Come 59 anni fa il popolo li aspetta e si respira nuovamente lo stesso spirito, le ansie di sempre, l’aria di libertà. Alle tre del pomeriggio sono arrivati i piccoli barbuti di oggi sulle jeep, vestiti di verde olivo. Erano i pionieri della scuola elementare Carlos Rodríguez Careaga, che con un gruppo di combattenti hanno aperto la carovana e sono arrivati vicino al Parco Libertà del capoluogo. Poche ore prima, da Caimito, era partito un gruppo di 50 giovani di Artemisa che li accompagnavano per ricreare la storia vissuta localmente quello storico 17 gennaio, e si sono fermati a Guanajay davanti all’attuale Centro Progressista, il luogo dove si era concentrata la popolazione per salutare Fidel. Giunti nel capoluogo vicino al parco citato, il luogo dove il Comandante in Capo parlò agli abitanti, è stata ricordata la data ed è stato reso omaggio all’eterno ribelle di tutti i tempi: il nostro leader storico.  «Perchè questo è il popolo che ha dato più figli alla Rivoluzione. I primi martiri della Rivoluzione Cubana, i primi combattenti della Rivoluzione Cubana, i fondatori del Movimento 26 di Luglio, sono usciti da Artemisa», disse Fidel in quel giorno di gennaio. Yenisey Cruz Carreño, membro del burò provinciale della UJC che segue la sfera politico ideologica, ha detto che i giovani, come in altri tempi, si mantengono all’avanguardia dei principali impegni della nostra nazione, ed ha ratificato la volontà di lottare per mantenere questa gloriosa Rivoluzione socialista che, come ci ha insegnato il nostro Comandante, è e sarà sempre per gli umili e con gli umili. Era presente alla manifestazione José Antonio Valeriano Fariñas, membro del Comitato Centrale e primo segretario del Partito nella provincia, con rappresentanti di organizzazioni politiche e di massa,  i familiari dei martiri d’Artemisa e i combattenti.  L’occasione è stata propizia per la consegna delle tessere che li hanno accreditati come militanti del Partito a 15 compagni e a 10 giovani che hanno ricevuto quelle della UJC.