati rivelarono la presenza di blocchi di calcio dispersi nel fondo, sia irregolari che poliedrici, un blocco in forma quadrata e un altro di un metro di diametro con forma di piramide. Il pezzo piu interessante di tutti è una piccola targa grigia in materiale sconosciuto (apparentemente un metallo) di 20 – 30 centimetri di lunghezza e uno o due di spessore, sulla cui superficie non ci sono organismi addossati, cosa davero poco comune. «Questa targa di cui non conosciamo la composizione è l’elemento più intrigante», ha detto Iturralde, perché si trova incrostata a una formazione rocciosa a quasi 700 metri di profondità. La sua origine non si può determinare senza altre informazioni, perchè per disgrazia l’operaio che guidava il mini sottomarino non prese una mostra della targa». Dopo l’analisi delle informazioni, il noto accademico ha ricordato che si decise di tornare sul luogo per osservare meglio quello strano oggetto e prendere mostre addizionali. Con quell’obiettivo fu realizzata una nuova spedizione, ma la sfortuna volle che il cavo elettrico che allacciava il mini sottomarino alla barca presentò problemi e ogni volta ch raggiungeva la profondità di 500 metri perdeva la comunicazione per cui non fu possibile realizzare il lavoro. «Che cos’è questa targa? Da dove viene? Per me, questo è il maggior mistero», ha detto. Il prestigioso scienziato cubano, un’autorità in temi relazionati con la geologia e la paleontologia, segnala che la maggioranza delle strutture scoperte a Guanahacabibes sono sepolte nella sabbia del fondo marino. Questo significa che le immagini che sono state diffuse per anni in articoli e audiovisivi, nei quali si mostrano piramidi e altri tipi d’edifici, sono sempre disegni frutto dell’immaginazione di qualche artista. Tutto quello che esiste in questi luoghi vicini alle coste cubane giace sotto il suolo, a centinaia di metri di profondità. Ciò nonostante, riconosce che molti degli elementi scoperti dall’apparecchio di sondaggio hanno una certa linearità e forme geometriche peculiari, come creste, parallelepipedi, cubi, piramidi, croci… che hanno dato corpo all’ipotesi che si tratti di strutture costruite da esseri intelligenti. Questo si basa nel fatto che nell’area di mega per varie decine di chilometri quadrati, il sonar aveva cartografato formazioni che somigliano a strade e costruzioni. Se si tratta di una città sommersa come la leggendaria Atlantide, significherebbe che in qualche momento nel passato sprofondò per un cataclisma. Su questo Iturralde segnala che l’esistenza di zone di rottura di pendenti, crolli e scivoli a ovest di mega, suggerisce che la regione in un passato non molto remoto sofferse un significativo abbassamento del terreno, anche se l’informazione disponibile non c’è maniera di determinare se l’area che occupa è stata emersa qualche volta. Di fronte alla mancanza di prove conclusive, senza dubbio è impossibile confermare o negare questa possibilità, soprattutto quando si sa che la natura è imprescindibile e capricciosa ed ha la capacità di creare le forme più affascinanti. L’altra ipotesi maneggiata dallo specialista è che si tratti semplicemente delle strutture naturali che anche se appaiono inusuali non sono relazionate all’azione dell’uomo. «Un’altra possibilità è che siano state create dalla combinazione di faglie e fratture, dissoluzione ción carstica, l’erosione delle correnti del fondo e i movimenti normali d’abbassamento e d’elevazione del terreno. «Per accertarsi sarebbe necessario realizzare nuovi sondaggi del fondo marino, con la tecnica moderna del sonar, che ottiene immagini molto più esatte e praticare scavi nel fondo marino a più di 600 metri di profondità». «Purtroppo le investigazioni furono cancellate nel 2005 per disaccordi sorti tra le parti e da allora non sono stati realizzati nuovi studi nel terreno. Riprenderli, assicura Iturralde, necessiterebbe un bilancio milionario che sino ad ora non è stato possibile disporre per accedere alle attrezzature sofisticate che sono state costruite in questi anni. Per questo gli scienziati hanno insistito che, senza disconoscere l’alto significato che avrebbe la scoperta dal punto di vista archeologico e storico, non è possibile affermare con sicurezza che siano «opere costruite» sino a che non si realizzeranno nuove investigazioni e nuove mostre del luogo. «Ci sono persone che hanno espresso distinte opinioni su mega, basate però sull’informazione manipolata pubblicata, per cui questi criteri mancano di valore», assicura Iturralde, e avverte che «la verità è là sotto». Due decenni dopo aver partecipato a questo singolare ritrovamento il noto investigatore spera che un giorno si possa concludere l’investigazione. Personalmente confessa che si tratta di «un dubbio scientifico per il quale mi piacerebbe molto avere una risposta», e ammette che, «sesi provasse che queste strutture sono state costruite da esseri intelligenti, sarebbe un scoperta importantissima». Ma sino a quando questo non avviene e restano vuoti d’informazione, resterà anche il mistero che avvolge queste desuete strutture sommerse.

 

 



AMERICA LATINA
 

 

 

I GIOCHI CHE HANNO AVUTO ORIGINE IN SUD AMERICA

Il Sud America è una regione nota per le sue tradizioni e cultura. Le persone che vivono qui sono tra l’altro gentili, amichevoli e ospitali. Premesso ciò, va altresì aggiunto che mentre questo territorio è principalmente conosciuto per la sua musica, i balli tradizionali e la cucina straordinaria, le persone che vivono qui amano anche un'altra attività ossia i giochi da casinò con alcuni di questi che sono persino nati in loco.

Il boom dei giochi online in Sud America

Fino a pochi anni fa, gli unici posti in cui in Sud America e in parte di quella centrale era possibile divertirti con i giochi di casinò erano le strutture terrestri. Nel 2015 è nata una nuova tendenza che va sotto il nome di casinò online e le popolazioni locali ne sono state molto attratte. Questi siti infatti offrono grandi vantaggi rispetto ai casinò tradizionali in quanto forniscono un'esperienza di gioco unica. Ci sono tra l’altro molti giochi di qualità tra cui scegliere, i siti sono sicuri e accettano numerosi metodi di pagamento.

I giochi da casinò sono creati da alcuni dei fornitori più rinomati al mondo e presentano decine di elementi che si richiamano propri alla cultura latino-americana.

Questo gioco ha preso piede in tutta Europa, nonostante, la sua fama, non ha mai potuto superare quella del blackjack, oggi molto giocato anche nel nostro paese, grazie agli operatori legali come starcasino.it/blackjack, con... [segue]

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.     
Questo sito può essere oggetto della protezione accordata dalla Legge sul Diritto d'Autore (Legge 633 / 1941)  
 
privacy e note legali -
CREDITI -  Tutti i diritti Riservati Copyright ©2000- 2024

direttrice della informazione da Cuba: Gioia Minuti