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LA CRISI CHE NON...

Partendo dal presupposto, anche se non è vero, che tutti siamo autonomi nelle scelte rispetto a quelle degli altri. Le scelte dei comuni mortali vengono determinate dalla loro capacità e possibilità che, volenti o nolenti, risultano definite da altri.  Parlare di indipendenza, autonomia, autosufficienza, ad individui che, loro malgrado, si vedono trafugati regolarmente di tutti quei diritti, sempre più spesso fondamentali, che consentirebbero loro la gestione svincolata delle attività quotidiane. Tutti, in linea di principio, abbiamo diritti fondamentali.  Spesso la sensazione comune è che lo stato di diritto non vada di pari passo con l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Le cronache avvalorano costantemente questa percezione. Forse il sistema, tutto il sistema, andrebbe corretto... ma sempre più spesso sorge un legittimo dubbio: chi è o dovrebbe essere preposto a farlo è all'altezza? La risposta sta nei risultati ottenuti e fuori da ogni appartenenza politica. Ciascuno di noi può personalizzarla a sua discrezione e misura, ma il risultato sarà sempre lo stesso.
A parte la crisi economica, c'è una crisi che viene ancora più da lontano: la crisi umana. La crisi economica è una sua diretta conseguenza.

La maggioranza dei fondi per la ricostruzione di Haiti è tornata negli USA

Organizzazioni non governative imprese private e di governo, principalmente degli Stati Uniti hanno sviato migliaia di milioni di dollari destinati dalla comunità internazionale alla ricostruzione di Haiti, ha denunciato una  piattaforma alternativa. In accordo con la pubblicazione indipendente Dissident Voice, le inefficienze  e la corruzione  imperanti nei  meccanismi di consegna  dei fondi hanno fatto sì che il maggior ricevitore individuale del denaro del terremoto fosse il governo statunitense. Proprio dopo il terremoto del gennaio del 2010, gli USA avevano assegnato 379 milioni come aiuto iniziale ed avevano inviato le loro truppe nel paese dei Caraibi, ma è stato dimostrato che 33 centesimi di ognuno di quei dollari è ritornato negli USA per rimborsare l’invio dei militari, ha indicato la pubblicazione che ha citato anche un rapporto dell’Ufficio d’Investigazione del Congresso degli USA, secondo il quale i presunti aiuti successivi di 655 milioni sono tornati al Dipartimento della Difesa e 220 milioni a quello di Salute e Servizi umani.  Dopo l’analisi dei dati ufficiali dell’inviato speciale della ONU per Haiti, Dissident Voices afferma che il resto degli aiuti internazionali, canalizzato attraverso le ONG’s e le imprese private, ha seguito lo stesso percorso. Secondo le cifre note, dei più di 2000 milioni consegnati  per il finanziamento  umanitario, il 34 per cento è passato nelle mani di donanti e militari e un altro 28 per cento è andato alle Agenzie delle Nazioni Unite e alle ONG’s. Finalmente, solo l’uno per cento del totale è giunto nelle mani del governo di Haiti, ossia meno di un centesimo di ogni dollaro di aiuto secondo la fonte.  Di fronte a questa situazione, la rivista ha criticato la posizione della comunità internazionale che incolpa gli haitiani  dei ritardi e delle mancanze nella ricostruzione del paese, che è sempre devastato, due anni dopo il terremoto. Gli haitiani hanno il diritto di sapere dov’è andato il denaro, quali sono i piani per i fondi che restano e partecipare alle decisioni, ha sostenuto ancora la pubblicazione.

Il Brasile ha proposto nella ONU un nuovo concetto

Il Brasile ha delineato il nuovo concetto di “responsabilità durante la protezione dei Civili” come complemento della detta  “responsabilità di proteggere” utilizzata dalla NATO per l’intervento militare contro la Libia.  L’iniziativa è contenuta in un discorso presentato  presso il Consiglio di Sicurezza dalla ambasciatrice brasiliana, María Luiza Ribeiro Viotti, a nome del ministro degli Esteri  del Brasile, Antonio Patriota. Anche senza citare il caso della Libia, in cui la protezione dei civili è servita da pretesto per gli attacchi aerei della NATO, che hanno coadiuvato la caduta del governo di Muamar el Gheddhafi, il  ministro brasiliano ha presentato una nuova prospettiva di questa nozione.  Antonio Patriota  ha segnalato che la responsabilità di proteggere è stata una formula  consensuale che ha fissato l’uso dei mezzi diplomatici e umanitari e altre vie pacifiche per la sua applicazione.  Inoltre in quel momento era stato stabilito che le misure coercitive sarebbero state applicate solo quando questi metodi avessero fallito.   Prima di sferrare un’operazione militare, la comunità internazionale deve analizzare tutte le conseguenze, perchè l’uso della forza porta sempre con sè delle vittime e dissemina la violenza e l’instabilità, ha segnalato il ministro.   Per questa ragione ha proposto di adottare un passo concettuale addizionale che ha denominato ‘responsabilità durante la protezione dei civili’,  essenziale per realizzare il nostro obiettivo comune, ha detto.  La nuova idea prevede che la prevenzione sia sempre la miglior politica e insiste nella diplomazia preventiva per ridurre il rischio di conflitto armato e di costi umani associati.   Inoltre promuove l’impiego di tutti i mezzi pacifici per la protezione dei civili  minacciati dalla violenza. L’uso della forza deve produrre la minor violenza e instabilità possibili, e in nessuna circostanza può generare più danni  dell’autorizzazione per prevenire, secondo la proposta.  Questa azione dev’essere proporzionata e limitata agli obiettivi stabiliti dal Consiglio di Sicurezza, ha aggiunto ancora il ministro degli esteri del Brasile, nel suo messaggio.

La Plata, la prima vittoria dell’Esercito Ribelle

Alle 2 .40 della mattina del 17 gennaio del 1957, due raffiche di mitragliatrice sparate da Fidel diedero inizio al combattimento del nascente Esercito Ribelle.   Una ventina di combattenti contro la piccola caserma della tirannia, situata allo sbocco del fiume La Plata, in un combattimento che fu la prima vittoria delle forze rivoluzionarie della Sierra Maestra.  Erano trascorse solo sette settimane dallo sbarco del Granma e solo 22 giorni dal raggruppamento del ridotto  contingente di sopravvissuti di Alegría de Pío,  nella capanna del contadino Mongo Pérez a Cinco Palmas, e già Fidel conduceva  la truppa ribelle alla sua prima azione contro il nemico.   La vittoria de La Plata fu un’espressione dell’irrevocabile combattività  e volontà di lotta dell’Esercito Ribelle, e una riaffermazione della giusta linea rivoluzionaria adottata dalla nostra avanguardia  e delle possibilità d’ottenere il trionfo totale  per questa via. Inoltre ebbe un’altra importante risonanza politica in accordo con il momento in cui avvenne.   Erano allora giorno difficili per il movimento rivoluzionario, e dopo la sconfitta di Alegría de Pío, la tirannia cercava con tutti i mezzi d’annichilire il nucleo ribelle della Sierra Maestra e simultaneamente svolgeva una campagna di propaganda destinata a far credere che “La Sierra Maestra era un tema concluso”,  e che Fidel era morto o aveva abbandonato il paese. A quel lavoro del regime, orientato a  deprimere il popolo e i rivoluzionari,  si sommava l’ attività senza scrupoli dei politicanti dell’opposizione borghese, che a loro volta cercavano di gettare terra sul processo rivoluzionario in marcia, con il fine di creare il clima elettorale che avrebbe permesso loro di riannodare i loro imbrogli e le loro manovre,  in cerca d’una nuova ripartizione del potere che assicurasse l’abituale ladrocinio e furto dei fondi pubblici.    Di fronte  a tutta la situazione, la vittoria di La Plata fu la conferma rotonda che l’Esercito Ribelle, con Fidel al comando, vivevano e lottavano nel massiccio montagnoso orientale e che mantenevano alta la bandiera rivoluzionaria della Moncada e del Granma. Poco prima dell’inizio dell’attacco, il bilancio delle forze ribelli era il seguente: 22 uomini armati con 9 fucili a mirino telescopico, 5 semi automatici,  4 fucili automatici,  2 mitragliatrici Thompson, 2 pistole mitragliatrici e un fucile calibro 16.  Il Che, nella sua magnifica descrizione di questa azione, che forma parte del suo libro  “Passaggi della guerra rivoluzionaria”,  ha descritto con dettagli quel primo combattimento vittorioso in cui, ancora una volta la Rivoluzione  dimostrava la sua determinazione di  superare qualsiasi sconfitta e proseguire la lotta sino al trionfo definitivo. La storia ha confermato la giustezza di quel cammino.  

III Incontro Latinoamericano degli Apicoltori

La flora mellifera, l'impollinazione e il maneggio degli alveari  sono alcuni tra i temi che si  dibatteranno a L’Avana nel III Incontro  Latinoamericano degli Apicoltori, dal 3 al 6 aprile prossimo. Questo Forum coinciderà con il IV Congresso Cubano di Apicoltura, nel quale si tratteranno aspetti d’economia, genetica e gestione della qualità nell'allevamento del api, hanno confermato gli organizzatori.  Cuba, che produce un miele d’api eccellente – da non confondere con il miele di canna da zucchero -  ha  attualmente un totale di 168.000 alveari in 1.300 allevamenti e  la produzione di miele ha raggiunto le  10.000 tonnellate l'anno, dicono i dati del Ministero dell'Agricoltura.

Crescono le esportazioni del Centro d’Immunologia Molecolare

Il super - compimento del suo piano annuale d’esportazioni e la progressiva applicazione  a un maggior  numero de pazienti del vaccino terapeutico CIMAVAX EGF contro il cancro avanzato del polmone, figurano tra  gli apporti più notabili del  Centro di Immunologia Molecolare nel 2011. I dirigenti di questa entità che appartiene al polo scientifico dell’Ovest de L’Avana, hanno detto a Granma che in questo periodo diciannove paesi che mantengono vincoli commerciali con il CIM hanno incrementato i loro acquisti di farmaci e di altri prodotti, ed è cresciuto il numero delle prove cliniche all’estero.  Inoltre, nell’anno appena terminato, l’istituzione ha ottenuto eccellenti risultati nelle differenti ispezioni  di regola, che hanno certificato l’uso delle Buone Pratiche di Produzione e delle Buone Pratiche Cliniche ed ha meritato la condizione di miglior unità docente dell’Università de L’Avana. Inaugurato il 5 dicembre del 1994, il Centro di Immunologia Molecolare ha la principale missione di sviluppare nuovi medicinali destinati al trattamento del cancro e di altre malattie croniche non trasmissibili.  I  risultati vanno a beneficio di più di diecimila pazienti nel sistema nazionale di salute.

il romanzo cult degli anni '90
 

Le verità di Cuba

Negli ultimi giorni i media della stampa e i rappresentanti di alcuni governi tradizionalmente impegnati con la sovversione contro Cuba, hanno scatenato una nuova campagna di accuse, approfittando senza scrupoli di un fatto lamentevole: la morte di un prigioniero comune che,  forse solo nel caso di Cuba, si è trasformata in una notizia di ripercussione internazionale.  Il metodo usato è quello di sempre, che pretende d’imporsi senza frutto a colpi di ripetizione, per satanizzare Cuba e in questo caso partire dalla deliberata manipolazione di un fatto assolutamente raro nel nostro paese, a differenza di altre nazioni.  Il denominato “prigioniero politico”, scontava una condanna di  privazione di libertà di 4 anni dopo un processo giusto, durante il quale era rimasto in libertà, per aver picchiato brutalmente e in pubblico sua moglie e aver poi aggredito gli agenti di polizia, resistendo con violenza all’arresto. Questa persona è morta per una problema multi-organico associato a un processo respiratorio settico severo, pur avendo ricevuto tutta l’assistenza medica necessaria includendo medicinali e il trattamento specialistico nella sala di terapia intensiva del principale ospedale di Santiago di Cuba. Perchè alcune autorità spagnole e dell’Unione Europea si sono affrettate a condannare Cuba senza nemmeno tentare d’informarsi sul tema?  Perchè usano sempre e in anticipo la menzogna quando si tratta di Cuba?  Perchè oltre a mentire censurano le verità? Perchè alla voce e alla verità di Cuba si nega senza il minimo dissimulo il più piccolo spazio nei media della comunicazione internazionale? Si agisce con un gran cinismo e una doppia morale. Che qualificativo darebbero loro alla brutalità della polizia usata evidentemente in Spagna e nella maggior parte della “colta e civile Europa”, molto di recente contro il movimento degli indignati? Chi si è preoccupato per la drammatica situazione di superaffollamento delle prigioni spagnole dove si mantiene una popolazione penale immigrante, molto alta che supera il 35% del totale dei reclusi nel paese, come dice l’ultimo rapporto disponibile del sindacato delle prigioni - ACAIP - datato 3 aprile del 2010?  Chi si è preoccupato d’investigare la morte, avvenuta nel luglio del 2011 nella prigione di Teruel, in Spagna, di Tohuami Hamdaoui, un prigioniero comune d’origine marocchina che è morto dopo uno sciopero della fame volontario durato vari mesi?  Chi ha riferito che il recluso si era dichiarato innocente?  Forse ha perso la memoria e la nozione della realtà il portavoce cileno che ci calunnia quando afferma che il defunto era un “dissidente politico” e ha fatto lo sciopero della fame per 50 giorni? Deve conservare ricordi dei suoi giorni di leader studentesco vincolato ai militari golpisti di Pinochet, che massacrarono il loro popolo ed estesero la scomparsa e la tortura in tutto il Cono Sud con il ‘Piano Condor’. Ma non si conoscono sue dichiarazioni sulla brutale repressione contro gli studenti che manifestavano pacificamente in difesa del diritto umano  all’educazione universale e gratuita.  Sarà uno di quelli che hanno voluto ribattezzare nei libri di scuola la dittatura come “regime militare”?  Avrà detto qualcosa sulla repressiva  e arbitraria legge antiterrorista che si applica ai mapuches...

LA REFORMA UNIVERSITARIA EN CUBA COMO FUNDAMENTO Y GUÍA Y PARA LA CULTURA NACIONAL
di WILKIE DELGADO CORREA

De ese pasado creador somos herederos y hechura, y la obra entonces iniciada se ha ido acrecentando y perfeccionando a lo largo de estos fructíferos cincuenta años para la cultura nacional, de cuyo saldo el pueblo y sus intelectuales y trabajadores de la cultura pueden sentirse orgullosos. El cincuentenario de la ley de la Reforma de la Enseñanza Superior en Cuba, por su significación integral para la creación de una institución universitaria y una concepción educacional...

L’ONU riconosce l’efficacia di Cuba nella lotta  contro il VIH/ SIDA

Carlos Cortés Falla, assessore principale del Programma delle  Nazioni Unite  per lo Sviluppo Desarrollo (PNUD) a Cuba, ha riconosciuto, a L’Avana, l’efficacia delle  strategie di prevenzione del VIH/SIDA nell’Isola. Nel contesto del VI Congresso Cubano di Educazione, Orientamento e Terapia Sessuale, che si è svolto nel Palazzo delle Convenzioni, il funzionario ha dichiarato alla AIN, che il paese presenta uno degli indici più bassi di persone infettate dal virus nell’America Latina. “Questo risponde alla volontà  delle istituzioni nazionali che sostengono tutte le iniziative di prevenzione possibili”, ha sostenuto.  La disciplina e l’organizzazione con cui le autorità cubane, fondamentalmente il Ministero di Salute Pubblica (MINSAP), lavorano nella lotta contro la malattia, sono state definite  esemplari nella riunione dell’organizzazione che si è svolta in Uruguay, ha sottolineato l’esperto. Inoltre è ammirevole il lavoro di altre istituzioni come il Centro Nazionale d’Educazione  Sessuale (CENESEX) nelle scuole, nella rendre cosciente la popolazione rispetto alla percezione del rischio. Durante il seminario “Strategie locali nella prevenzione del VIH”, il dottor Manuel Orta Sánchez ha commentato che  la preparazione  professionale, sviluppata dal CENESEX e dal MINSAP per consolida questa efficienza preventiva. Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo offre assistenza attualmente a 17 paesi della regione latinoamericana, ha aggiunto Cortés Falla.

Il Nicaragua per l’indipendenza di Puerto Rico e la sovranità argentina nelle  Malvine

Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha considerato che è il momento’ di reincorporare ‘con più forza’ l’appoggio dell’America Latina per l’indipendenza di Puerto Rico e la sovranità  argentina nelle isole Malvine, ha informato la stampa locale. È il momento di terminare con le manifestazioni del colonialismo, ha indicato Ortega, dopo una riunione a Managua con il dirigente del Partito Indipendentista di Puerto Rico, Rubén Berríos. Ortega ha segnalato che esiste una correlazione di forze progressiste in America Latina e nei Caraibi, che hanno creato ‘tutte le condizioni  per sferrare la battaglia per Puerto Rico’. “ Giungerà il giorno in cui  Puerto Rico sarà libero e allora l’America Latina e i Caraibi  saranno veramente liberi”, ha detto. “La Comunità degli Stati Latinoamericani e dei  Caraibi(CELAC) integrata dai paesi del continente,  ad eccezione delgi Stati Uniti e del Canada,  è il primo passo nella battaglia contro queste manifestaioni di colonialismo”, ha affermato Ortega. “Mentre manteniamo queste manifestazioni di colonialismo nella regione, rimane vivo il colonialismo e non possiamo sentirci davvero liberi”, ha aggiunto.    Il presidente ha riferito che  Guantánamo, territorio occupato da una base militare degli Stati Uniti dal 1902, deve ritornare ad essere di Cuba. Berríos ha ringraziato per l’appoggio di Ortega a favore dell’ indipendenza di Puerto Rico, l’unica nazione latinoamericana che anocra non fa parte del ventaglio dei popoli liberi. Durante la riunione, Berríos, presidente onorario dell’Internazionale Socialista (IS), era  accompagnato dai dirigenti del suo partito, Fernando Martín e Juan Mercado.

Una mostra di Tony Guerrero a L’Avana

Con il titolo di “Uccelli per l’unità”, è stata inaugurata nell’Hotel Riviera un’esposizione di acquarelli di Antonio Guerrero, Eroe Antiterrorista cubano prigioniero negli Stati Uniti. La mostra è formata da 29 dipinti di uccelli nazionali dei paesi del continente americano, ed è già stata esposta in altri spazi, come continuazione di “Ali di libertà”, esposizione  di dipinti di specie endemiche cubane. María Eugenia Guerrero, sorella dell’antiterrorista, ha segnalato l’importanza di collocare queste opere a disposizione del pubblico, perchè permettono di constatare la forza di volontà di questi uomini che soffrono il peso di un’enorme ingiustizia. In una lettera inviata al Museo Nazionale di Storia Naturale, Antonio Guerrero racconta come dipinge ed ha raccontato che il progetto è valido per richimare all’unità necessario e per fomentare la pace nel continente.

Cile: nuove violente perquisizioni nelle comunità dei mapuches

La polizia cilena ha fatto irruzione d nuovo informa violenta nella comunità mapuche de la Araucania, hanno denunciato i rappresentanti indigeni attraverso le reti sociali.   I carabinieri hanno fatto uso di “ armi di grosso calibro” nella comunità mapuche di José Guiñón, della municipalità di Ercilla, hanno precisato le fonti citate da Radio Cooperativa del Cile. L’emittente locale ha aggiunto che ci sono stati molti spari nella zona e che i militari sono arrivati di notte con auto blindate e camionette e sono rimasti ancora lì.  I carabinieri irrompono abitualmente negli insediamenti degli indigeni nella notte e all’alba, per provocare situazioni di panico e terrore, ha denunciato attraverso Twitter, il comunicatore mapuche Richard Curinao. Una settimana fa c’è stata una perquisizione simile nella comunità  José Guiñón, dove sono stati lanciati gas lacrimogeni,  ha detto il portavoce – il lonko- mapuche,  Juan Levipán. Nell’occasione i carabinieri hanno ammesso l’incursione nell’area ed anche l’arresto  di un mapuche, ma poi hanno negato l’uso dei lacrimogeni.   Il sacerdote gesuita Pablo Castro, ha detto che è aberrante il comportamento delle forze speciali dei carabinieri in Cile, nelle comunità mapuches del paese.  “C’è un chiaro uso abusivo degli strumenti della polizia, che danneggiano donne e bambini completamente innocenti”, ha segnalato il religioso, insistendo che esiste una sproporzione dell’uso della forza contro le comunità indigene,  soprattutto contro quelle che si trovano nella regione di La Araucanía.

Omaggio  a José Martí in Haití

Radio Kiskeya ha iniziato la Giornata Martiana in Haiti, con un programma in omaggio al 159º anniversario della nascita dell’Eroe Nazionale di Cuba, José Martí. Lo spazio fa parte d’una serie di attività programmate in onore del più universale dei cubani ha informato Isabel Castañeda Blanco, terza segretaria della missione diplomatica dell’Isola, riporta Prensa Latina. Isabel Castañeda è intervenuta per parlare degli aspetti più importanti della vita dell’Apostolo nel programma ‘Cita Latina’, condotto dalla cubano-haitiana Verónica Dorsini. Con musica cubana negli intervalli, nello spazio della trasmissione sono stati letti alcuni aneddoti della vita di Martí, che sono serviti per illustrare meglio il carattere e la natura dell’insigne patriota.  È stato ricordato il viaggio di Martí ad Haiti, e la sua relazione con lo straordinario haitiano Antener Fermín, di cui è stato commemorato il centenario della morte, a Cuba e in Haiti.  Inoltre è stato fatto un riferimento la legato storico di Martí, citando i Cinque antiterroristi cubani, Gerardo Hernández, Fernando González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino, e René González, ingiustamente condannati negli Stati Uniti, che continuano a dare un vivo esempio di coraggio e amore per la Patria.  Sulle onde di Radio Kiskeya, è stato inviato ancora una volta un richiamo agli uomini di buona volontà del mondo, per porre fine all’ingiustizia che si commette contro questi Cinque Eroi, ha detto ancora la diplomatica cubana.  

Cuba denuncia le aggressioni radio-televisive

Cuba ha denunciato di fronte alla Conferenza Mondiale delle Radio Comunicazioni, l’incremento delle aggressioni radiotelevisive degli Stati  Uniti contro il suo territorio. Il direttore di Regole e Norme del Ministero dell’Informatica e Comunicazioni, Wilfredo López, ha condannato la franca violazione di Washington al diritto internazionale, e soprattutto  le disposizioni della costituzione, l’accordo e il regolamento delle radio comunicazioni. Intervenendo nella prima sessione plenaria della Conferenza, López ha detto che gli Stati Uniti  continuano a realizzare le trasmissioni televisive indirizzate al territorio cubano da un aereo in volo, di proprietà del governo nordamericano. “Queste provocano addizionalmente interferenza severe ai servizi di radio diffusione nazionale”, ha dichiarato il funzionario.  “La Conferenza sulle radiocomunicazioni del 2007 ha stabilito che ogni stazione di radio-diffusione  a bordo di un aereo, che trasmette esclusivamente verso il territorio di un altro paese senza il suo consenso, non funziona in conformità con il regolamento delle radio-comunicazioni ed è inaccettabile che il governo  statunitense  nella sua esecuzione d’una politica sovversiva contro Cuba, ignori e trasgredisca le norme e gli impegni stabiliti dalla comunità internazionale” ha segnalato ancora López.  La Conferenza, che durerà sino al 17 febbraio, si convoca ogni cinque anni con l’obiettivo di facilitare l’accesso equo ed un utilizzo razionale dello spettro delle frequenze radio elettriche, per un funzionamento efficace di tutti servizi di radio comunicazione.

Premio Casa per Zuleica Romay

La cubana Zuleica Romay ha vinto il Premio Straordinario per gli studi sulla  presenza negra nell’ America e nei Caraibi contemporanei, assegnato dalla Casa de las Américas nell’edizione  53ª del prestigioso premio letterario, per il saggio “Elogio de la altea o las paradojas de la racialidad”. " Questo è il premio più importante che ho vinto nella mia breve carriera come scrittrice; scrivere il libro mi ha reso migliore come essere umano” ha detto Zuleica Romay alla stampa, dopo la consegna del meritato riconoscimento di un’opera che, ha detto la giuria, presenta una coerenza tematica e un’unità nel progetto ed offre una narrativa nella quale l’autrice si colloca pienamente come soggetto di un’esperienza storica della quale parla con conoscenza e  fondamenta documentate.  Il premio al genere teatro è andato all’opera “El tao del sexo”, degli argentini Ignacio Apolo e Laura Gutman; nella letteratura per bambini e giovani, la premiata è stata  l’argentina Josefina Porcelli Piussi, con il romanzo “Mi hermano llegó de otro planeta un día de mucho viento; nella letteratura caraibica in francese o creolo ha vinto l’opera “Le sang et la mer”, del haitiano Gary Víctor, e in letteratura brasiliana ha vinto “O alufá Rufino. Tráfico, escravidão e liberdade no Atlântico negro (1822-1853)”, di João José Reis, Flávio dos Santos Gomes e  Marcos J. M. de Carvalho. Il Premio di Studi sui latini negli Stati Uniti è stato assegnato alla saggista  Cristina Beltrán per “The Trouble With Unity: Latino Politics and the Creation of Identity”. Hanno ricevuto i premi onorifici di Saggio Ezequiel Martínez Estrada; di narrativa, José María Arguedas, e di poesía José Lezama Lima, le rispettive oper “Promesa y descontento de la modernidad. Estudios literarios y culturales en América Latina”, del peruviano Raúl Bueno; “Blanco nocturno”, dell’argentino Ricardo Piglia, e “Obra cierta. Antología poética”, del ecuadoriano Humberto Vinueza.Erano presenti  Armando Hart Dávalos, direttore dell’ Ufficio del Programma Martiano; Abel Prieto, ministro di Cultura, e Roberto Fernández Retamar, presidente della Casa de las Américas.

Superata di 10 volte la generazione  elettrica del 1959

Il trionfo della Rivoluzione cubana nel 1959 ha reso possibile l’inizio di una trasformazione nella matrice dell’energia nell’Isola, che ora supera di 10 volte la generazione di elettricità esistente allora.  Durante l’annullamento di un francobollo allegorico per il giorno del lavoratore del settore a L’Avana , Ramón López Ramos, direttore commerciale dell’Unione Nazionale Elettrica (UNE), ha risaltato il protagonismo dei 48.500 lavoratori che integrano il settore. Con l’orientamento del Comandante in Capo Fidel Castro, sono stati eseguiti numerosi investimenti che permettono di ottenere attualmente più di 4000 megawatts di potenza. Questa cifra è di sei volte superiore ai 475 megawatts installati nel territorio nazionale dalla Compagnia Cubana di Elettricità, dicono i dati pubblicati nelle statistiche energetiche della Rivoluzione, nel periodo 1959-2008. López Ramos ha ricordato che  prima del ’59 solo il 60 % della popolazione aveva accesso a questo servizio, mentre attualmente lo riceve più de 96% delle famiglie e a questa si somma l’uso di diverse fonti d’energia, come  fotovoltaica, eolica, idraulica y la biomassa di canna da zucchero. I dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione indicano che dal 1998 cuba ha iniziato  a generare elettricità con gas accompagnante dei pozzi di petrolio (ENERGAS). La ripresa del settore si è intensificata nel 2005, con il programma della Rivoluzione Energetica, durante il quale sono stati disseminati per tutto il paese gruppi elettrogeni per mantenere un’elevata disponibilità del Sistema Elettro-Energetico Nazionale ( SEN), per appoggiare il lavoro del centrali termoelettriche.

Quel 28 gennaio del 1953. La Marcia delle Fiaccole e la Generazione del Centenario

La Marcia delle Fiaccole, in memoria dell’Apostolo José Martí, si realizzò per la prima volta alla mezzanotte del 27  gennaio del  1953, per commemorare, dalla vigilia, il centenario della sua nascita. Quell’omaggio organizzato dalla Federazione Studentesca  Universitaria, affrontò l’opposizione della tirannia di Batista che negò ai giovani il permesso di effettuare l’attività.  Ma indubbiamente la negazione non li intimorì: continuarono nel loro proposito e trasformarono le fiaccole in armi di difesa quando furono aggrediti dagli sbirri.  Quel martedì 27 alle 23.30 un’immensa massa di giovani e di popolo, che portava le fiaccole, cominciò a discendere per Calle San Lázaro verso calle Infanta.  L’impressionante torrente luminoso completò il tragitto, giungendo la mattina del 28 gennaio alla Fragua e al Rincón Martiano, in calle 25, tra calle Hospitales e calle Principe, in quel luogo dove c’erano le cave di San Lázaro, dove il giovane Martí, a 17 anni, sofferse il rigore del lavoro forzato, per la sua condanna.  Tra quella fola patriottica che formava la marcia, c’erano quasi tutti i giovani che si stavano addestrando, guidati da Fidel per l’assalto alla caserme Moncada, e Santiago di Cuba, e Carlos Manuel de Céspedes, a Bayamo, il 26 luglio del 1953. Loro, per il fruttuoso sacrificio di lottare contro il despotismo e per la definitiva liberazione della Patria, in accordo con il pensiero martiano, guadagnarono la giusta identificazione di ‘Generazione del Centenario’.  Su quell’avvenimento Melba Hernández ha testimoniato: "Per commemorare il centenario dell’Apostolo, facemmo la storica peregrinazione  con le fiaccole. Si mobilitarono i compagni de L’Avana e di Pinar del Río per partecipare. Fu un bello ed emozionante omaggio all’Apostolo quella sfilata  in attesa del 28 gennaio del 1953!  Dall’Università scesero  migliaia di giovani con le loro fiaccole. Tra loro c’eravamo noi, già come gruppo organizzato. Le nostre fiaccole  avevano grandi  chiodi per rispondere alla polizia se ci attaccava. Marciammo braccio a braccio, disciplinatamene, e la gente vedendoci passare s’impressionava”.  Raúl Castro ha detto a questo proposito: “Il 28 gennaio del 1953,  centenario della nascita di José Martí, parte dalla scalinata dell’Università un’importate manifestazione alla quale parteciparono operai, studenti, impiegati e popolo in generale e tra quella folla si notava un gruppo di migliaia di giovani che, occupando sei isolati, marciavano in perfetta formazione,  richiamando davvero l’attenzione. Davanti a loro camminava Fidel!”  Su quel tema Fidel diceva: “Si deve far andare un motore piccolo che aiuti a mettere in moto quello grande”. Il motore piccolo era l’azione iniziale con quei giovani che, marciando militarmente, lo seguivano in quel 28 gennaio del 1953.

Avanzano nuove investigazioni nella Sanità

In una visita al Centro d’Investigazioni Immunologiche, i deputati che formano la Commissione di Salute e Sport, hanno conosciuto i passi avanti avvenuti nell’ampliamento di una rete di laboratori  che copre tutti municipi dell’Isola, con strumenti e reagenti prodotti in questa istituzione, che rendo possibili nuove investigazioni di massa per la scoperta anticipata di malattie come il cancro del collo dell’utero, della prostata e del colon, del diabete e dell’ insufficienza renale. I centri di consultazione delle patologie del collo dell’utero, disporranno di moderni strumenti di colposcopia, che con maggior efficacia e completando l’ esame citologico, permettono agli specialisti di vedere con precisione e nitidamente il collo uterino, per scoprire lesioni in tappe molto precoci, prima che si possano trasformare in maligne. Questi apparecchi sono già presenti in 69 centri e altri 150 sono in processo d’installazione, per cui nel 2012 funzioneranno 219 apparecchi, ha detto il direttore del Centro, lo specialista  José L. Fernández Yero. Le investigazioni attive per il cancro del colon, indirizzate soprattutto a persone maggiori di 60 anni, iniziate a Santiago di Cuba  nel 2012, si spera che saranno estese rapidamente in tutto il paese. Un’altra investigazione, che si indica ai maschi  maggiori di 60 anni, è nota come PSA (antigeno prostatico specifico), una sostanza che si trova nel sangue degli uomini che hanno un cancro alla prostata.  Per il controllo della glicemia del paziente diabetico sono state vendute in farmacia, a prezzi politici  (35 CUP) più di 74.000 glucometri per pazienti insulino-dipendenti e ne sono distribuiti 17.000 alle istituzioni della salute. I parlamentari hanno anche dibattuto lo stato attuale dell’attenzione all’uomo nei Servizi Comunali ed hanno analizzato il lavoro realizzato dalla Commissione durante il 2011 e la proposta del piano di attività per il 2012 .

Cuba ha denunciato nella OMC le violazioni degli USA al diritto internazionale

Cuba ha denunciato presso l’organo di Soluzione delle Differenze dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, (OMC), che gli Stati Uniti non hanno rispettato i loro obblighi rispetto le divergenze già risolte da questa entità.  L’ambasciatore dell’Isola presso gli organismi internazionali con sede in questa città svizzera, Rodolfo Reyes, ha segnalato che tra le violazioni di Washington c’è la continuità della Sezione  211 della Legge Omnibus sulle Assegnazioni dei Bilanci del  1998, che attenta contro i diritti dei titolari delle marche cubane.  “La citata disposizione forma parte della rete di misure che forma l’ingiusta, illegale e genocida politica di blocco statunitense contro Cuba, condannata in modo schiacciante dalla comunità internazionale”, ha sostenuto  Reyes, che  ha ricordato che la derogazione della sezione 211 è un obbligo giuridico stabilito nella cornice dell’organo di soluzione delle differenze  della OMC.  Questo meccanismo degli USA crea ostacoli agli investimenti stranieri nell’Isola, associati al commercio di prodotti cubani di prestigio mondiale e permette situazioni come la vendita fraudolenta da parte della compagnia Bacardì, di un rum con la marca Havana Club. Nel suo intervento, il diplomatico ha denunciato inoltre la doppia morale di Washington, che si arroga il diritto di giudicare altri membri della OMC, nonostante le reiterate mancanze che commette.  Cuba ha contato nel Foro, sull’appoggio di numerose delegazioni, tra le quali quelle di Bolivia, Brasile, Cile, Cina, Ecuador, Messico, Paraguay, Uruguay e Venezuela.

Il PCC ha salutato il V Anniversario della Rivoluzione Cittadina

Il Partito Comunista di Cuba (PCC) ha espresso i suoi migliori auguri a tutte le forze politiche, alle organizzazioni sociali e al popolo dell’Ecuador, in occasione del V Anniversario dell’inizio della Rivoluzione cittadina.  In un messaggio letto durante la cerimonia popolare che si è svolta a Cuenca, il PCC ha segnalato che le ansie di trasformazione per ottenere la maggior giustizia sociale e l’uguaglianza di opportunità,  suppongono la vittoria contro enormi sfide e il superamento di ostacoli di ogni genere.   È un cammino dove a volte si vince e a volte no, ma solo il popolo è quello che può giudicare l’opera della Rivoluzione, precisa la nota.  Giustamente aggiunge che: “Le ecuadoriane e gli ecuadoriani hanno dato il loro verdetto con successive vittorie elettorali a favore del Movimento Alianza País e del  suo indiscutibile leader, il compagno Rafael Correa, a cui mandiamo uno speciale saluto”. Abbiamo la certezza, precisa il documento, che si otterrà il consolidamento della Rivoluzione Cittadina e che contribuirà alla  garanzia del cammino verso l’integrazione latinoamericana, verso la pace e l’amicizia tra tutti i popoli e la ricerca della prosperità per il suo popolo.  Tanti auguri compagni, e che questo V Anniversario vi trovi più forti e soprattutto più uniti che mai, conclude il messaggio del PCC, dopo aver risaltato che l’unità è la chiave del trionfo della Rivoluzione.

Alarcón chiama a lavorare con più rigore e disciplina nel 2012

Ricardo Alarcón, presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ha inviato un augurio al popolo cubano ed ha invitato a lavorare con più rigore e disciplina nel 2012 per affrontare e vincere le difficoltà. Alarcón, che è membro del Burò Politico del Partito Comunista di Cuba, ha partecipato ai lavori della Commissione di Salute e Sport del Parlamento, e si è riferito al caso dei Cinque antiterroristi cubani, ingiustamente condannati negli Stati Uniti  ed ha insistito sull’utilità della solidarietà internazionale.  Antonio Guerrero, Ramón Labañino, Fernando González e Gerardo Hernández, reclusi negli USA e René González, in libertà vigilata e ingiustamente limitato nei suoi movimenti, sono stati condannati per aver difeso il diritto alla vita del loro popolo, ha ricordato . Alarcón, che ha inviato gli auguri anche ai cooperanti che compiono  missioni in decine di paesi e che sono la massima espressione, la più viva e concreta delle vittorie che il popolo di Cuba ha ottenuto in più di mezzo secolo di Rivoluzione.  Nessun altro paese può fare quello che l’Isola ha fatto e fa da molto tempo in materia internazionale di solidarietà, ha sottolineato.  La Commissione di Salute e Sport, con la presenza di Roberto Morales, ministro de Salute Pubblica, ha centrato l’attenzione  su come ottenere più efficienza e sostenibilità, offrendo servizi di qualità con il maggior benessere alla popolazione e continuare ad elevare il suo stato di buona salute.  Jorge González, presidente di questo gruppo di lavoro, ha informato su una proposta di regolamento giuridico sulle decisioni mediche per i pazienti in stato terminale e il compimento del piano e dell’ esecuzione del Bilancio per la sanità nel 2012, oltre alle proiezioni per il prossimo anno.

Cuba sede della Convenzione Panamericana d’Ingegneria

L’Unione Nazionale degli Architetti e Ingegneri della Costruzione di Cuba ha annunciato  la celebrazione della XXXIII Convenzione Panamericana d’Ingegneria, nell’aprile prossimo, nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana. L’evento permetterà lo scambio di esperienze tra i  professionisti del settore, ha spiegato nella capitale Antonio Caparó Marichal, presidente dell’istituzione. Il titolare ha detto che la sua organizzazione ha assunto altri impegni  di grande importanza per quest’anno ed ha citato, per esempio, il lavoro con il Ministero della Costruzione  e il suo Consiglio  Chimico, diretto a una miglior  applicazione delle  tecnologie. L’incontro  previsto dal nove al 13 aprile, sarà associato alla IX Fiera della Costruzione, che avrà come sede lo spazio fieristico di PABEXPO, e dove si presterà la maggior attenzione al miglioramento della qualità delle costruzioni. Diverse imprese italiane parteciperanno a questa Fiera con i loro prodotti, proposte e tecnologie innovative.

La frutta che non è caduta  (da CubaDebate)

Cuba si è vista forzata a lottare per la propria esistenza di fronte ad una potenza espansionista ubicata a poche miglia dalle sue coste, che proclamava l’annessione della nostra Isola, il cui solo destino era cadere nel suo seno come frutta matura. Eravamo condannati a non esistere come nazione.  Nella gloriosa legione di patrioti che durante la seconda metà del XIX secolo lottò contro l’abominevole  dominio coloniale  imposto dalla Spagna per 300 anni, José Martí fu colui che con più chiarezza percepì quel drastico destino e così lo fece constatare nelle sue ultime righe, che scrisse quando, alla vigilia del duro combattimento previsto contro una colonna spagnola  agguerrita e ben fornita di armi e munizioni, dichiarò che l’obiettivo fondamentale delle sue lotte era: “Impedire a tempo, con l’indipendenza di Cuba, che gli Stati Uniti si estendano per le Antille e cadano con questa ulteriore forza sulle nostre terre d’America. Quanto ho fatto sino ad oggi e farò, è per questo”.  Senza comprendere questa profonda verità, non si potrebbe essere nè patrioti,  nè rivoluzionari.  I mezzi d’informazione di massa, il monopolio di molte risorse tecniche e i notevoli fondi destinati ad ingannare e abbrutire le masse, costituiscono, senza dubbio, ostacoli considerevoli, ma non invincibili...

Quando Fidel e la sua carovana giunsero a Camagüey

Migliaia di cubani di Camagüey, la città di Agramonte, hanno ricordato l’entrata trionfale della Carovana della Libertà nella loro città, il 4 gennaio del 1959. Un numeroso gruppo di pionieri e studenti sono stati protagonisti della Carovana della Vittoria, ricordando l’entrata trionfale dei Barbudos Ribelli, con la Carovana della Libertà di quel 4 gennaio del 1959, in questa città.  Migliaia di ‘agramontini’ hanno aspettato la Carovana di oggi con un’allegria simile a quella che provarono coloro che ricevettero, 53 anni fa, Fidel e gli altri combattenti, che resero possibile il trionfo della Rivoluzione.  Damara Sánchez López, prima segretaria del Partito nel capoluogo, ha ricordato nell’occasione la rotta dei ribelli, ricevuti dal popolo nel loro tragitto, dal quartiere Jayamá a Piazza della Libertà. “Anche se è passato più di mezzo secolo da quell’epopea, ha detto,  ci saranno molte altre Carovane della Vittoria in ogni compito ed in ogni opera da costruire”.  Hanno partecipato alla cerimonia politico-culturale che ha ricordato la storica data, le massime autorità del Parrito e del Governo nella provincia, con il Comandante Faure Chomón ed altri combattenti della Rivoluzione.

Celebrato il Giorno Nazionale della  Difesa

In saluto al 55º anniversario dello sbarco dei ribelli dello yacht Granma a Las Coloradas e della costituzione delle Forze Armate Rivoluzionarie. Cuba si è mobilitata nel fine settimana negli esercizi militari, perchè gli  integranti degli   Organi di Direzione e Comando diano adeguate risposte alle misure di disposizione combattiva e per la difesa. La preparazione minuziosa nell’ordine organizzativo e la precisione in tutto quello che corrisponde realizzare a ciascuno, se il nemico osasse aggredire il suolo patrio, sono stati i fattori principali della giornata, che ha attivato in tutta l’Isola gli Organi di Direzione e Comando nel primo Giorno Nazionale della Difesa.  Nella Regione Militare di Camagüey il generale di brigata Diego Coco Rodríguez, del Ministero delle FAR ha detto che tutte le azioni in questa giornata sono un anticipo del prossimo ‘Bastione 2012’ e il loro compimento si trasforma nello scenario per perfezionare tutto quello indicato nel precedente Bastione.  Pinar del Río ha indirizzato le principali attività alla preparazione delle sue strutture difensive per la completa disposizione combattiva e per la difesa, ed anche centrato la preparazione dei capi delle Brigate di Produzione e Difesa, dei Piani  Maggiori delle Milizie delle Truppe Territoriali e la Commissione d’Evacuazione della Popolazione. Il Consiglio di Difesa Municipale nell’Isola della Gioventù  ha sviluppato azioni di preparazione dei Quadri di Comando e Direzione per il passaggio del territorio allo stato di guerra.  Inoltre sono stati puntualizzati piani e strategie delle regioni di concentrazione e assicurare alimenti, trasporto, salute, acqua, comunicazione, energia, educazione, cultura e sport. Il colonnello Roberto Díaz ha parlato delle  particolarità dell’Isola della Gioventù e della necessità di studiare al dettaglio le forze e i mezzi nemici, per fare un uso razionale ed efficace delle risorse. La  completa disposizione combattiva nelle unità  militari nelle imprese di Cienfuegos è stata inclusa tra le priorità che nel primo giorno hanno fatto riunire i membri dei Consigli di Difesa di questo territorio.  Teresa Amarelles Bué, presidentessa del Consiglio di Difesa Provinciale di Las Tunas, ha orientato azioni concrete per sviluppare  la fase di disposizione combattiva e il conseguente passaggio dello stato di guerra.  A Granma, la presidentessa del Consiglio di Difesa Provinciale, Sonia Virgen Pérez, ha esposto l’importanza del buon funzionamento del sistema informativo durante le differenti tappe dello stato di guerra.  Questo Giorno per la Difesa della Patria è stato effettuato in saluto al 55º anniversario dello sbarco dei ribelli dello yacht  Granma a Las Coloradas e la costituzione delle Forze Armate Rivoluzionarie.

L’educazione speciale in Cuba, 50 anni di dedizione e  amore

L’Educazione Speciale in Cuba ha appena compiuto  50 anni dalla sua creazione, con  l’enorme sostegno del governo rivoluzionario che favorisce la costruzione di scuole per questo insegnamento e la preparazione degli insegnanti.  Moraima Orozco Delgado, direttrice nazionale d’Educazione Speciale, ha spiegato che tra le conquiste principali di questa istruzione ci sono l’elaborazione di programmi, la base materiale di studio per ogni specialità e la consegna di risorse tecnologiche.  L’Educazione Speciale in Cuba, più che un tipo d’insegnamento, implica tutta una politica educativa, una didattica per le persone con necessità educative speciali in qualsiasi contesto.  Nell’occasione, nel Cinema 23 y 12, si è svolta una cerimonia per il 50º anniversario della fondazione del Sistema Nazionale d’Educazione Speciale in Cuba.

La Medaglia dell’Amicizia al comunista italiano Franco Lucchetta di Sergio A. Gómez

Il comunista italiano Franco Lucchetta ha visitato Cuba per la prima volta  nell’anno ‘dei dieci milioni di tonnellate di zucchero’ e non ebbe dubbi nell’unirsi alla fatica.  Da allora sono state innumerevoli le espressioni di solidarietà verso il popolo e le istituzioni dell’Isola, ragione che gli ha fatto meritare la Medaglia dell’Amicizia del Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba.  “Ho provato un colpo di fulmine  per questo piccolo e grande paese che ha saputo affrontare l’imperialismo”, ha ricordato Lucchetta, che ha ricevuto la medaglia dalle mani della presidentessa dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli  (ICAP), Kenia Serrano, in una semplice cerimonia nella sede dell’istituzione…

Cuba consolida l’istruzione artistica nelle scuole

Più di un milione di studenti, a Cuba, riceve attualmente l’attenzione degli istruttori d’arte, un’iniziativa inserita nel sistema educativo, con il fine di far interessare gli alunni ai temi della cultura.  Arley Abreu, presidente della Brigata degli Istruttori d’Arte “José Martí”, ha segnalato che nella maggioranza dei circa 10.000 centri docenti dell’Isola, è possibile accedere a queste conoscenze.  “Questo spiegamento permette di fomentare progetti con impatto socioculturale nelle comunità ed in altre aree, tra le quali i penitenziari”, ha sottolineato.  Per Abreu, anche se i risultati positivi  sono evidenti, ci sono  lacune  nella Brigata degli Istruttori d’Arte rispetto all’accesso della popolazione alle iniziative e molte iniziative d’ interesse  dentro le scuole non giungono ancora ai quartieri, per far sì che le famiglie  e il popolo in generale ne siano avvantaggiati culturalmente, ha segnalato ancora.

Installata la Giuria del  Premio Letterario Casa de las Américas 2012

Un sentito elogio alla Casa de las Américas per il suo degno ruolo nella riscoperta del  continente, è stato l’essenza del discorso con cui lo scrittore uruguaiano  Eduardo Galeano ha inaugurato ufficialmente la 53ª edizione del suo Premio Letterario.  “La Casa che più ci ha aiutato a scoprire l’America e le molte Americhe che l’America contiene”,  è stato il primo degli argomenti con cui l’autore di “El libro de los abrazos” ha segnalato la distinzione di questa istituzione fondata 52 anni fa. “Più di mezzo secolo, aiutandoci a vederci con i nostri stessi occhi, da sotto e da dentro, e non con gli sguardi che da sopra e da fuori ci hanno umiliato da sempre”, ha sottolineato l’oratore, valutando l’impronta di un’istituzione figlia della Rivoluzione cubana.  “Mille grazie”, è stata l’espressione con cui ha reiterato la sua lealtà a questo caldo luogo della cultura latinoamericana che apre le sue porte anche e tutte le latitudini del mondo, per tutto quello che ha fatto e che fa per la rivelazione delle nostre energie creatrici, mille volte assassinate e mille volte resuscitate e lo spazio d’incontro e la cassa di risonanza che significa la Casa per queste sfidanti voci risorte, che ci parlano dal passato più remoto e dal più vicino presente”  Erano presenti alla cerimonia d’apertura del Premio Ricardo Alarcón de Quesada, membro del Burò Politico e presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolar; Abel Prieto, ministro di Cultura; Armando Hart Dávalos, membro del Comitato Centrale e direttore dell’Ufficio del Programa Martiano e Roberto Fernández Retamar, presidente della Casa. La Giuria, integrata da una ventina di prestigiosi intellettuali latinoamericani, dei Caraibi ed europei, è stata presentata da Jorge Fornet, direttore del Centro d’Investigazioni Letterarie dell’istituzione.

Caricom: L’integrazione per uscire dalla crisi

Il nuovo presidente pro-tempore della Comunità dei Caraibi (Caricom), Desi Bouterse, ha richiamato il blocco regionale a rinforzare i meccanismi d’integrazione per superare la crisi economica. Nel  suo primo discorso alla Comunità, il presidente del Suriname ha assicurato che un cambio nelle strutture di funzionamento dell’ente servirà anche per allontanarsi rapidamente dall’area della recessione.  “Avremo una miglior opportunità per affrontare questa sfida se ci uniamo veramente come gruppo e questo è meglio che nuotare da soli contro la corrente”, ha sostenuto. “La revisione della Segreteria della Caricom, per una miglior gestione e per il funzionamento si deve completare quanto prima, dato che è l’organo principale del blocco”, ha detto ancora.  Bouterse ha appena sostituito il presidente di San Cristóbal y Nieves nella Presidenza semestrale dell’organizzazione regionale. Il prossimo 1º luglio la presidenza passerà ad Haiti, l’ultimo paese dei Caraibi che si è integrato. La Caricom, fondata nel 1973 dopo la firma del Trattato di Chaguaramas, ha come obiettivo l’integrazione commerciale il coordinamento congiunto delle politiche estere e la promozione della cooperazione nelle sfere dell’educazione, la cultura e l’industria.  I membri pieni sono Antigua y Barbuda, Bahamas, Barbados, Belice, Dominica, Granada, Guyana, Haiti, Giamaica, San Cristóbal y Nieves, Santa Lucía, San Vicente y las Granadinas, Suriname, Montserrat e Trinidad y Tobago.
Tony

Universitari nordamericani visitano Cienfuegos

Professori e studenti dell’Università statunitense di Diablo Valley, in California, hanno visitato  nella città di Cienfuegos, i dettagli del sistema cubano d’insegnamento artistico, durante una visita alla Scuola d’Arte Benny Moré. Ileana Rodríguez, direttrice dell’istituto, ha spiegato ai visitatori che gli studenti della scuola studiano a livello elementare le discipline di danza, musica e belle arti.  Ileana Rodríguez ha sottolineato la qualità dell’insegnamento, il suo carattere gratuito e la professionalità degli insegnanti, molti dei quali hanno iniziato i loro studi nelle stesse aule in cui ora insegnano.  Durante l’incontro, una delle visitatrici, la professoressa  Lenore Gallin, ha commentato che nel mezzo dell’attuale crisi economica mondiale, negli Stati Uniti, uno dei primi tagli al bilancio è stato proprio quello destinato alle scuole d’arte.

La città sognata in Cuba, dalla settima arte

Video, bozzetti architettonici e sogni animano la mostra “Dream City”, una singolare occhiata a proposte per creare o riabilitare spazi  pubblici di Pinar del Río, una città cubana, immaginata dai suoi abitanti. Svariati artisti l’hanno esplorata ed inoltre il progetto espone opere cinematografiche di recente fattura, iscritte alle modalità del cinema sperimentale, di video-arte e documentari, hanno detto gli organizzatori.  Nei materiali si sommano come protagonisti gli scenari urbani visti dal prisma delle molteplici strategie d’espressione e rappresentazione audiovisiva.  Il Museo d’Arte di Pinar del Río accoglie la mostra, che vuole  mostrare come sognano  gli architetti, i disegnatori, pittori e scultori ed altri professionisti  del futuro di Pinar del Río. “Vogliamo creare un dialogo creativo attorno agli spazi  materiali e spirituali che tutti  abitiamo, per combinare l’efficacia funzionale con la necessità di dare forma a un’ ospitalità estetica, ha dichiarato  a Prensa Latina il direttore della galleria, Juan Carlos Rodríguez. La mostra ha aperto con 10 progetti tra i quali va segnalata una fantasia animata che riassume visioni futuriste sul destino del territorio, una sorta di passeggiata virtuale a mezzo cammino tra il  tracciato urbanistico e il film di fiction, con nuovi supporti culturali,  partendo dalla riabilitazione o trasformazione dei parchi e delle piazze.   La città sognata è nella mente d’ognuno e la miglior maniera di predire il futuro è inventarlo e farselo da soli, ha affermato David Horta, coordinatore del programma. Sorta ai margini di un fiume e circondata da pinete, Pinar del Río ha ricevuto il titolo di città il 10 settembre del 1867.

Il The New York Times raccomanda Cuba come  destinazione turistica  Tra le prime dieci da visitare nel 2012

Il quotidiano The New York Times ha pubblicato una lista delle 45 destinazioni del mondo che raccomandano di visitare nel 2012, e al numero 10 ubicano L’Avana, a Cuba. In accordo con il giornale, che valuta in particolare le offerte culturali e i servizi al turista, la capitale cubana è ancora una volta alla portata degli statunitensi e assicura che la sola cosa che separa gli statunitensi e le strade della sensuale L’Avana, è lo Stretto della Florida, poiché l’amministrazione Obama ha ampliato il tipo di viaggi permessi.  Una lista crescente di organizzazioni conta sulla licenza per operare a Cuba, includendo le spedizioni del National Geographic, Austin-Lehman e il Centro di Studi Cubani. Inoltre ci sono più voli da città degli USA: dopo Fort Lauderdale e Tampa recentemente si sono unite New York, Miami e Los Ángeles e Chicago si sommerà quest’anno”. Il TNTT conclude che i giri turistici includono riunioni con storiografi, agricoltori organici e altri.   Convenientemente, nuovi ristoranti y caffetterie, alcuni in magnifiche case coloniali, sono risorti nell’ultimo anno  L’Avana si prepara per la sua 11ª Biennale, dall’11 maggio all’11 giugno, che attrarrà più d 100 artisti cubani e internazionali. I giornalisti specializzati della pubblicazione hanno scelto in totale 45 destinazioni turistiche emergenti nel 2012. Le prime 10 sono: 1. – Panamá , 2. - Helsinki, Finlandia, 3. – Myanmar, 4. – Londra,  5. - Oakland, California, 6. – Tokio, 7. – Tanzania,  8. - Patagonia cilena,  9. - Lhasa, Tibet, 10. – L’Avana, Cuba.

Omaggio a Mella degli  universitari cubani

In occasione dell’83º anniversario dell’assassinio, in Messico, di Julio Antonio Mella eseguito dagli sbirri  del dittatore Gerardo Machado, gli universitari cubani hanno reso omaggio al fondatore della  Federazione Studentesca  Universitaria (FEU) e del Primo Partito Marxista-Leninista di Cuba, nel memoriale che custodisce le  sue ceneri, ai piedi della Collina Universitaria. Nella cerimonia  di commemorazione, nella quale è stata tradizionalmente letta la lista dei martiri della FEU creata da Mella nel 1922, Henry Lorenzo Cuba, presidente di questa organizzazione, nell’Università de L’Avana, ha riaffermato l’impegno dei giovani cubani  nella difesa delle conquiste della Rivoluzione, nella fedeltà all’esempio di Mella, e nell’affrontare le sfide nuove della Patria.  Durante l’omaggio è stata ricordata anche l’implementazione della riforma universitaria del 10 gennaio del 1962, e sono state poste corone di fiori inviate da  Fidel e Raúl, dal Consiglio di Stato e dei Ministri,  dagli studenti  e dal popolo di Cuba. Altre attività, come la realizzazione d’esposizioni, conversazioni, presentazioni di libri, veglie culturali, seminari scientifici, conferenze e  incontri di conoscenza nei quali si è dibattuto sulla vita e sul pensiero rivoluzionario, si sono svolti nella Giornata d’Omaggio a Mella, nelle università ed in altri centri del paese.

Il ministro degli Esteri del Brasile ha visitato il porto  di Mariel

Il Ministro degli Esteri del Brasile, Antonio de Aguiar Patriota, ha visitato le opere di ampliamento dell’occidentale porto di Mariel, prima di concludere il suo viaggio ufficiale a Cuba, durante il quale è anche stato preparato l’arrivo della presidentessa  Dilma Rousseff. Patriota ha valutato i passi avanti fatti nelle opere realizzate con finanziamenti del Brasile, nella rada che si trova a circa 40 chilometri a ovest de L’Avana.  Al progetto, che dovrebbe essere pronto  l’anno prossimo,  per lo sfruttamento del porto per vari decenni, sono associate imprese dei due paesi con un investimento totale di 800 milioni di dollari.  Durante le conversazioni con il suo omologo cubano, Bruno Rodríguez, il ministro brasiliano ha detto che: “La mia visita  costituisce un’opportunità per sviluppare e  approfondire il dialogo politico bilaterale”.  Patriota ha confermato che Dilma  Rousseff raggiungerà prossimamente L’Avana,  in quella che sarà la sua prima visita all’estero all’inizio del  suo secondo anno di governo.  Inoltre ha spiegato che la presidentessa è interessata a conoscere da vicino la politica d’attualizzazione del modello economico dell’Isola,  cioè il processo di trasformazione iniziato a Cuba con il VI Congresso del Partito Comunista di Cuba.  “Il Brasile desidera contribuire allo sviluppo cubano con una cooperazione più stretta nelle aree dell’educazione, la salute, e attraverso investimenti nelle infrastrutture”, ha aggiunto Patriota.  Bruno Rodríguez, a sua volta, ha segnalato lo stato attuale delle relazioni tra L’Avana e Brasilia, oltre al ruolo che disimpegna il paese sudamericano nell’agenda internazionale e regionale.  “Affrontiamo molte prospettive e sfide comuni, come quelle relazionate alla preservazione della pace, e il cambio climatico”, ha sottolineato il capo della diplomazia cubana.  Patriota,  nel suo soggiorno cubano, è stato ricevuto anche dai vicepresidenti Marino Murillo e Ricardo Cabrisas.

Incontro tra Mirella Moscoso e i terroristi di Miami

L'integrità etica della ex presidentessa del Panama è messa in discussione dagli analisti dopo il suo incontro con il noto terrorista Luis Posada Carriles e gli altri estremisti della comunità anticubana di Miami.   La Moscoso ha partecipato a un programma radiofonico son Santiago Alvarez, Gaspar Jimenez Escobedo, Pedro Remon Perez, e il giornalista della  Armando Perez Roura,, ha riportato il sito digitale Cubadebate.   Il 26 agosto del 2004,  pochi giorni prima del termine del suo mandato, la Moscoso firmò un indulto che liberò  Posada Carriles, Jimenez Escobedo, Remon Perez e  Guillermo Novo Sampoll, che erano detenuti, dopo la condanna per aver organizzato un attentato con esplosivi nell’Università di Panama, dove doveva parlare  il presidente cubano Fidel Castro, che stava partecipando al X Vertice Ispano-americano,  a Città di Panama nel novembre del 2000.   Nel 2008, il plenum della Corte Suprema di Giustizia di Panama ha dichiarato incostituzionali gli indulti, e il 14 gennaio scorso, un tribunale panamense ha confermato la sentenza contro i terroristi, liberati nonostante il tentativo di attentare contro la sicurezza collettiva.   Mirella Moscoso ha dichiarato che firmerebbe di nuovo gli indulti  se fosse necessario.  “Mi sento orgogliosa di averli fatti uscire dal carcere perché credo che sia stata una forma per aiutare Cuba”, ha riferito l'ex presidentessa.    “È stata una vergogna ascoltare l'ex presidentessa che condivideva risate ed elogi mutui,  spartiti tra i terroristi e i loro ammiratori; è stato davvero offensivo l'ambiente di festa carnevalesca che si è creata”, ha commentato il giornalista cubano-americano Edmundo Garcia, che risiede a Miami.   La Moscoso ha parlato dei suoi affari, del suo esilio temporaneo a Miami, dei suoi risultati nella politica del suo paese, ma non ha ha accennato ad altri temi, ha indicato Garcia.   Quando la ex presidentessa ci parlerà dei suoi incontri con i politici e i congressisti statunitensi che le hanno imposto di firmare  l'indulto per i terroristi?  Quando confesserà  sinceramente che è denaro quello che le hanno offerto, e una casa a Fort Lauderdale?, ha domandato ancora Garcia che  ha messo sul piatto anche i negoziati con l'ambasciatore statunitense nel suo paese, Simon Ferro, e del messaggio che gli lasciò nella segreteria telefonica, annunciando l'indulto dei quattro detenuti, mentre tre già viaggiavano per Miami e l'altro (Luis Posada Carriles) , aveva intrapreso una rotta sconosciuta, come riportò la stampa.   “ Si trattava di un dialogo tra due autorità, o si una complicità? Anche di questo dovrebbe parlare l'ex presidentessa”, ha aggiunto il giornalista.   Lo spettacolo dato a Miami dovrebbe far vergognare qualsiasi persona con un minimo di buon senso. E invece hanno anche coinvolto Dio, ringraziandolo per la presenza di Posada Carriles, con la ex presidentessa Moscoso a Radio Mambì: un'apostasia ed un enorme affronto  al buonsenso e all'onore dei cubani e dei panamensi.

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L'associazione, si prefigge una serie di obbiettivi da raggiungere grazie alla partecipazione fattiva di tutti i soci. Incontri, eventi politico-culturali, sponsorizzazioni  di iniziative di solidarietà mirata con Enti dell'isola, speciali convenzioni e quant'altro possiamo organizzare anche, e soprattutto, con il contributo di chi parteciperà alla vita associativa. Pensiamo che non ci siano limiti nel poter fare qualcosa di fattivo a favore di Cuba  senza dimenticarsi della realtà italiana che rimane il fulcro dal quale partire per ogni iniziativa.  Ti  invitiamo a raggiungere la sezione delle pagine dedicate all'associazione per saperne di più.

CHE DESDE LA MEMORIA

Tengo ahora aquí delante las notas apresuradas que hice en estos días al regreso de Bolivia –de La Higuera y Vallegrande– y del otro lado, en la máquina, las decenas de imágenes tomadas en esas jornadas emocionadas y emocionantes, pequeño compromiso personal con la historia y la memoria, viaje iniciático (como lo llamó en un mensaje Silvio, hermano querido), travesía por senderos de cornisas, estremecimientos de fechas, momentos, fotos, recuerdos. Mucho, mucho más de lo que pueda caber en una crónica casi urgente que debiera ser escrita en esta tarde apacible de Córdoba, antes de que pasen más días o, peor, antes de que las pequeñas exigencias cotidianas de estas dos semanas restantes en la Argentina terminen por anular el espacio de tiempo necesario para escribirla. Aunque no todos éramos de esa ciudadanía mencionada en el subtítulo de esta crónica, he escrito la pupila de un cubano…, para reivindicar esa frase que agradezco a un amigo, Iroel Sánchez, cuando publicó el pasado mes de noviembre en su blog La pupila insomne los apuntes que le envié sobre la presencia de los indignados estadounidenses y su audaz plan de Occupy Wall Street. Entonces quería continuar con una serie antecedida por la mención de la pupila caribeña en la que contaría otras experiencias realizadas durante un mes en universidades y centros culturales de varios estados por los que transitó la solidaridad con Cuba, la poesía, la memoria, la historia oral. Retomo la idea de compartir estas miradas de la pupila (cubana, caribeña, insomne), ahora en tierras del Sur, que también existe (y ahora existe incluso un poco más). El pequeño grupo con el que llegué hasta La Higuera la semana pasada, desde Santa Cruz de la Sierra y Vallegrande, estaba integrado por mi compañera María Santucho, el trovador jujeño Eloy López y su compañera Florencia Lance. A él se unió, por imperativos de la transportación, Marcus Luecke, un viajero que llegaba desde Ulm, en el sur de Alemania, para cumplir con un viaje probablemente también iniciático, después de sus visitas a Cuba en años recientes. El viaje hasta La Higuera se realizó en una camioneta de ocho plazas, que allí llaman truffy, muy castigada por los ripios y los serruchos de ese camino serpenteante por el que el chofer boliviano que guiaba (junto a su esposa y su hija pequeña) iba acortando la distancias, al borde de las cornisas, en el vértigo de las curvas imprevisibles. Fue una sorpresa preocupante conocer, en medio del trayecto, que la madrugada anterior había llegado a Vallegrande desde Sucre, en un recorrido de 800 kilómetros, y no había tenido tiempo de dormir cuando le avisaron de este viaje a La Higuera. El aviso para este viaje se lo había dado Gonzalo, miembro de la Asociación de Guías Turísticos de Vallegrande, a quien habíamos conocido la tarde anterior en el pequeño local de la oficina de turismo en el  edificio del Museo Municipal, frente a la plaza central del pueblo. Con Gonzalo visitaríamos al día siguiente de La Higuera los lugares de Vallegrande donde estuvieron los cuerpos y después los restos del Che y sus compañeros: la lavandería del Hospital Señor de Malta y los terrenos del antiguo aeropuerto del pueblo, donde ahora se levanta un mausoleo, construido por Cuba, para mantener la memoria de aquella gesta dramática y  formidable. Pero ahora estábamos encontrando –hilo de la memoria–  ya muy cerca de La Higuera, junto al camino, el sitio para la recordación de la vanguardia de la guerrilla abatida en una emboscada cuando se movía por  un sendero ubicado más arriba, tratando de “llegar a Jagüey y allí tomar una decisión sobre las mulas y el Médico”, como anota el Che en su Diario el 26 de septiembre. Allí, en un pequeño pedestal, están las fotos y los nombres de los integrantes de la vanguardia: “nuestras bajas han sido muy grandes esta vez; la pérdida más sensible es la de Coco, pero Miguel y Julio eran magníficos luchadores y el valor humano de los tres es imponderable”. El valor humano: esa categoría, esa noción, nos acompañó durante todo el tiempo. Entrar al pueblito de La Higuera, donde la imagen del Che recibe a los que llegan, fue una forma de recordar también lo que él había escrito en su Diario aquel 26 de septiembre, a muy pocos días de su captura y su asesinato precisamente en una de las humildes edificaciones del pueblo: “Al llegar a la Higuera todo cambió: habían desaparecido los hombres y sólo alguna que otra mujer había”. Las humildes edificaciones siguen ahí, algunas convertidas ahora en lugares de alojamiento para los visitantes que llegan o en la tienda llamada Tania, donde es posible tomar café o comer algo antes de iniciar el recorrido o antes de regresar, camino abajo, hacia Vallegrande y Santa Cruz.  La edificación más importante, por supuesto, es la escuelita. Allí se cometió el crimen contra los guerrilleros apresados en la Quebrada del Churo (como reza el nombre en el cartel que indica el camino hacia el lugar del último combate). La escuelita es ahora un solo espacio donde se muestran fotos del Che y donde los que llegan dejan algún recuerdo de su visita: un papelito escrito, un carnet, una foto personal. Un actor que llevó un espectáculo de homenaje al guerrillero y sus compañeros de lucha quiso dejar el uniforme utilizado en la obra, y ahora cuelga allí, sobre la puerta original de la escuelita, que fue desmontada y aparece reclinada en una de las paredes laterales de la edificación. En el otro extremo están los únicos otros elementos originales del lugar: tres pupitres de la escuelita que funcionó en ese sitio. Recordé la anécdota leída alguna vez en la que el Che prisionero y herido le señala, desde el suelo, a la joven maestra una errata en el pizarrón. Trampa de la memoria: ¿dónde estará aquel pizarrón? Otra trampa: los dos pequeños espacios de la escuela se convirtieron en uno con el paso del tiempo. Las dos puertas que daban al exterior se convirtieron en una sola, nueva y central, por la que entramos al espacio donde la memoria nos remite a los testimonios de aquel momento terrible, pero donde no aparecen, ahora, los elementos que harían justicia al patrimonio de la historia y al recuerdo de aquel hecho fatal en el que el valor humano tomó cuerpo en el cuerpo de aquel hombre a punto de alcanzar los cuarenta años de su vida combatiendo y cantando, como nos comentó en aquellos días el poeta. Nuestra memoria se debate entonces allí entre la inmanencia de aquel hombre humildemente grandioso (la imagen de su rostro mirando a la cámara, con el pelo largo y revuelto por las inclemencias del tiempo y de la selva, con sus harapos gloriosos y con su carabina inutilizada por un proyectil del enemigo); y la situación física actual de aquel sitio al que se accede cuando una mujer del lugar encargada de hacerlo abre con su llave la puerta renovada pero se esconde después cuando siente que la cámara del visitante la incluye en su encuadre.  Tenía razón Gonzalo, el guía, cuando me dijo en Vallegrande que el patrimonio histórico de esos sitios sagrados necesitaba preservarse de manera sistemática y creadora. ¿Cómo combinar, cómo acoplar, cómo hacer que convivan ahora –en este minuto de gloria y de rabia, entre los recuerdos de este lugar maravilloso y terrible– el dramatismo devastador de aquellos instantes conocidos a través de los testimonios (las palabras recordadas por alguien, las fotos sobre las paredes del Museo Municipal de Vallegrande) y los contextos físicos que el visitante encuentra, donde la memoria no ha sido conservada como la memoria quisiera? Creo que la mejor manera de asumirlo es aceptando –y mostrando– la existencia de esas instancias contradictorias.  Las palabras del guerrillero, que anota en el día 26 de septiembre de su agenda alemana convertida en diario de la epopeya: “Coco fue a casa del telegrafista, pues hay teléfono y trajo una comunicación del día 22 en el que el Subprefecto de Valle Grande comunica al corregidor que se tienen noticias de la presencia guerrillera en la zona…” .” Y esas mismas palabras escritas hoy sobre una piedra pintada de blanco a la entrada de lo que fue la casa del telegrafista pero donde convive hoy una edificación moderna, recién construida por el empresario francés que compró –a precio de ganga– el terreno y la edificación histórica para instalar esa Guest  House / Posada Camping que se anuncia sobre la madera cuidadosamente tallada, con una estrellita mínima en el medio. Al lado, sobre una tabla que quiere ser rústica, se anuncia el Menú del día: Desayuno del guerrillero: mate de coca o café. Pan de la guerrilla / 10 pesos bolivianos. Más abajo, en la fachada de una de las viejas edificaciones de La Higuera alguien escribió (o gritó) estas palabras que vimos allí (y en una foto del Museo Municipal de Vallegrande): No a la comercialización del Che! ¿Dónde buscar, dónde encontrar entonces los ecos, las consecuencias de aquel sacrificio mayor? Así nos preguntamos –aquel día y en los días siguientes, hasta hoy– los integrantes de este pequeño grupo que realizaba su viaje iniciático a estos territorios (para nosotros sagrados) de la historia americana.  Habrá muchos lugares, sitios, ideas, sentimientos donde buscarlos –y en algunos de ellos seguramente los encontraremos.  Para nosotros esos ecos aparecieron  en la realidad actual de nuestro Continente, que es otra: en la naciente y creciente necesidad de integración basada en los imperativos geopolíticos de esta época, pero en los que también podría/puede tener cabida y desarrollarse el valor humano que nos mostraba, como guía, aquel melenudo asmático y magnífico que terminó sus días (pero no) en la escuelita humilde que acabábamos de visitar. La realidad cambiante de nuestro Continente no se logró por el triunfo en aquellos combates que hoy podrán verse con admiración, escepticismo o extrañeza, pero no se hubiera logrado (como no se lograrán las metas futuras a las que muchos aspiramos) sin las enseñanzas creadoras y éticas de aquellos combates. Y aparecieron también esos ecos en otros signos pequeños, cotidianos, como la conversación con Gonzalo, el guía de turismo, cuyos padres desconfiaron y rechazaron la idea y la presencia de aquel extranjero que llegaba a inmiscuirse, sabe Dios con qué propósitos, en la pacífica modorra de la vida boliviana de los sesenta. El mismo Gonzalo que después trabajó, como joven peón, en las excavaciones de la pista del aeropuerto vallegrandino donde finalmente aparecerían los restos del Che y sus compañeros de lucha, y que después leyó, estudió, hasta tener los conocimientos y la comprensión de aquellos hechos que ahora comparte con los visitantes que llegan para cumplir un viaje iniciático o simplemente para conocer, en el terreno, los escenarios de aquellos acontecimientos históricos. En otras edificaciones de La Higuera encontramos también la presencia de aquel valor humano. Annia y Hubert, la pareja de médicos cubanos que atienden  las instalaciones de salud en el pueblo, contribuyen también, como otros miembros del personal médico cubano en diversas regiones bolivianas, al mantenimiento físico de esos sitios donde quiere conservarse la memoria histórica de aquellos combates y las enseñanzas éticas y humanas que puedan llegar hasta hoy.  Conservar los libros de la pequeña Biblioteca Che Guevara, reunir y compartir poemas de autores latinoamericanos en uno de los salones del Alojamiento comunal La Higuera del Che donde residen, o iluminar las piedras que rodean los monumentos que los artistas o el pueblo mismo colocaron en la plaza, son algunas expresiones de aquellas aspiraciones guevarianas que hoy muchas veces inspiran las justas indignaciones de tantos habitantes del planeta. Semejantes interrogaciones, búsquedas, hallazgos acompañaron nuestro viaje de regreso a Vallegrande, en la misma truffy invencible, a pesar de la lluvia, la neblina y las nubes bajas, en manos del mismo chofer, ahora menos soñoliento, que bordeaba las cornisas huyéndole a las piedras que se desprendían de las paredes de la montaña mientras miraba y disfrutaba la risa de su hijita en el asiento de al lado. Esa  noche encontramos, junto a varios integrantes de la brigada médica y diplomáticos cubanos, a otra persona que iba a recorrer, al día siguiente, el camino de Vallegrande a La Higuera. Era Sareska Pantoja, hija de Orlando –Olo en la Sierra Maestra, Antonio en la guerrilla boliviana–, quien iba a realizar su viaje iniciático: mucho más importante, mucho más definitivo que el nuestro, aunque bordeáramos las mismas cornisas y contempláramos la misma lluvia interminable sobre el parabrisas. Esa noche, en el sitio donde se alojan los médicos cubanos en Vallegrande, hubo anécdotas y cuentos y canciones y recuerdos tristes y repaso de vidas y creo que también algo del valor humano que nos vino acompañando desde La Higuera.

Decorano in Bolivia i presidenti di Cuba e Venezuela

La Confederazione Nazionale delle Giunte vicinali della Bolivia ha decorato i  presidenti di Cuba, Raúl Castro, e del Venezuela, Hugo Chávez, per l’appoggio solidale dei due paesi allo sviluppo dei programmi di beneficio sociale per il popolo boliviano. Durante la chiusura di un incontro di questa organizzazione, effettuato a Cochabamba, con la presenza del presidente Evo Morales e migliaia di membri di queste giunte vicinali, i Presidenti di Cuba e del Venezuela sono stati dichiarati “Onorevoli vicini”, per il loro aiuto allo sviluppo dei programmi sociali in Bolivia.  Le due medaglie sono state consegnate ai rappresentanti diplomatici di Cuba, Rolando Gómez, e Venezuela, Cris González. L’ambasciatrice venezuelana ha segnalato il saluto del suo popolo e della Rivoluzione bolivariana per tutti i boliviani e il ringraziamento a nome del presidente Hugo Chávez per il riconoscimento concesso. Cris González ha anche risaltato l’eccellente stato di salute del presidente venezuelano e le conquiste  del paese sudamericano nei 13 anni di Rivoluzione, soprattutto nella lotta contro la povertà e le conseguenze negative del neoliberalismo, sottolineando l’appoggio  e la solidarietà di Cuba nel campo della salute e dell’educazione, ed ha portato l’esempio della Scuola Internazionale Latinoamericana di Medicina – ELAM.

LA VITTORIA STRATEGICA 20: La sconfitta  di Sánchez Mosquera

Il 20 luglio a mezzogiorno, quando non si era ancora arresa la truppa di Jigüe, scrissi in un messaggio al Che: “Dobbiamo solo sopportare i bombardamenti di oggi....