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L'associazione, si prefigge una serie di obbiettivi da raggiungere grazie alla partecipazione fattiva di tutti i soci. Incontri, eventi politico-culturali, sponsorizzazioni di iniziative di solidarietà mirata con Enti dell'isola, speciali convenzioni e quant'altro possiamo organizzare anche, e soprattutto, con il contributo di chi parteciperà alla vita associativa. Pensiamo che non ci siano limiti nel poter fare qualcosa di fattivo a favore di Cuba senza dimenticarsi della realtà italiana che rimane il fulcro dal quale partire per ogni iniziativa. Ti invitiamo a raggiungere la sezione delle pagine dedicate all'associazione per saperne di più.
La CTC reclama la libertà dei Cinque Un incontro per la libertà e il ritorno nella Patria dei Cinque Eroi si è svolto nella sede della Centrale dei Lavoratori di Cuba e si è sommato alla grande campagna mondiale che organizzano il 5 di ogni mese le centinaia di comitati di solidarietà organizzati a favore del giusto reclamo, dai più differenti luoghi del pianeta. Rompere il silenzio mediatico che impedisce di far conoscere il caso di Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René, soprattutto negli Stati Uniti, e far giungere alla Casa Bianca la domanda per la loro immediata liberazione, formano parte dei propositi che si perseguono in queste giornate mensili per, come reitera il richiamo del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque cubani: “Chiedere nuovamente al presidente Obama che usando le sue facoltà conferite dalla Costituzione degli Stati Uniti, come avvocato, come padre, come figlio, come marito, come Premio Nobel della Pace, metta fine a questa colossale ingiustizia e liberi i Cinque...ADESSO!” A Cuba questo incontro organizzato dal movimento sindacale ha terminato la giornata di celebrazioni del Primo Maggio e in tutte le province dell’Isola si organizzano simili manifestazioni.
EL
TOMÁS BORGE QUE YO CONOCÍ
Por Jorge Jorge González Commemorazione a Santiago di Cuba del centenario della rivolta e del massacro degli Indipendenti di Colore A un secolo dalla rivolta degli Indipendenti di Colore che terminò con il massacro di 3000 negri e meticci in tutta l’Isola, gli intellettuali cubani commemoreranno quegli avvenimenti con la realizzazione di un Forum di analisi storica e la pubblicazione di saggi che analizzano diversi angoli del tema. Il Comitato Provinciale della UNEAC -Unione degli Scrittori e Artisti di Cuba - a Santiago, ha convocato storiografi, scrittori e comunicatori di tutta Cuba ad un colloquio che si svolgerà da mercoledì 16 maggio, per tre giorni, in questa città, con il titolo “ Il 1912 nella memoria”. Organizzato in gruppi di dibattito, l’incontro conterà con gli interventi speciali del dottor Eduardo Torres Cuevas, direttore della Biblioteca Nazionale José Martí, e di Heriberto Feraudy, presidente della Commissione Aponte della UNEAC. Rodulfo Vaillant, presidente de la UNEAC a Santiago, ha spiegato a Granma che non si tratta unicamente di mettere in rilievo i disaccordi delle linee del Movimento degli Indipendenti di Colore e della situazione politica e sociale che derivò nel sollevamento e nel massacro che eseguì l’esercito, con altre forze repressive del regime neocoloniale, ma anche di valutare gli apporti dei negri e dei mulatti alla costruzione dell’identità nazionale e della conquista dell’indipendenza, che furono taciuti durante i primi decenni della falsa repubblica. Vaillant, noto autore musicale, ha ricordato che è un dovere riscattare e preservare la memoria storica in tutta la sua complessità e ricchezza, per consolidare l’unità su cui si sostenta la Rivoluzione. Per questo verrà pubblicato un tabloide con gli articoli di investigatori di Santiago sulla rivolta e il suo contesto ed anche il libro - delle Ediciones Caserón, della UNEAC di questo territorio orientale “Por la identidad del negro cubano”, coordinato da Sandra Estévez, Pedro Castro e da Olga Portuondo che ha ricevuto il Premio Nazionale di Scienze Sociali per i suoi notevoli apporti di tutta una vita in questo campo. Correa: L’America Latina vive in consenso senza Washington Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha affermato che l’America Latina sta passando dal dominio del consenso di Washington ad una vita di consenso senza Washington ed ha spiegato che era chiaro e prevedibile quello che è accaduto nel detto Vertice delle Americhe a Cartagena, in Colombia, cercando di tralasciare i temi che sono di reale importanza per i popoli dell’America Latina, tra questi il blocco contro Cuba, e le Isole Malvine. In un’intervista concessa alla catena televisiva CNN nel Palazzo di Carondelet, Correa ha reiterato che Cuba è una nazione che è stata esclusa da questo foro continentale per le pressioni degli Stati Uniti e del Canada. “Un paese americano, per il capriccio di un altro paese, è stato escluso dal Vertice delle Americhe e allora che lo si chiami in qualsiasi altro modo: conversazione con gli Stati Uniti, ma che non lo si chiami Vertice delle Americhe!”, ha dichiarato. Poi ha ricordato che nel 2009, a Trinidad y Tobago, si era parlato della necessità di una piena integrazione di Cuba in questo Foro, ma che sino ad ora non è stato fatto nulla: “E per questo non andare in Colombia è stata una decisione radicale, ma necessaria”, ha spiegato. Correa ha assicurato che una delle azioni immediate che si dovranno fare in materia di diritti umani a livello continentale, è che gli Stati Uniti chiudano la base militare di Guantánamo, imposta nell’isola di Cuba. Rispondendo al presidente statunitense, Barack Obama, che ha criticato la disposizione di Cuba per il rispetto dei diritti umani e democratici del popolo, Correa ha commentato: “Meraviglioso! Allora che eliminino la base di Guantanamo, perchè non c’è maggior aggressione dei diritti umani che quella alla sovranità d’un paese”. “Io rispetto molto il presidente Obama e lo considero una buona persona, ma non sono d’accordo con un certo atteggiamento relazionato alla politica internazionale. Chi è lui per trasformarsi nell’arbitro del bene del male? Per decidere cos’è dittatura e cos’è democrazia? Basta già! Io credo che la storia ci ha insegnato abbastanza sulla doppia morale degli Stati Uniti in quanto a relazioni internazionali!” “Non è corretto pensare che la democrazia occidentale è il solo modello da seguire; in questo contesto, i primi a sapere che cambi necessita Cuba sono le sue autorità e il suo popolo. Nessuno può imporre questi cambi, e loro decideranno sovranamente”, ha indicato ed ha aggiunto che è chiaro che l’assedio commerciale a questo paese è una violazione del diritto internazionale, dei diritti umani e della sovranità di Cuba. “I discorsi dei paesi come gli Stati Uniti riflettono una doppia morale, perchè parlano tanto di diritti umani, ma quale peggiore attentato ai diritti umani delle torture a Guantanamo?” Uruguay: allarme per le manovre contro Cuba La Commissione Nazionale delle Organizzazioni Sociali dell’Uruguay (Conosur) ha avvisato dell’esecuzione di manovre contro Cuba, che si svilupperanno soprattutto nel prossimo periodo di sessioni del Comitato contro la Tortura della ONU. In una dichiarazione emessa sabato 28, Conosur ha avvertito di “canagliate contro la legislazione cubana e falsità su presunte repressioni degli oppositori politici e dei diritti umani nell’Isola”. Dietro a questo tentativo c’è la persistente campagna d’ostilità del governo degli Stati Uniti, con l’intenzione di diffamare e mostrare un clima di destabilizzazione nell’Isola. Per questo si finanziano e orientano persone per commettere azioni illegali e alterare l’ordine, a volte con violenza, per abusare poi nei meccanismi ufficiali della ONU. Conosur ha esaltato la dignità, l’autodeterminazione, la sovranità e il processo proprio del popolo cubano, i suo lavoro e la volontà di porre l’essere umano al centro del sistema. L’entità ha segnalato l’impegno di Cuba con lo sviluppo e la felicità della popolazione, promuovendo gli sforzi nella cultura, nell’educazione e nella sanità. Noi denunciamo questa intenzione imperiale che, attraverso i suoi lacchè, vuole che nella ONU, il Comitato contro la Tortura attacchi Cuba, aggiunge il messaggio. Conosur previene su questo tentativo di distorsione della realtà ed emette un’allerta sulla sudicia campagna che nel mese d’aprile e maggio replica le menzogne in tutto il pianeta, si legge nella dichiarazione. L’istituzione ha reclamato la liberazione dei Cinque Patrioti dell’Isola, ingiustamente reclusi nelle prigioni nordamericane, perchè “loro sì che sono veramente vittime delle più diverse violazioni verso un essere umano”. USA: Sempre più forti le restrizioni per i viaggi a Cuba Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha raddoppiato la supervisione dei viaggi a Cuba ed ha annunciato che la violazione delle restrizioni sarà punita con multe sino a 65.000 dollari e anche con la sospensione delle licenze. In un comunicato dell’Ufficio di Controllo degli Attivi stranieri -OFAC - iscritto al Tesoro, il governo del presidente Barack Obama aveva avvertito nel mese di marzo scorso che avrebbe realizzato rappresaglie di fronte a qualsiasi tentativo di fare turismo, contro la politica della Casa Bianca. La minaccia di Washington era motivata da annunci che suggerivano opzioni su come usare il tempo libero, indirizzate ai viaggiatori che vanno a Cuba, come attività al di fuori dei programmi d’educazione... Il OFAC ha sottolineato che questo si può pagare anche con la sospensione della licenza. L’attualizzazione delle proibizioni si applica a cittadini statunitensi senza vincoli familiari con cubani. Secondo gli analisti politici, questo avviso sul carattere non turistico delle licenze di viaggio, ubbidisce alle pressioni ricevute dai legislatori conservatori della ultra destra cubano-americana contro gli scambi culturali ed educativi. Questa risoluzione segue una domanda del senatore repubblicano per la Florida Marco Rubio, che ha chiesto al Congresso maggiori controlli degli itinerari e dei programmi in generale. Nel gennaio del 2011, Obama permise che le compagnie aeree e le agenzie potessero organizzare viaggi per l’Isola, ma solo con fini culturali ed educativi. Nonostante questo, le prime licenze furono concesse dal OFAC solo sei mesi dopo, mentre la congressista Ileana Ros-Lehtinen sollecitava dal Tesoro misure anticubane più severe per questa voce legislativa. LA VITTORIA STRATEGICA 21: Vittoria a Vegas de Jibacoa
Nel
messaggio già citato, che avevo inviato al Che il 20 luglio, poche ore
prima della resa del Battaglione 18 a Jigüe, gli avevo annunciato che
avremmo intrapreso due operazioni simultanee contro le forze nemiche,
a Santo Domingo e a Vegas de Jibacoa, e gli avevo anticipato che lui
sarebbe stato al fronte di quella seconda missione.... |
I cubani negli USA domandano relazioni normali con l’Isola I cubani residenti negli Stati Uniti hanno domandato a Miami la normalizzazione dei viaggi nel loro paese d’origine ed hanno condannato quello che considerano un attacco terrorista contro un’agenzia per voli charter verso Cuba. Un centinaio d’automobili hanno formato una carovana, convocata dall’Organizzazione formata dalla coalizione Alianza Martiana e dalla Lega di Difesa Cubano-americana, come risposta ad un attentato avvenuto venerdì 27 aprile contro gli uffici della Airline Brokers. Il giornalista e direttore della pubblicazione Areito Digital, Andrés Gómez, ha indicato che i partecipanti considerano che questa azione terroristica è stata perpetrata non solo contro la sede della compagnia, ma anche contro il diritto degli emigranti cubani di visitare Cuba. Con bandiere e manifesti attaccati agli sportelli delle macchine, che portavano anche la scritta “Sì ai viaggi a Cuba” e “No al terrorismo”, la carovana ha percorso 20 chilometri per le strade principali di Miami, ha precisato Gómez. La gran maggioranza delle automobili che incrociavano la carovana ha espresso il suo appoggio suonando il clacson, ma la stampa di Miami, fedele alla sua natura più che reazionaria, ha ignorato tutta la manifestazione, ha puntualizzato ancora Gómez. “Vogliamo far sapere nel modo più energico che condanniamo l’azione terroristica che ha distrutto gli uffici della Airline Brokers", hanno detto gli organizzatori convocando la carovana. Queste istituzioni hanno anche domandato ai congressisti delle due camere e ai funzionari pubblici eletti dello stato della Florida, di pronunciarsi contro l’attacco terroristico. L’incendio è considerato dai cubani residenti negli Stati Uniti, un’azione contro alcune modifiche per flessibilizzare i viaggi a Cuba, adottate dal Presidente Barack Obama, anche se le norme del blocco economico, commerciale e finanziario si mantengono intatte. Si tratta di un tentativo per far indurire le pressioni sull’Isola, che durano da più di mezzo secolo. Questa settimana il governo dello stato della Florida ha deciso di proibire l’accesso a fondi pubblici per le imprese straniere che mantengono vincoli commerciali con Cuba. La legge firmata dal governatore della Florida Rick Scott entrerà in vigore il 1º luglio, ma è considerata anticostituzionale dai settori statunitensi perchè s’immischia nelle attribuzioni federali riferite alle relazioni internazionali, ed è quindi fattibile la sua impugnazione. I Legislatori di Cuba e del Messico contro il blocco e per i Cinque Parlamentari del Messico e Cuba hanno dichiarato da L’Avana che il governo degli Stati Uniti deve eliminare il blocco contro l’Isola e rimandare in Patria i Cinque combattenti antiterroristi, che sono reclusi dal 1998. Una Dichiarazione Congiunta, firmata al termine della XIII Riunione Interparlamentare Cuba-Messico, segnala che la continuità del blocco economico, commerciale e finanziario imposto all’Isola delle Antille da più di mezzo secolo e che apporta tanta sofferenza alla popolazione “è un’azione d’irresponsabilità e un crimine”. Rispetto al caso di Gerardo Hernández, Fernando González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e René González, i legislatori hanno espresso il loro appoggio alla causa per la loro libertà ed hanno reclamato che dopo tanti anni d’ingiusta reclusione per delitti mai commessi, devono ritornare in Patria, definitivamente liberi. Ricardo Alarcón de Quesada e José González Morfín, presidenti dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare cubana e del Senato messicano, in quest’ordine, con le delegazioni dei due rispettivi paesi, hanno firmato il documento alla chiusura di due giorni di scambio e fruttifero dibattito, a L’Avana. Letta dai deputati Carlos Flores, co-presidente della rappresentazione del Messico, e dal cubano Tubal Páez, la Dichiarazione Congiunta segnala il contributo di queste riunioni periodiche per la diplomazia parlamentare e per i legislativi delle due nazioni, e per la ricomposizione e al rinforzamento dei vincoli bilaterali. Il documento segnala i diversi temi trattati, come il cambio climatico ed in particolare il fenomeno degli uragani, una terribile minaccia per Cuba e il Messico, a cui si deve lavorare sempre più, affrontandoli per minimizzare i danni e soprattutto preservare le vite umane. La necessità d’una maggior cooperazione per lo sviluppo, l’uso razionale delle fonti rinnovabili d’energia sono stati altri tema dell’agenda e ugualmente i parlamentari hanno espresso il loro impegno con l’auge dei progetti di scambio e della collaborazione bilaterale, nell’ambito dell’educazione, la cultura, la scienza e lo sport. Sono molte le ragioni e gli spazi nei quali si può e ed è urgente lavorare sino da ora, per assicurare che questi vincoli storici che uniscono i due popoli si rinnovino e s’irrobustiscano, come un patrimonio vitale al servizio delle future generazioni di messicani e cubani, sottolinea la Dichiarazione. La XIII Riunione Interparlamentare ha guardato questo lato del pianeta, coincidendo che il destino della regione si basa nello storico desiderio d’integrazione, appoggiando il processo di costituzione e sviluppo della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi – CELAC. Prima di firmare la Dichiarazione, Alarcón de Quesada e González Morfín hanno segnalato l’ambiente di fraternità e serietà, il dialogo ampio e aperto senza chiusure, sui più diversi temei d’interesse blaterale e l’alto livello di coincidenze nelle questioni fondamentali ottenute nell’incontro. “Grazie Cuba per tanta ospitalità e tanto affetto”, ha detto il presidente del Senato messicano ed anche Alarcón de Quesada ha ringraziato la delegazione del vicino paese per la solidarietà manifestata con le cause che per il popolo cubano sono motivazioni d’onore e di principio. Denunciato tentativo di colpo di Stato contro il governo di Evo Morales Il capo del gruppo del Movimiento Al Socialismo (MAS) nella Camera dei Deputati, Roberto Rojas, ha avvertito di un tentativo di colpo di Stato e d’una cospirazione orchestrata dal Movimiento Sin Miedo (MSM) e da Unidad Nacional (UN), partiti all’opposizione del governo del presidente Evo Morales, assieme ad alcuni settori mobilitati. Rojas ha informato che il gruppo del MAS ha realizzato un’analisi politica e congiunturale dei conflitti tra i quali la nona marcia convocata dalla Federazione dei Popoli Indigeni della Bolivia - CIDOB – e la mobilitazione della Centrale Operaia Boliviana - COB - e le domande del settore della salute che a loro giudizio sono parte d’una cospirazione. Questa denuncia è sostenuta con le dichiarazioni della deputata del MSM Marcela Revollo, che ha ammesso il finanziamento di questo partito politico alla nona marcia della CIDOB che è partita da Trinidad verso La Paz con le parole d’ordine di protezione dei territori indigeni, della biodiversità e il rispetto della Legge Breve di protezione del territorio indigeno Parco Nazionale Isiboro Sécure (TIPNIS) e la derogazione della legge di consultazione degli abitanti di questo Parco Nazionale. “Abbiamo udito chiaramente le dichiarazioni piene di menzogne della deputata Revollo che ha ammesso che lei sta finanziando: lei dice che vende schede e fa affari con i sentimenti dei popoli indigeni originari e contadini”, ha denunciato. Rojas ha anche criticato le dichiarazioni del leader del UN, Samuel Doria Medina, che ha detto che si deve impiccare Morales come successe con l’ex presidente Gualberto Villarroel (1944-46). Il capo del UN ha fatto una dichiarazione riferita a coloro che vogliono impiccare il presidente, come avvenne con Villarroel, ed ha citato alcuni dirigenti della città di El Alto che stanno pensando d’impiccare il presidente, ha allarmato. Secondo lui questa cospirazione contro il governo è accompagnata da settori sociali come la COB e i medici, che esigono l’attenzione su un documento che non è in accordo con la realtà del paese, con un incremento di salario di più di 8000 boliviani e l’annullamento delle otto ore di lavoro per questo settore della sanità. Appuntamento degli amanti delle orchidee a Cuba Soroa, nella provincia di Artemisia, il maggiore vivaio di orchidee cubano, abbellisce i propri sentieri e le aree espositive per ricevere botanici e collezionisti di vari continenti, che parteciperanno all’ottavo seminario internazionale dedicato all’Aristocratica dei Fiori. Insieme al restauro dei giardini e dei padiglioni coperti con sottili teli, gli specialisti organizzeranno la sessione teorica dell’incontro –che si terrà dal 23 al 25 del prossimo ottobre- , e i percorsi nella Sierra del Rosario, Riserva della Biosfera. Visitata ogni anno da circa 14 mila turisti stranieri, in maggioranza provenienti da Europa e Nord America, la località (76 km ad ovest de L’Avana) custodisce 500 specie della curiosa pianta, tra native ed esotiche. Gli organizzatori hanno annunciato nelle dichiarazioni a Prensa Latina che, nei dibattiti e le conferenze, i partecipanti esporranno esperienze e risultati investigativi sull’ecologia, la conservazione e la gestione, riproduzione in vitro, biologia molecolare, fitopatologia e fitogeografia. Ci aspettiamo la presenza di accademici e collezionisti provenienti da vari paesi tra cui gli Stati Uniti, Messico, Giamaica e Venezuela, ha anticipato l’ingegner Rolando Pérez, coordinatore dell’evento. Ha commentato che l’appuntamento propizierà riflessioni su temi vitali per la preservazione e la proliferazione dell’abbondante famiglia, che conta con oltre 25 mila specie nel pianeta. A Cuba esistono circa 300 varietà, quasi un terzo delle quali localizzate in questa provincia e la vicina Pinar del Río. Le esplorazioni nella zona permetteranno di constatare la diversità delle popolazioni trovate nella Sierra del Rosario, scenario nel quale si trova il vivaio, e nell’occidentale penisola di Guanahacabibes, ha precisato l’esperto. Le prime piantine giunsero a Soroa nel 1943, acquistate dall’avvocato spagnolo Tomás Felipe Camacho, il quale incrementò la collezione, che attualmente gode di grande prestigio internazionale. Continua il massacro dei giornalisti Il presidente dell’Honduras, Porfirio Lobo, ha offerto una ricompensa di 150.000 dollari a chi darà informazioni sugli assassini di un giornalista, il cui cadavere è stato ritrovato a sud di Tegucigalpa. Il governo pagherà questa taglia di tre milioni di lempiras (153.000 846 dollari per l’esattezza) per le informazioni valide che conducano alla cattura degli autori dell’assassinio del giornalista, ha affermato il portavoce dell’esecutivo. L’omicidio di Alfredo Villatoro, coordinatore dei telegiornali di Radio HRN, ha portato a 26 il numero dei giornalisti uccisi in Honduras dopo il colpo di Stato del 2009, e il rapimento dell’ex presidente Manuel Zelaya. 23 giornalisti sono stati assassinati con il governo di Porfirio Lobo. La polizia ha informato che il giornalista di 47 anni, è stato sequestrato da sconosciuti la scorsa settimana, mentre si dirigeva al lavoro ed il suo cadavere è stato ritrovato con due spari nella testa . Questo paese centroamericano ha registrato nel 2011 un tasso annuale di omicidi di 86,5 per ogni 100.000 abitanti, una dei più alti del mondo. Il coccodrillo cubano nella Ciénaga di Zapata Una spedizione scientifica che ha analizzato nel gennaio di quest’anno la conservazione del coccodrillo Rhombifer, conosciuto come coccodrillo cubano - che ha un habitat ristretto e si riproduce nella Ciénaga di Zapata a sud della provincia de Matanzas - ha analizzato, in situ, il lavoro di controllo da svolgere per preservare questa specie. Gli esperti hanno constatato che per la preservazione di questa zona, l’Organo del Ministero di Scienza, Tecnologia e Medio Ambiente incaricato di fiscalizzare il maneggio di questi animali dispone di vari avalli economici internazionali, per fomentare la riproduzione di questi esemplari. Il coccodrillo Rhombifer è una delle specie più piccole di quelle che si sconoscono e per constatare la situazione di questi animali si stanno realizzando monitoraggi sul habitat nella Penisola di Zapata, dove vive la maggior parte di questi rettili. La Ciénaga di Zapata, a Matanzas, è un Sito Ramsar, Area Protetta e Riserva della Biosfera, uno spazio della geografia cubana considerato la maggior zona paludosa più conservata di tutti i Caraibi. Nella zona ci sono attrazioni per i visitatori che non vanno perse: nel mezzo della laguna, tra una vegetazione ricchissima ed affascinante, si può visitare un villaggio Taino ricostruito, con personaggi ad altezza naturale, un allevamento di coccodrilli e c’è anche la possibilità di gustare la squisita carne di questi grandi rettili. Reclamata la libertà per i 5 antiterroristi in 25 paesi Numerose attività di solidarietà in 25 paesi hanno accompagnato la chiusura della Campagna internazionale “Cinque giorni per i Cinque”, che reclama la liberazione degli antiterroristi condannati negli Stati Uniti. Anche se le giornate iniziate il 17 aprile hanno avuto come scenario principale Washington, le espressioni d’appoggio alla causa di Gerardo Hernández, Fernando González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e René González sono avvenute nei più diversi punti del mondo. I membri del Movimento Messicano di Solidarietà hanno realizzato un meeting davanti all’ambasciata degli Stati Uniti, nella capitale del paese, ed hanno gridato parole d’ordine in appoggio alla libertà dei Cinque ed hanno distribuito volantini con la spiegazione del caso. Il movimento russo Vinceremo si è riunito davanti alla missione diplomatica di Washington a Mosca ed ha consegnato una dichiarazione indirizzata al presidente degli USA, Barack Obama. A Puerto Rico, una ventina d’organizzazioni hanno diffuso una dichiarazione congiunta che esige dall’amministrazione della Casa Bianca la scarcerazione immediata di tre prigionieri politici portoricani e dei Cinque antiterroristi cubani. “Obama: libera i Cinque, già”, è stata la domanda dei guatemaltechi solidali con i combattenti cubani davanti all’ambasciata degli Stati Uniti in questo paese. “Anche Germania, Argentina, Australia, Belgio, Bolivia, Brasile, Cile, Costa Rica, El Salvador, Spagna, Italia, Nicaragua, Perú, Regno Unito, Turchia, Svezia e Ucraina sono stati paesi sede di azioni di solidarietà”, ha informato Graciela Ramírez, coordinatrice del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque. “La campagna, ha aggiunto, vuole richiamare l’attenzione sul caso, coinvolgere persone che non lo conoscono ancora e bussare alla porta del Congresso degli Stati Uniti, per chiedere che prestino attenzione all’ingiustizia e la facciano terminare. Fiera Internazionale del Turismo 2012. Sostenuto incremento del turismo cubano Nel 2012, il numero dei visitanti a Cuba è cresciuto del 5,2 % rispetto all’anno precedente. Questa è stata una delle notizie diffuse durante l’inaugurazione della XXXII edizione della Fiera Internazionale del Turismo, che ha iniziato le sue attività a Cayo Santa María, a Villa Clara. In questa occasione, il ministro del ramo, Manuel Marrero Cruz, ha spiegato che sino al mese di aprile è giunto nell’Isola un totale di 1 milione 240 784 turisti. Tra i principali paesi esportatori di turismo ci sono il Canada e la Francia, oltre all’Argentina, nazione che è cresciuta del 50%, la Russia, la Germania, il Messico, l’Olanda, la Colombia e il Brasile, che mostrano una crescita continuata, ha sottolineato Marrero, spiegando che questo sviluppo sostenuto si deve all’interesse di Cuba per promuovere visite più complete e comprensive di molti interessi, e che non includono solo l’opzione di spiaggia e sole, ma storia, natura, cultura ed eventi, ragioni che hanno fatto crescere la domanda di questo tipo di turismo, soprattutto nelle città patrimonio della nazione. Marrero ha annunciato che per rispondere a questa domanda si prevede d’iniziare in breve tempo un gruppo d’investimenti a Viñales, Santa Clara, Remedios, Cienfuegos, Bayamo, Camagüey, Ciego de Ávila, Baracoa, Trinidad e a L’Avana, per ampliare la capacità alberghiera di questi territori. Il ministro del Turismo ha anche segnalato che attualmente Cuba conta con un totale di 128.626 abitazioni, il 63 % delle quali si trova in hotels a quattro e cinque stelle, con una mostra di elevato confort di queste installazioni. “Così come questo impetuoso sviluppo, avanza la modernizzazione dell’aeroporto di Varadero e del 2º Terminal del José Martí a L’Avana, ha detto, ed ha annunciato che si prepara già un ampliamento della pista dell’Abel Santamaria di Santa Clara, che sarà in condizione di ricevere aerei di grande stazza. Presentato in Venezuela il libro “Abril sin censura” Il ministro del Potere Popolare per la Comunicazione e l’Informazione del Venezuela, Andrés Izarra, ha presentato il libro “Abril sin censura”, di Germán Sánchez Otero, ambasciatore di Cuba a Caracas durante il colpo di Stato nell’aprile del 2002, riporta AVN. Nel teatro Principale di Caracas, Izarra ha spiegato che la presentazione del testo è un omaggio al popolo venezuelano che durante il colpo di Stato ha scritto una pagina importante nella storia contemporanea. “ Questo è un libro che presentiamo all’opinione pubblica venezuelana e latinoamericana, come omaggio alla vittoria popolare, e contiene, con molti altri documento importanti, la trascrizione integra della conversazione tra Fidel Castro e Hugo Chávez, alla mezzanotte del 12 aprile del 2002, quando i golpisti si sentivano padroni della situazione”, ha commentato. Il presidente Chávez, attraverso la rete sociale Twitter, ha inviato un saluto: “ Mando un saluto a voi tutti lì, al battesimo del libro di Germán Sánchez Otero. Eccellente il tuo libro fratello Germán!", ha scritto il presidente. “Il prologo del testo è stato scritto dal giornalista José Vicente Rangel, che nel 2002 era ministro della Difesa”, ha detto ancora l’autore, segnalando che la restituzione del governo democratico del presidente Hugo Chávez avvenne grazie al popolo, alla mobilitazione del popolo e che questo “ ci rese felici a Cuba”. “Fummo molto contenti di sapere che questa Rivoluzione, che i nemici del Venezuela volevano assassinare in maniera macabra e violenta, era ritornata”, ha riportato Telesur. “Come tutto il popolo del Venezuela fummo vittime di quella zampata fascista”, ha assicurato l’autore. Chávez avverte l’oligarchia di non ripetere il colpo dell’aprile del 2002 Il presidente Hugo Chávez ha consigliato i settori più conservatori del Venezuela di non ripetere le azioni dell’11 aprile del 2002, quando perpetrarono un colpo di Stato contro il Governo legalmente costituito. “Che non si sbaglino di nuovo, ha avvisato il presidente, perchè se lo faranno, noi non ci equivocheremo”. Poco dopo il suo ritorno in Venezuela, proveniente da L’Avana dove ha terminato il terzo ciclo di radioterapia, il presidente si è riunito con vari membri del suo gabinetto per realizzare una conversazione su quello che avvenne nell’aprile di dieci anni fa. “L’11 aprile del 2002 fu un giorno che marcò la storia venezuelana, ha detto, iniziando la conversazione che è stata trasmessa in diretta ed in catena nazionale dalla Venezolana de Televisión. Chávez ha chiesto a José Vicente Rangel, lì presente, la sua opinione sul momento in cui cominciarono i preparativi per il colpo di Stato perpetrato dall’oligarchia venezuelana, con l’appoggio degli Stati Uniti e dei media privati di diffusione, oltre che alcuni ufficiali della cupola militare. “Il 6 dicembre del 1998, quando lei vinse le elezioni, cominciarono quei preparativi, ha detto Rangel, che allora era ministro alla Difesa. “Esistevano vari piani, ha spiegato, ed il primo era assassinare Chàvez nel Palazzo di Miraflores. Dato che quel piano fallì e fallì anche il colpo, che era il secondo piano, misero in pratica il terzo, cioè il fermo dell’industria petrolifera”. Riferendosi ai due primi piani, Chávez ha commentato che fallirono per la reazione del popolo venezuelano, che uscì per le strade a reclamare la restituzione del suo presidente di fronte al Governo. “Mi sommo all’omaggio a coloro che diedero la vita per salvare questo soldato”, ha affermato Chávez, riferendosi ai morti di quei giorni di lotta contro i golpisti. Inoltre ha segnalato che con il rovescio del colpo si ottenne l’equazione perfetta guidata dall’ unione civico-militare. “L’impero e la borghesia nel 2002 fecero sì che si coniugasse l’equazione perfetta, l’unione civico-militare, e ed è quello che avverrebbe di nuovo”, ha reiterato Chávez che ha insistito avvisando al borghesia e coloro che la sostengono di non ripetere quello che fecero nel 2002, ed ha sottolineato che: “Questa non è una rivoluzione disarmata!” Forte presenza delle ‘Maras’ anche in Guatemala e Honduras Gli appartenenti alle ‘Maras’, le bande di delinquenti, sommano un totale di almeno 64.000 in El Salvador e sono quasi il doppio degli agenti di polizia e dei militari sommati, indicano le cifre date ufficialmente dalle autorità. Paragonati con la Polizia Nazionale Civile (PNC), i membri delle bande sono più del triplo, in accordo con i dati diffusi dal quotidiano digitale La Página. La PNC e il gabinetto di Sicurezza Pubblica conoscono la forma, i movimenti e i dati generali di coloro che formano le Maras nel paese, assicura la pubblicazione. Stando agli studi fatti in El Salvador, le bande cominciarono a formarsi negli anni ’90 del secolo scorso, con piccoli gruppi di giovani deportati dagli Stati Uniti, soprattutto dalla città di Los Angeles. Il presidente Mauricio Funes ha criticato di recente i governi precedenti dell’Alleanza Repubblicana Nazionalista -dal 1989 al 2009- di non aver agito a tempo e aver permesso che i piccoli gruppi si trasformassero nelle poderose strutture criminali attuali. Simili opinioni sono state espresse anche dal Procuratore Generale della Repubblica, Romeo Barahona. Il ministro di Giustizia e Sicurezza, David Munguía, considera che il 90% degli omicidi sono un prodotto delle rivalità tra due bande più forti: la Mara Salvatrucha (MS e MS-13) e Barrio 18 (M18). Gli omicidi hanno avuto una media quotidiana di più di 12 nel 2011, una percentuale lievemente più bassa nel marzo 2012 e una media di 14 delitti al giorno nei primi due mesi dell’anno. Le Maras hanno una forte presenza anche in Guatemala e Honduras, mentre Costa Rica e Nicaragua sono gli unici due paesi centroamericani che hanno saputo impedire lo sviluppo di queste violente organizzazioni clandestine. David Munguía ha dichiarato che si spera che grazie alle nuove misure adottate dal Governo attuale, si potranno ridurre almeno del 30% i livelli di criminalità in El Salvador. Un centro d’investigazione negli USA condanna il blocco contro Cuba Un importante centro d’investigazione degli Stati Uniti ha assicurato che il blocco mantenuto contro Cuba da più di mezzo secolo costituisce uno dei più gravi errori di Washington in politica estera. Nel settembre del 2011 il presidente Barack Obama ha rinnovato per un altro anno la politica di blocco implementata dal presidente John F. Kennedy nel 1962, con l’auspicio della Legge del Commercio con il Nemico del 1917. Il Consiglio dei Temi Emisferici (COHA, in inglese), con sede a Washington, ha segnalato il processo d’attualizzazione del modello economico cubano ed ha riferito le reiterate proposte del presidente Raúl Castro d’intavolare un dialogo rispettoso con gli Stati Uniti con uguaglianza di condizioni, incamminato a risolvere lo storico conflitto. “Gli USA però continuano con il loro appoggio irrazionale e imprudente a una politica che negli ultimi cinque anni ha dimostrato d’essere un errore inequivocabile”, ha dichiarato Alexander Frye, investigatore associato del COHA. “Il governo de L’Avana mantiene il suo governo socialista, come la Cina o il Vietnam, nazioni con le quali manteniamo relazioni diplomatiche ed economiche relativamente positive”, ha detto. Inoltre ha criticato la subordinazione della politica estera degli USA a settori della estrema destra anticubana, radicati nello stato della Florida. Questa situazione provoca a Washington una perdita di miliardi di dollari, per le mancate vendite a Cuba, dato che per la prossimità e il peso economico, gli Stati Uniti sono un socio naturale per il commercio con l’Isola”, ha sottolineato. Il COHA ha ricordato che l’assedio economico, commerciale e finanziario è costato all’Isola circa 975.000 milioni di dollari e che costituisce una violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale. “Se siamo disposti a dialogare con i governi dell’Iran e della Corea del nord, è ora che Washington ponga fine ai 50 di anni di rabbia nel caso di Cuba” ha affermato. “La guerra fredda è terminata e cinque decenni di blocco senza senso sono sufficienti”, ha concluso. Il COHA è un’organizzazione non governativa fondata nel 1975, che ha la missione di aumentare la visibilità dei temi dell’emisfero occidentale, incrementare l’importanza delle relazioni interamericane e fomentare la formulazione di politiche razionali e costruttive degli Stati Uniti verso l’America Latina. La Campagna per la libertà dei Cinque negli Stati Uniti Azioni di lobby e distribuzione d’informazioni nel Congresso hanno marcato a Washington la seconda giornata della Campagna “Cinque giorni per i Cinque”, che reclama dal governo statunitense l’immediata liberazione degli antiterroristi cubani, ha informato PL. L’iniziativa auspicata dal Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque Cubani durerà sino a sabato 22. Ieri ci sono stati incontri con senatori, rappresentanti e membri del Capitolio. “Le cause trascendono quando sono assunte e appoggiate non solo da un popolo, non solo da un individuo, ma da molti popoli e milioni di d’individui”, ha detto Jorge Bolaños Suárez, capo della Sezione d’Interesse di Cuba a Washington. Uno dei momenti più significativi sarà il dibattito “Obama: Give me Five”, il 20 e il 21, in cui si tratteranno temi come la necessità di porre fine al blocco degli USA contro l’Isola, l’eliminazione delle restrizioni di viaggio e la liberazione dei Cinque. Tra gli invitati, Padre Miguel d’Escoto, ex presidente dell’Assemblea Generale della ONU e come oratori l’ex diplomatico degli USA in Cuba, Wayne Smith, il giornalista cubano-americano José Pertierra e l’attivista nordamericana Cindy Sheehan. Per l’ultimo giorno di attività è annunciato l’arrivo di autobus da vari punti del paese, con cartelli, bandiere, manifesti, per inviare un forte messaggio al presidente Obama. “Il viaggio della libertà per i Cinque Cubani”, precisa la pagina digitale del Comitato. Il Parlamento del Nicaragua ha approvato una risoluzione che domanda al Governo degli Stati Uniti la liberazione dei Cinque. In accordo con un decreto letto dalla Prima Segretaria dell’Assemblea Nazionale, Alba Palacios, l’esigenza ha il proposito di rimediare l’ingiustizia e rendere possibile il ritorno immediato a Cuba di Fernando, Ramón, Antonio, Gerardo e René. Il deputato Carlos Emilio López ha ricordato che l’attuale dichiarazione è una reiterazione di quella approvata l’anno scorso, con la medesima richiesta, che Obama liberi immediatamente i Cinque Patrioti cubani.
LA STORIA DEL GIOCO D’AZZARDO SULL’ISOLA Con la “rivoluzione dei sergenti” del 1933 l’esercito cubano instaurò la dittatura di Batista, che raccolse inizialmente il consenso popolare grazie al varo di una serie di misure sociali e giuridiche a favore dei lavoratori. Nel giro di pochi anni, però, i cubani si ritrovarono nuovamente governati da politici corrotti, immorali e interessati esclusivamente al loro arricchimento personale: negli anni ’50 Cuba era diventata la capitale del gioco d’azzardo e della prostituzione. Numerosi esponenti della mafia americana giunsero in questo periodo sull’isola per acquistare alberghi e gestire le case da gioco e i bordelli, sfruttando il turismo proveniente dagli Stati Uniti. Alcuni dei casinò cubani più famosi del tempo erano gestiti da Meyer Lansky, un criminale statunitense di origini russe che venne ufficiosamente nominato da Batista “Ministro del gioco d’azzardo”. Quando l’azione di guerriglia guidata da Che Guevara determinò la capitolazione del dittatore nel 1958, le case da gioco furono saccheggiate e date alle fiamme. La notte di capodanno del 1958 Batista si diede alla macchia mentre Lansky, ignaro della rivolta in corso, stava celebrando i profitti dell’ultimo anno (3 milioni di dollari) nella sua villa da 440 stanze. Nel 1960 Castro nazionalizzò gli hotel-casino dell’isola e dichiarò illegale il gioco d’azzardo a Cuba, istanza tuttora in vigore. A Cuba, quindi, le case da gioco e i casinò online sono illegali: è bene ricordarlo per non trovarsi in una brutta, inaspettata situazione mentre si fa turismo sull’isola. La legislazione italiana in materia è più rilassata; dall’Italia è possibile collegarsi a siti certificati dal Monopolio di Stato (AAMS) come Betway per puntare e vincere soldi legalmente. La Quinta Giornata contro l’Omofobia Esposizioni, conferenze magistrali, esposizioni di lavori sulla salute sessuale, inclusione e diversità, sono alcune delle attività che danno inizio a L’Avana alla Quinta Giornata contro l’Omofobia. Con gli auspici del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (Cenesex), sino al 18 maggio si realizzeranno in tutta l’Isola importanti iniziative che includono la presentazione di libri, di riviste, proiezioni di documentari, pellicole, programmi radiofonici e televisivi sul tema, tra l’altro. Il sito digitale Cenesex presenta oggi, mercoledì 9, un dibattito intitolato “Verso una migliore salute sessuale 2012, con messa a fuoco sul HSH” guidato da Roger Staub, della Svizzera, e indirizzato ai responsabili dei programmi per Uomini che fanno sesso con uomini. Mariela Castro Espín, direttrice del Centro, impartirà nella Scuola Latinoamericana di Medicina una conferenza intitolata “L’ educazione sessuale nei processi di trasformazione sociale”. Si svolgerà venerdì 11, il seminario “Diritto e Orientamento sessuale nei Caraibi”, nell’ambito della Conferenza internazionale “Donne, genere e diritto”, che si svolge nell’Università de l’Avana. Mariela Castro Espín impartirà anche la conferenza: “Una Rivoluzione di sessualità, il genere e i corpi”, ed inoltre ci sarà un dibattito di esperti su “Sessualità e diritto”, sull’attenzione alla salute e alle persone transessuali, con la partecipazione di noti professori della Colombia e degli Stati Uniti. L’attività centrale per il Giorno Internazionale contro l’Omofobia, il 17 maggio, si svolgerà a Cienfuegos dove si organizzeranno una gala e una festa per la diversità. Tra le attività artistiche ci sarà anche la presenza di Cristiano Malgioglio, che è venuto a cantare a Cuba per l’occasione. Mantua, tra affetti di Italia e Cuba La città cubana di origine italiana, Mantua, rappresenta una sorta di spazio d’incontro tra i due paesi, secoli dopo la sua fondazione da parte di naviganti, probabilmente naufraghi, oriundi della nazione europea. Gli abitanti del luogo difendono con orgoglio le proprie radici con la ricerca di nuove prove che confermino l’arrivo dei marinai e la creazione del primo insediamento. Gli storici rispolverano i fascicoli degli archivi parrocchiali, nei quali risultano registrati una ventina di cognomi italiani come Pitaluga e Fiorenzano, per seguire la scia di supposizioni e leggende, tessute nel tempo. E anche se non è stato ancora detto tutto sul tema, la versione maggiormente condivisa attribuisce a marinai italiani la fondazione di un villaggio nel nordovest dell’arcipelago intorno alla metà del XVII secolo, ipotesi difesa da studiosi come Enrique Pertierra. Mantua fu il nome scelto per l’insediamento, in onore al brigantino sul quale viaggiavano; o a Mantova, provincia della Lombardia, identifica come uno dei possibili luoghi di provenienza dell’equipaggio, assicura. Le cause esatte dell’arrivo si ignorano, però l’aneddoto più conosciuto riferisce del naufragio dell’imbarcazione dopo essersi incagliata sulla barriera corallina che protegge il litorale, causa di innumerevoli incidenti. I ricercatori affermano che questo racconto popolare risulta credibile, infatti nonostante finora non sono stati ritrovati i resti dell’imbarcazione, solo un equipaggio esperto è capace di districarsi sull’insidioso litorale. La devozione per la Vergine delle Nevi è un altro dei segnali che rafforzano la teoria della fondazione della città. Questa venerazione è originaria della Basilica Santa Maria Maggiore, la prima e più antica di Roma e Mantova, mentre a Cuba è esclusiva di questo luogo. Libri e cataloghi donati recentemente dall’ambasciatore dell’Italia a L’Avana, Marco Baccin, arricchiscono adesso le collezioni del museo locale e ravvivano la memoria collettiva. La nuova collezione di documenti contiene argomentazioni in merito ai vincoli storici e di amicizia tra le due nazioni, e si mette in risalto all’interno della serie dei fascicoli Italiani a Cuba. La presenza italiana nella regione, attuale provincia di Pinar del Río, secondo la testimonianza degli studiosi, risale al 12 giugno del 1494, durante il secondo viaggio realizzato dall’ammiraglio Cristoforo Colombo, descritto da cronisti conterranei del famoso navigatore nel celebre atto di Perez de Luna. Cronisti, pirati, coloni, missionari ed altri viaggiatori provenienti dalla penisola italiana hanno lasciato la loro impronta nel territorio. Però indubbiamente, il loro maggiore contributo fu la creazione del piccolo villaggio, nel territorio occidentale del paese. Coincidenze, storie ed affetti, abbracciano l’Italia con la città cubana di Mantua, al di là di qualsiasi versione non ancora scritta o mistero. Per il congressista mafioso Rivera, le donne sono “spese della campagna elettorale” Per il congressista cubano-americano David Rivera, il suo stato di celibe, nel Sud della Florida lo obbliga ad apparire in pubblico con delle donne, cosa che gli permette poi di presentare a suo favore le spese come “della campagna.” Il caso è stato segnalato, con il dovuto tatto riservato alle personalità politiche mafiose, da un giornalista del quotidiano Miami Herald, che rivela che le autorità giudiziarie non si sono commosse di fronte a questa informazione offerta da Rivera stesso in un rapporto sulle sue spese elettorali. Rivera fa parte della detta “banda dei sei”, del Congresso nordamericano, che formano la “Miami Connection”, dato che hanno il quartiere generale in Florida, sia del Senato che dalla Camera bassa, che si completa con i senatori Bob Menéndez, Marco Rubio, Albio Sires, e i deputati Mario Díaz Balart e Ileana Ros-Lehtinen. Tutti sono ferventi combattenti a favore del mantenimento ad ogni costo del blocco assassino contro Cuba e la sua Rivoluzione. Secondo il Herald, Rivera, un politico che già molto prima del suo arrivo a Washington aveva fama di non avere eccessivi scrupoli, valuta che la sua vita è nientemeno che una campagna perpetua, perchè così può `pagare tutte le sue spese. anche le più insignificanti, con i contributi del suo fondo elettorale. Come congressista federale, Rivera guadagna 174.000 dollari l’anno. Per esempio, stando alla sua interpretazione, tutte le sue spese di viaggio, alloggio, biglietti d’aereo, noleggio d’automobili, pranzi e cene, articoli diversi per il suo uso personale e per il suo divertimento, si possono dedurre da questo fondo milionario, includendo tutte le spese a favore delle donne che lo accompagnano. Quando alcuni mesi fa sono state rivelate discrepanze incredibili nei Registri di Diffusione Finanziaria di Rivera per il 2010, l’Ufficio della Contea di Miami-Dade, del Procuratore dello Stato, ha sollecitato dal Dipartimento di Polizia della Florida di controllare quei conti. E cosi sono stati scoperti un mucchio di conti puzzolenti. Tra le spese eccentriche, Rivera aveva dichiarato una spesa di 360 dollari per i biglietti del teatro Off Broadway, come deduzione della campagna legittima. Il nome dell’opera teatrale? Crimine perfetto. Il personaggio, molto amico del senatore Marco Rubio, è senza dubbio il più scandaloso del clan cubano-americano a Washington, quello che controlla nella capitale gli interessi dei circoli mafiosi di Miami. Con altri casi. Rivera è riuscito ad apparire simultaneamente sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori del FBI, di quelli della Procura Generale, quelli del Dipartimento di Polizia della Florida e ancora dell’Unità di Corruzione Pubblica del Dipartimento di Polizia di Miami Dade. È sospettato di una serie d’attività illegali che includono una commissione di 510.000 dollari per un pagamento segreto, fatto nel 2008 a sua madre da parte del cinodromo Flagler Dog Track; un prestito di 132.000 dollari fatto a lui stesso e circa 75.000 dollari in pagamento alla figlia di uno dei suoi dipendenti, pagati, si crede, per una cortesia. Regno Unito: reclami di libertà per i Cinque Mirta Rodríguez e María Eugenia Guerriero, madre e sorella di Antonio Guerrero, uno dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti per aver difeso il loro paese dal terrorismo, stanno partecipando ad incontri organizzati nel Regno Unito, nella Gallery 27 di Londra e con sindacalisti britannici, per informarli sul caso dei Cinque. Il gruppo di solidarietà con Cuba nel paese europeo ha informato che le conversazioni sono una delle attività collaterali alla mostra “Al di là della Cornice”, aperta in questa galleria d’arte come parte della campagna mondiale per reclamare la libertà di Toni Guerrero e dei suoi compagni Gerardo Hernández, Fernando González, Ramón Labañino e René González. I primo quattro antiterroristi scontano severe condanne per aver difeso il loro paese da azioni terroristiche perpetrate dal sud della Florida e che hanno provocato più di tremila morti e più di duemila mutilati nell’Isola. René González è uscito di prigione il 7 ottobre dopo aver scontato 13 anni di reclusione ingiusta ed ora affronta un’ulteriore condanna di tre anni di libertà vigilata, a Miami. La mostra include disegni e caricature di Toni Guerrero e del suo compagno Gerardo Hernández, oltre ad opere di 26 noti artisti internazionali, che hanno donato i loro dipinti per richiamare l’attenzione sul caso dei Cinque. All’inaugurazione dell’esposizione ha partecipato l’ambasciatrice cubana Esther Armenteros, con diplomatici di altri paesi latinoamericani; erano presenti l’attore Roger Lloyd Pack, il poeta Benjamin Zephaniah e lo scrittore Rasheed Araeen, tra le varie personalità. Il Gruppo di Solidarietà con Cuba pensa che molte opere si venderanno rapidamente e i fondi serviranno per organizzare altre attività a favore della diffusione del caso dei Cinque. Tra gli artisti cubani che hanno donato i loro quadri, ci sono Kcho, Manuel Mendive, Choco, José Fuster e Juan Roberto Diago. Sono esposte anche le opere dei britannici John Keane, Mona Hatoum, Alasdair Gray, Derek Boshier, John Byrne, David Harding, del disegnatore del The Guardian, Steve Bell, oltre che del collettivo Kennardphillipps. La mostra sarà presentata anche il 4 maggio nel centro Anthony Burgess di Manchester (in Inghilterra), e poi dal 7 al 13 maggio nella galleria El Faro della città scozzese di Glasgow. Sullivan, capo degli agenti segreti di Obama, ha lavorato a Cuba, Ecuador e Angola A Obama interessa disfarsi urgentemente del direttore del Secret Service (SS- ossia servizio segreto), che si presume, assicura la sua protezione, Mark "Lucky" Sullivan, i cui agenti durante il Vertice di Cartagena hanno dato priorità alle prostitute, prima che accadano altre disgrazie. Sullivan è lo stesso personaggio smascherato ed espulso dall’Ecuador nel 2009, perchè capo della CIA nell’ambasciata nordamericana a Quito. Prima si era distinto mangiandosi i documenti da lui stesso fabbricati” dal computer di Raúl Reyes in Colombia; maneggiando il reclutamento dei “dissidenti” a L’Avana e offrendo consulenza in Angola al terrorista Jonas Savimbi. Recentemente, altri tre agenti del SS hanno dato le dimissioni e sono diventati sei i licenziati dal loro posti federali per lo scandalo relazionato con le prostitute colombiane, ha detto lo stesso Sullivan, che sinora sopravvive allo scandalo. Una lavoratrice del sesso colombiana, identificata come Dania, ha dichiarato al quotidiano The New York Times, che i nordamericani l’hanno maltrattata. Dania non scarta di denunciare il governo di Obama. I fatti sono avvenuti a Cartagena de Indias due giorni prima dell’arrivo di Obama e implicano apparentemente minori d’età. Un comunicato emesso precedentemente da Sullivan ha annunciato che tre agenti sono stati licenziati: un supervisore si è ritirato, un altro è stato espulso e ad un terzo agente è stato consigliato di presentare le dimissioni. Sullivan invece di licenziarsi ha preferito allontanare i suoi coraggiosi agenti, che hanno contrattato le prostitute durante il VI Vertice delle Americhe. Direttore della stazione CIA in Ecuador, Mark Sullivan è stato espulso il 18 maggio del 2009 da questo paese. Nel suo bunker di Avenida Avigiras, nel nord di Quito, lavorava con il falso titolo di primo segretario dell’ambasciata degli Stati Uniti, dirigendo febbrilmente i numerosi agenti dell’intelligenza che si nascondevano tra i 185 dipendenti statunitensi dell’ambasciata yankee. Pochi giorni prima era stato invitato a fare le valige il suo collega Armando Astorga, "agente speciale senior dell’ambasciata", un agente del Department of Homeland Security de Estados Unidos (il Dipartimento di Sicurezza Interna) che coordinava le sue azioni con la CIA. Sullivan orientava direttamente le attività di nientemeno che l’Unità d’Investigazioni Speciali della Polizia (UIES), un organismo al più alto livello che aveva virtualmente accesso a tutte le attività della polizia nella nazione. Inoltre coordinava le azioni con il DAS (l’intelligenza colombiana) e le Forze Armate della Colombia, in comunicazione costante con Michael Steere, il capo della stazione CIA in Venezuela. Il vice ministro ecuadoriano Kintto Lucas segnalava allora che “nei registri biografici del Dipartimento di Stato, non esistevano riferimenti, nè si menzionava la carriera di Mark Sullivan". Sullivan e Steere hanno diretto l’operazione in cui sono stati confezionati migliaia di documenti apparsi nel famoso computer di Raúl Reyes. Precedentemente, Sullivan era stato consulente dell’Organizzazione Unione Nazionale per l’Indipendenza dell’Angola, nota come UNITA, il cui capo, Jonas Savimbi, ricevette enormi quantità di armi e di denaro dai suoi patrocinatori. Sullivan rappresentava l’intelligenza del suo paese in Haiti nel 1991, quando il colpo di Stato del 30 settembre, guidato dall’allora generale capo delle Forze Armate, Raoul Cédras, fece cadere il presidente Jean-Bertrand Aristide, legittimamente eletto. Inoltre ha esercitato attività d’infiltrazione, corruzione e manipolazione nella stessa forma in Ruanda, quando avvennero terribili fatti, in Etiopia, Eritrea e Congo, successivamente. A Cuba, è stato primo segretario politico e ufficiale della CIA nella Sezione d’Interesse Nordamericana (SINA) definita come “Stato maggiore congiunto della sovversione e della menzogna” donde aveva sostituito il capo della stazione Alexander George Gryschuk (alias Hryschuk) nelle attività di spionaggio e sovversione che si sviluppano nel quartiere generale del “Malecón habanero”. In Ecuador, il livello di controllo dell’ambasciata sulle attività della polizia nel paese era decisamente scandaloso. I funzionari dell’ambasciata USA controllavano e inventariavano i beni e i meccanismi di logistica della polizia e delle sue unità scelte. Smascherato in Ecuador, Sullivan terminò, dopo un salto in Cile, come capo dell’allora prestigiosa guardia pretoriana di Obama, i cui agenti si distinguono meglio per i loro occhiali stile Matrix che per i loro abiti da agenti di un’agenzia funebre. Per Ronald Kessler, veterano giornalista e scrittore che ha avvertito il Washington Post di quello che è avvenuto in Colombia, i fatti commessi dagli uomini di Sullivan non hanno precedenti. “Niente si avvicina a questo nei termini della potenziale breccia provocata, la vergogna provocata e il fatto che gli agenti erano completamente al di là di quello che ci si aspettava da loro... non esiste paragone nella storia”, ha dichiarato in un’intervista data a El Tiempo, de Bogotá. Messico: 23 corpi decapitati e appesi a un ponte 23 cadaveri, in maggioranza decapitati e altri appesi a un ponte, sono stati scoperti venerdì nel nord del Messico, in una scalata d’atroci attacchi vicino alla frontiera con gli Stati Uniti, dove i cartelli si disputano la lucrativa rotta del traffico delle droghe. In un primo ritrovamento nove corpi, alcuni con le mani legate e con gli occhi bendati sono apparsi appesi ad un ponte su una strada della città di Nuevo Laredo, nel settentrionale stato di Tamaulipas, la città al frontiera con la Laredo del Texas, ha detto la polizia locale, che non ha informato sui responsabili dei terribili crimini, ma un messaggio trovato assieme ai cadaveri indicherebbe che l’attacco è stato sferrato dal sanguinario cartello degli Zeta che hanno violenti scontri con il cartello del Golfo, al quale appartenevano sino al 2010. Poi sono stati trovati altri 14 cadaveri decapitati, in sacchi neri, all’interno d’una camionetta e le teste sono apparse poi in alcuni congelatori vicino al municipio di Nuevo Laredo, hanno detto le fonti militari e la procura. Versioni della stampa hanno detto che questa è la risposta del cartello del Golfo per i nove corpi appesi al ponte. Tamaulipas è uno degli stati del Messico più colpiti dalla violenza del narcotraffico. Il mese scorso sono stati trovati 14 corpi squartati in una camionetta abbandonata e pochi giorni fa un’auto è saltata in aria davanti ad un edificio della polizia municipale a Nuevo Laredo; la polizia ha detto che l’esplosione è stata provocata da una granata nel veicolo. Più di 50.000 persone sono morte per la violenza del narcotraffico in Messico, durante la gestione del presidente Felipe Calderón, iniziata nel dicembre del 2006. L’ondata di violenza per il narcotraffico non s’interrompe mentre è in marcia la campagna elettorale per le elezioni politiche generali. Ignacio Ramonet en Quito. Conferencia en la Capilla del Hombre sobre “La explosión del periodismo” di DAVIDE MATRONE
Bisogna cambiare questo potere
dell’oligarchia detentrice di latifondi mediatici. Cosi come
tempo fa si reclamava la riforma agraria contro i latifondisti
della terra, perché la terra era la ricchezza, ora bisogna
condurre la battaglia per la riforma mediatica. Giá i latifondi
mediatici non si giustificano, è necessario che ci sia un
settore pubblico e comunitario sviluppato. La missione di questo
quinto potere è quello di condurre una critica sistematica,
onesta e rigorosa dei mezzi di comunicazione, senza utilizzare
le stesse risorse che utilizzano le grandi lobby mediatiche come
la tergiversazione, la bugia, l’usurpazione, l’occultamento. Al
contrario, dimostriamo con tutto il rigore che si può fare una
comunicazione, un’informazione ed un giornalismo di qualità e
con un senso civico.Tra i giovani nelle aule universitarie c’è
una preoccupazione: quella dell’oggettività dell’informazione. I
mezzi son sempre più soggettivi e legati ad interessi
particolari. Il potere vuole manipolare l’informazione per
manipolare le masse. Come fare?. Con chi ci dobbiamo alleare
affinché l’oggettività giornalistica sia vincente? Il
conseguimento della verità rappresenta sempre una lotta e non
possiamo immaginare una società nella quale ci sia la verità
perfetta anche perché, a mio avviso, ci troveremmo in una
società che ci disgusterebbe. La verità risultà dal dibattito,
dalla discussione, dal confronto. La verità è qualcosa di più
complicato del fatto in sé e per conseguenza quello che dobbiamo
reclamare è la diversità, la pluralità. É normale che ci sia
diversità, che ci sia pluralità, e che ci sia complessità di
opinioni e penso che non solo sia normale ma anche necessaria e
indispensabile. Bisogna dire però che ognuna di queste opinioni
si devono esprimere in base ad un’onestà intellettuale e non
mediante le ingiurie, gli insulti, le bugie, i documenti falsi
perché altrimenti non ci troveremo in un dibattito nel quale
avanzi la verità... Endocrinologi dibattono di Vitamina E e diabete “Positività e la negatività dell’utilizzo della Vitamina E” e “Il piede diabetico nell’attenzione secondaria”, sono stati i temi dibattuti nella giornata di ieri durante il XVIII Congresso Panamericano di Endocrinologia e il XIII Congresso cubano della specialità, che si stanno svolgendo a L’Avana. Nella giornata si sono svolte anche le conferenze: “L’importanza della ricerca attiva del pre diabete, un’esperienza pilota in Cuba”, e “Epidemiologia del diabete tipo uno: ambiente e genetica”. Nel Congresso Panamericano di Endocrinologia e nel Congresso cubano della Specialità si parla anche dei tumori Neuro-Endocrinos, delle attualità nei metodi diagnostici, nel climaterio e la menopausa. Professionisti dell’endocrinologia latinoamericana e mondiale partecipano ai forum che tra hanno, tra i vari obiettivi, quello d’elevare la qualità dell’assistenza ai pazienti con questo tipo di malattie. Cuba e Francia disposte ad approfondire la cooperazione Il vice ministro degli Esteri cubano Dagoberto Rodríguez e il segretario generale del Ministero dei Temi Esteri ed Europei della Francia, Pierre Sellal, hanno espresso la volontà dei loro governi di approfondire la cooperazione bilaterale. Durante un incontro i due diplomatici hanno espresso l’interesse di sviluppare gli scambi a livello politico, in una cornice di rispetto, franchezza e riconoscimento della particolarità di ogni Stato, ha informato un comunicato dell’Ambasciata cubana a Parigi. Rodríguez ha reiterato: “La disposizione di Cuba d’avanzare verso la piena normalizzazione delle relazioni con l’Unione Europea su basi che includano il pieno rispetto, l’uguaglianza sovrana degli Stati, la cornice giuridica e l’ordinamento istituzionale delle parti e l’assoluta non ingerenza nei temi interni.” Il diplomatico cubano, che ha realizzato una visita di lavoro in Francia, ha ripetuto al suo omologo l’invito di raggiungere Cuba per proseguire il dialogo e le consultazioni sui diversi temi d’interesse bilaterale. Hanno partecipato all’incontro la direttrice generale per le Americhe del Ministero dei Temi Esteri ed Europei della Francia, Élisabeth Beton-Delgue; l’ambasciatore di Cuba in questo paese, Orlando Requeijo ed latri funzionari dei due ministeri degli Esteri, ha informato PL. Denunciate a Cuba azioni di organismi di facciata della CIA L’organizzazione Human Rights Foundation (HRF) è una facciata dello spionaggio degli Stati Uniti che incita ad atti sovversivi contro i processi di cambiamento in America Latina, ha denunciato un articolo del quotidiano Granma. Il testo, del giornalista canadese radicato a Cuba Jean-Guy Allard, spiega che la CIA si nasconde dietro questa organizzazione per preparare campagne di ingerenza politica contro Bolivia, Ecuador e Venezuela. HRF, coinvolta nel tentato omicidio del presidente boliviano, Evo Morales, nel 2009, è diretta dal terrorista cubanoamericano Armando Valladares, evidenzia il ricercatore canadese, esperto nei temi delle attività sovversive. Ha inoltre denunciato la diffusione da parte dell’organismo di informazioni false in merito al caso della giudice venezuelana detenuta dal 2009 per favorire la fuga dal paese di un banchiere truffaldino. Al riguardo, Allard segnala che l’organizzazione di facciata ha diffuso una denuncia chiedendo l’immediata liberazione del giudice María Lourdes Afiuni. Questa informazione è stata pubblicata dall’agenzia di notizie spagnola EFE, la quale ha definito la detenuta come ´´prigioniera di coscienza del governo del presidente Hugo Chávez´´, afferma. Tuttavia, sottolinea Allard, Afiuni è detenuta dal 2009 per favorire la fuga del banchiere Eligio Cedeño, giudicato e condannato nel 2007 per delitti relativi all’appropriazione di fondi dei risparmiatori, l’ottenimento fraudolento di valuta e contrabbando aggravato, nell’utilizzare dollari di provenienza sospetta per acquistare apparecchiature elettroniche. Un’altra manipolazione della verità è affermare che Cedeño fu incolpato soltanto per aver effettuato operazioni di cambio illegali, indica il ricercatore canadese. L’informazione omette che Cedeño uscì dal Venezuela nel dicembre del 2009 poco dopo la sorprendente scarcerazione disposta da Afiuni, che ordinò tale misura in assenza del rappresentante del Pubblico Ministero. Nel maggio del 2011, il banchiere ha ricevuto asilo da parte del governo degli Stati Uniti, che da allora lo utilizza per la loro campagna di propaganda contro il presidente Chávez, evidenzia Allard. Valladares, attualmente a capo di questa ONG, fu incarcerato a Cuba per aver messo bombe in negozi e cinema nel 1960, e non ha mai smesso di collaborare con la CIA da quando si trova nel suo paese adottivo, il Venezuela, ha concluso il giornalista canadese. Cuba segnala la condanna mondiale al blocco statunitense A mezzo secolo dall’ufficialità del blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba, si genera la condanna quasi unanime della comunità internazionale, ha segnalato il Ministero degli Esteri dell’Isola. In un’intervista concessa a Prensa Latina, la direttrice dei Temi Multilaterali del MINREX, Anayansi Rodríguez, ha spiegato che recentemente 142 paesi e 26 agenzie specializzate della ONU hanno inviato al Segretario Generale di questa organizzazione mondiale, Ban Ki-moon, le loro considerazioni su questa misura unilaterale. “Oltre agli Stati sovrani, ha precisato, hanno esposto i loro argomenti l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la UNESCO, il PNUD, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, tra le tante. La maggioranza dei criteri riflettono una denuncia molto dura per la continuità dell’applicazione delle sanzioni, che entrarono in vigore il 7 febbraio del 1962, partendo dal proclama 3447 dell’allora presidente nordamericano, John F. Kennedy. La posizione internazionale risponde alla relazione che il segretario generale deve presentare sul rispetto degli Stati Uniti della Risoluzione approvata nell’ottobre del 2011 nelle Nazioni Unite: “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba. Questo documento presentato l’anno scorso dall’Isola all’assemblea della ONU, è stato votato da 186 dei 193 paesi che integrano l’organizzazione, appoggio espresso per la ventesima occasione consecutiva dal 1992. “Nonostante la domanda quasi unanime del mondo, Washington s’impegna a ignorarla e non solo mantiene l’assedio, ma lo rende più duro”, ha dichiarato la funzionaria, commentando che la relazione del segretario generale sul compimento della risoluzione è circolata tra gli Stati membri delle Nazioni Unite. Rispetto al contributo cubano al testo, la funzionaria ha citato il sequestro di circa quattro milioni di dollari del Fondo Mondiale della lotta contro il VIH/SIDA, la Tubercolosi e la Malaria, destinati ai programmi dell’Isola. Queste risorse sono state sequestrate dall’Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri degli USA e solo dopo la denuncia de L’Avana, il Dipartimento del Tesoro ha emesso una licenza valida sino al giugno del 2015, per liberarli. Con il caso indicato dal segretario generale, è evidente ancora una volta l’ingerenza di Washington nei temi interni dei meccanismi multilaterali, con la extra-territorialità della misura punitiva imposta da mezzo secolo. Gli esempi sono innumerevoli e molti di essi in temi sensibili come la salute per via dell’obiettivo delle successive amministrazioni nordamericane d’affogare tutto un popolo, azione che si definisce genocidio, partendo da quanto si legge nell’Articolo 2 della Convenzione della ONU per la prevenzione delle sanzioni per questo delitto. Segnalata a Ginevra l’amplia libertà di religione in Cuba Il delegato Yusnier Romero, nella XIX sessione del Consiglio dei Diritti Umani della ONU, ha informato che esistono oggi a Cuba circa 400 religioni e istituzioni basate nel credo dei loro membri che, tutte unite nel popolo cubano, riceveranno Sua Santità il Papa Benedetto XVI dal 26 al 28 marzo e questo sarà un momento di giubilo per la nazione, ha dichiarato. Partecipando al dialogo interattivo con il Relatore Speciale sulla libertà di religione o di credo, il diplomatico ha spiegato che la Rivoluzione cubana ha eliminato ogni precetto che poteva discriminare o punire un credente per la sua fede. Rispetto alla relazione presentata dal Relatore Speciale, centrata nel riconoscimento e la funzione dello Stato, Romero ha apprezzato gli sforzi per promuovere un ambiente di rispetto e tolleranza delle diversità culturali e religiose. “Noi crediamo però, ha detto, che si siano ovviati elementi di grande importanza, come le condizioni nazionali specifiche e l’esistenza di differenti sistemi politico-giuridici”. Le attività di registrazione e ottenimento della personalità giuridica differiscono inevitabilmente da un luogo all’altro, da una regione all’altra, e sono segnate dalle condizioni, i costumi, le religioni ed i sistemi particolari di ogni nazione. Il delegato cubano ha segnalato l’importanza dei detti procedimenti speciali, come uno strumento la cui attuazione si vedrà rinforzata nella misura in cui è guidata dai più alti standard di condotta umana e professionale. “Sfortunatamente, ha aggiunto, e nonostante l’esistenza di un codice di condotta, il Consiglio ha continuato ad essere testimone di violazioni delle sue disposizioni, pur impegnandosi nel clima di cooperazione e rispetto mutuo necessario per un effettiva relazione tra procedimenti speciali e gli Stati. Romero ha segnalato tra alcune delle pratiche che si devono evitare, l’ingerenza nei temi di competenza esclusiva degli Stati e la presentazione precipitata di giudizi dei valori senza avere precedentemente verificato le circostanze. Il blocco economico degli USA contro Cuba è un crimine Il Congresso del Messico è stato solidale con Cuba ed ha condannato ancora una volta il blocco economico sostenendo che si tratta di un crimine da parte degli Stati Uniti e segnalando che è un’azione di guerra economica che ha provocato dolore e sofferenza al popolo cubano. Chiudendo i lavori della XIII Riunione Interparlamentare Messico-Cuba, le due parti hanno emesso una dichiarazione congiunta nella quale i legislatori messicani guidati dal presidente del Senato, José González Morfín, hanno sottolineato la crudeltà del blocco, pur trattando molti altri temi, come i positivi negoziati per esplorare il petrolio nelle acque profonde del Golfo del Messico. Leggendo la Dichiarazione Congiunta, il vicepresidente della Delegazione messicana, il deputato del PRI, Carlos Flores Rico, ha detto che i due poteri legislativi sottolineano che il blocco economico ha mostrato non solo il suo carattere ingiusto e prepotente, ma è anche un anacronismo usato dai candidati negli Stati Uniti come bandiera elettorale e forza propagandistica nelle campagne che precedono le votazioni. La continuità del blocco economico è un’azione irrazionale e un crimine contro il popolo cubano e le due delegazioni ne hanno reclamato l’eliminazione. Presentato in Bolivia il libro: “Fidel: Guerrillero del tiempo” Il libro Fidel: Guerrillero del tiempo, sulla vita del leader della Rivoluzione cubana, è stato presentato nel Palazzo di Governo della Bolivia, con la presenza del presidente, Evo Morales, e di note personalità della cultura e della politica. Ha partecipato ala presentazione con Morales anche il vicepresidente Álvaro García Linera, che fa parte del gabinetto con vari membri dell’Assemblea Legislativa. Da L’Avana sono andati a La Paz per la presentazione, Abel Prieto, assessore del Presidente cubano Raúl Castro, e l’autrice del volume, la giornalista e scrittrice Katiuska Blanco. “Fidel: Guerrillero del tiempo” raccoglie le conversazioni di Katiuska Blanco con il leader della Rivoluzione cubana per uno spazio di sei ore, nelle quali appaiono in continuazione le idee ed il pensiero rivoluzionario di Fidel Castro. Nel testo si vivono momenti importanti dell’infanzia e dell’adolescenza del leader cubano, le relazioni familiari e la sua abilità di spiegarsi la posizione di quelle persone con le quali ha condiviso momenti dell’infanzia e della gioventù. Dalle pagine di “Fidel: Guerrillero...” emerge il processo della formazione dell’organizzatore dell’assalto alla caserma Moncada, del Comandante della Sierra Maestra, del leader, dello statista, del preveggente che ha anticipato molti dei problemi che oggi il mondo deve affrontare. Il Premio Nazionale di Diritto 2011 Per il suo vincolo con il Diritto, il suo lavoro nello sviluppo di questa scienza ed il suo apporto molto importante, con profonda conoscenza della dottrina e delle sue tecniche, il dottor Juan Escalona Reguera ha ricevuto il Premio Nazionale di Diritto 2011, durante la chiusura del VII Congresso dell’Unione Nazionale dei Giuristi di Cuba. Nella giornata i professionisti del diritto hanno sottolineati il loro impegno di operare all’implementazione delle Linee ( tesi) di Politica Economica e Sociale del Partito e la Rivoluzione, con una forma aggiustata al contesto economico attuale. Il perfezionamento del lavoro dell’organizzazione nella preparazione politico-ideologica ed etica dei giuristi è stato sottolineato in un messaggio inviato all’assemblea generale da José Ramón Machado Ventura, Primo Vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri. Coscienti di tutte le violazioni che hanno accompagnato il caso dei Cinque, i delegati hanno condannato la politica crudele ed intransigente che li mantiene reclusi, ed hanno reclamato che il presidente degli Stati Uniti utilizzi finalmente la sua autorità esecutiva a beneficio del bene e disponga la liberazione dei Cinque ed il loro ritorno immediato nella Patria. Mirta Rodríguez, madre di Antonio Guerrero, ha reiterato il reclamo della solidarietà e la domanda dei giuristi cubani d’appoggio, d’impegno e d’azione, per far sì che i Cinque tornino a casa, in un contesto d’urgenza per il troppo lungo tempo d’ingiustizia già subito. Ricardo Alarcón de Quesada, membro del Burò Politico e presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ha risaltato l’opportunità di centrare le analisi del Congresso nel rafforzamento dell’istituzionalità e l’attualizzazione del modello economico cubano, per via delle responsabilità che rivestono in questo i giuristi. Durante la cerimonia è stato confermato presidente dell’Unione dei Giuristi di Cuba, Arnel Medina, e sono stati riconosciuti diversi professionisti, oltre alle province di Holguín, Granma, Camagüey e Villa Clara per aver ricevuto ininterrottamente la condizione di territori migliori nel lavoro dell’organizzazione per un periodo di sei anni.
Il 67º anniversario della vittoria sul nazi-fascismo (da CubaDebate)
Nessun fatto politico può essere giudicato al di fuori della
sua epoca e delle circostanze in cui è avvenuto. Nessuno
conosce nemmeno l’uno per cento della favolosa storia dell’uomo,
ma grazie a questa, conosciamo avvenimenti che toccano i limiti
dell’inimmaginabile. Il privilegio d’aver conosciuto persone ed
anche luoghi dove avvennero alcuni dei fatti relazionati alla
storica battaglia, incrementava l’interesse con cui aspettavo
quest’anno la commemorazione. La colossale prodezza fu il
frutto dell’eroismo di un insieme di popoli che la Rivoluzione e
il socialismo avevano unito e vincolato, per porre fine al
brutale sfruttamento che il mondo aveva sopportato per millenni... Chávez sempre più vicino alla vittoria L’intenzione di voto a favore del presidente venezuelano Hugo Chávez, in vista delle elezioni politiche, nel mese d’aprile è stato situato a circa il 58%, dice un’inchiesta appena diffusa. In accordo con uno studio sulla tendenza dei blocchi politici, elaborato dall’ Istituto Venezuelano d’Analisi dei Dati, tra il giugno scorso e l’aprile di quest’anno, il voto sicuro a favore di Chávez ha raggiunto il 47,7% e il livello di quello dell’opposizione il 20.1%. La breccia a favore del blocco del presidente proviene dal voto certo con tendenza a crescere e a cinque mesi dalle votazioni è una tendenza con poche probabilità di cambiare, riferisce l’analisi citata dal giornalista José Vicente Rangel, in un programma trasmesso dalla televisione privata Televen. Il Partito Socialista Unito del Venezuela raggiunge il 45,7 per cento d’accettazione tra i venezuelani e la percezione favorevole verso questa organizzazione è cresciuta del 12% in maniera sostenuta nei 10 mesi, indica l’investigazione ed ha una breccia favorevole del 23.6 % rispetto agli altri partiti. Il resto delle organizzazioni esistenti nel terreno politico nazionale, unite, hanno visto un calo in 10 mesi dell’11.5%, segnala l’analisi. Il mese scorso le correnti che appoggiano il capo dello Stato, hanno ottenuto il 57,8 per cento dell’approvazione, con tendenza a crescere, e il blocco oppositore, il 30,4 per cento. Tutti i sondaggi coincidono e sostengono che il presidente vincerà le prossime elezioni con un’ampia maggioranza, davanti al candidato oppositore, Henrique Capriles, della detta “Mesa de la Unidad Democrática”. 22 gennaio del 1957. Il combattimento a Llanos del Infierno Dopo il combattimento a La Plata, avvenuto il 17 gennaio del 1957 e nel quale le forze ribelli, integrate da soli trenta uomini inflisse la sua prima sconfitta al nemico, la colonna comandata da Fidel giunse al fiume di Palma Mocha e cominciò la scalata seguendo il suo corso verso le alture. Come narrò Pedro Álvarez Tabío nel libro “Diario della Guerra”, l’intuizione di Fidel gli fece sospettare che l’esercito della tirannia non sarebbe rimasto tranquillo dopo la sconfitta sofferta e sicuramente avrebbe mandato dietro a loro forze superiori, per cercare di liquidarli. Ed era precisamente quello che desiderava il Comandante in Capo. Avrebbe messo in pratica una delle forme di combattimento caratteristiche della guerriglia: l’imboscata alle forze nemiche in marcia. Chiaro, prima si doveva trovare un luogo propizio per imboscarsi, e, alla ricerca di quel luogo, si diresse verso le alture di Palma Mocha, una zona intricata e scoscesa, piena di burroni, dove il solo fatto di ascendere verso il monte è una prova per chiunque. Il 18 gennaio arrivarono a una piccola spianata a forma di ferro di cavallo, circondata da una fitta vegetazione, sul pendio di una montagna, dove l’apertura del ferro di cavallo era la sola entrata e immediatamente il capo ribelle si rese conto che aveva trovato quello che cercava nella zona, e il luogo ha un nome: Llanos del Infierno. Il giorno dopo il Capo della Rivoluzione distribuì personalmente il personale nelle precise posizioni che aveva deciso di stabilire dopo un accurato esame del terreno e diede gli ordini pertinenti per preparare l’imboscata. I calcoli di Fidel erano esatti. Conoscendo la notizia del combattimento a La Plata, l’alto comando della tirannia aveva inviato, via mare, nella zona, una compagnia di truppe scelte al comando del tenente Ángel Sánchez Mosquera. Erano 45 uomini ben addestrati ed equipaggiati per la missione affidata. Dietro a quella forza veniva una colonna di trecento uomini, comandati da Joaquín Casillas Lumpuy, l’assassino di Jesús Menéndez, che dovevano accerchiare la guerriglia. La mattina del 22, le guardie cominciarono a salire verso l’Infierno. Ma prima assassinarono una delle guide che li aveva condotti sin lì, obbligandola a farlo con la forza e lasciarono l’altra guida ferita gravemente. Il rumore degli spari lo avevano udito dalle posizioni guerrigliere. Con enormi precauzioni le guardie salirono per lo stesso cammino utilizzato giorni prima dalla guerriglia. Davanti avanzava un’avanguardia di sei uomini. Quasi a mezzogiorno l’avanzata uscì dal bosco e il tenente ordinò alle truppe di fermarsi, mentre gli esploratori controllavano il luogo. Sei guardie apparvero a fianco della prima piccola casa. Immediatamente si sente il primo sparo di Fidel: uno dei tre che camminava tra la malanga cade fulminato. Ah! Mamma mia! Il grido rimbomba tra le montagne, affogato immediatamente dal fuoco delle armi. Raúl descrive così quei primi momenti del combattimento : “Erano più o meno le dodici e dovevamo aspettare che F. (Fidel). sparasse per cominciare l’attacco. Giunsero sei di loro (delle guardie), con molte precauzioni, trascinandosi sino alla prima casupola, attraversando il campo e senza passare per il sentiero per il quale dovevano camminare vari metri dalla punta del bosco, nel quale c’erano la squadra di Almeida e la mia. Quegli ultimi soldati dentro la casa erano a pochi metri dalla squadra di F. (Fidel). Gli altri due soldati della dittatura caddero abbattuti. Uno di loro riuscì a rifugiarsi nella casa e il Che lo scoperse vedendogli le gambe, tirò, sbagliò poi mirò accuratamente e sparò di nuovo. La figura cadde al suolo. Poi il Che si trascinò per i venti metri che lo separavano dalla casa, prese il fucile Garand e la cartucciera del morto e tornò alla sua posizione. Alcuni combattenti erano stati al punto di sparargli, credendolo una delle guardie. L’azione era durata circa 30 minuti, durante i quali altri due soldati della tirannia erano morti in combattimento. L’obiettivo era stato realizzato. Colpire rapidamente il nemico, distruggere la sua avanguardia, provocare morti e feriti e ottenere armi e munizioni, se possibile. Quella notte la colonna era accampata al bordo di un dirupo, vicino a Camaroncito de La Plata. Molti combattenti dovettero dormire legati ai tronchi degli alberi, per non correre il rischio di cadere nel vuoto. Il combattimento di Llanos del Infierno fu una tipica imboscata guerrigliera, brillantemente concepita ed eseguita da Fidel. Si eseguirono molte modalità della guerra di guerriglia: provocare morti al nemico, senza patire morti tra le proprie truppe. Sostenere scontri nel terreno scelto preparando l’effetto e svincolare rapidamente il contatto con una ritirata organizzata. Il nemico ebbe sei morti, tra i quali cinque di una truppa scelta di paracadutisti e si catturò un’arma e delle munizioni. Per i combattenti guerriglieri il combattimento aveva dimostrato la possibilità di vincere una forte truppa nemica in operativo. Sarebbero poi venuti giorni difficili, prodotti dal tradimento della guida Eutimio Guerra. Ma anche in quella tappa, le vittorie di La Plata e di Llanos del Infierno avrebbero sostenuto il morale della guerriglia, che avrebbe superato tutte le nuove prove. Ricordati i cubani assassinati nei campi di sterminio nazisti Cuba è stata rappresentata nelle celebrazioni per la liberazione, nel maggio del 1945, dal campo di concentramento nazista di Mauthausen, in Austria, dove sono state onorate le vittime del fascismo, tra le quali quattro cittadini cubani. Delegazioni di vari paesi e gruppi politici hanno partecipato alla sfilata commemorativa nella quale sono state sventolate molte bandiere di Cuba, con l’immagine del Che e dei Cinque Eroi ingiustamente condannati negli USA per aver combattuto il terrorismo, precisa il sito digitale www.cubaminrex.cu. La rappresentazione della Patria di José Martí, come negli anni anni precedenti, è stata ricevuta con grande affetto dal pubblico, con le mostre di simpatia e solidarietà che suscita la Rivoluzione cubana. Diplomatici dell’Isola a Vienna, e dell’Associazione di Amicizia Austria-Cuba hanno realizzato una semplice cerimonia davanti alla targa che ricorda i cubani assassinati in quel campo di sterminio, che si trova in una piccola località austriaca ed hanno condannato i crimini del fascismo. Gli interventi centrali dell’omaggio sono stati realizzati da Juan Carlos Marsán, ambasciatore cubano in Austria, e da Michael Wogerer, presidente del gruppo di solidarietà tra le due nazioni. Mauthausen cominciò a ricevere prigionieri nel 1939, obbligati a lavorare in condizioni di schiavitù nelle cave per estrarre granito o nella fabbrica di armi e munizioni usate dalla Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale. A Mauthausen e negli altri campi costruiti attorno, passarono circa 230.000 persone di molti paesi e almeno 122.000 furono assassinate. Il Venezuela è il quinto paese del mondo dove le persone vivono più felici Il Venezuela è il quinto paese del mondo dove le persone si sentono più felici per la loro situazione attuale e per le prospettive future, dice un sondaggio della Gallup, riportato dal quotidiano Washington Post. La lista è guidata da Danimarca (72%), Svezia (69%), Canada (69%) e Australia (65%). La Finlandia condivide il quinto posto con il Venezuela, perchè il 64% dei suoi abitanti ha stimato che la loro vita è molto prospera. Il sondaggio, realizzato in 124 paesi nel 2010, proponeva le seguenti categorie agli intervistati : prosperando, lottando o soffrendo. Le persone che si sono considerate in una posizione di benessere si sono ubicate a un tasso pari o superiore a 7 su una scala da 0 a 10. La nota del giornale statunitense segnala che lo studio della Gallup dimostra che gli intervistati con maggior benessere riportavano anche meno problemi di salute, di stress, di tristezza e più felicità, senso del rispetto e allegria. La rassegna del Washington Post e i dati della Gallup sono stati inseriti nella rete sociale Twitter dal ministro di Comunicazione e Informazione, Andrés Izarra. La foto che ha accompagnato la nota dei dati sul Venezuela mostra una donna che cammina a lato di un manifesto con l’immagine del Presidente, Hugo Chávez Il Venezuela è il paese americano con il maggior benessere, e supera di cinque punti percentuali gli Stati Uniti (59%). Correa ha definito “una vera vergogna” le dichiarazioni di Obama Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha definito “una vera vergogna” il fatto che il presidente Barack Obama difenda gli informatori dell’ambasciata degli Stati Uniti in Ecuador. Nella sua abituale conversazione con la cittadinanza, stavolta in un popolare quartiere nel sud della capitale, Correa ha risposto alle dichiarazioni di Obama e del portavoce del Dipartimento di Stato, che pretendono d’esigere dal governo dell’Ecuadro che “mantenga la libertà d’espressione”. “Che cosa credono? Con chi credono di parlare?”, ha chiesto Correa ed ha aggiunto che stavano parlando con il governo della Rivoluzione Cittadina: “E che qui facciamo rispettare la sovranità del paese. Sappiamo che il governo degli USA ha difeso i suoi informatori”, ha detto ed ha citato i dispacci di Wikileaks pubblicati dal quotidiano El Telégrafo che hanno rivelato che l’entità Fundamedios e il suo direttore César Ricaute, erano contatti statunitensi. “Per questo adesso il circolo quadra bene! Per questo Fundamedios e Ricaute hanno avuto accesso a Washington, alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani! È chiaro che fanno parte della banda!” ha segnalato Correa. “Ma se quello che vogliono è scoprire la verità, perchè non ci chiedono? Perchè ascoltano solo le informazioni di un lato? Solo quelle dei loro informatori, Fundamedios e Ricadute? Perchè non hanno criticato la sincerità dei Wikileaks, un anno e mezzo fa, quando espulsero l’ambasciatrice dagli Stati Uniti, o quando, proprio prima della consultazione popolare per cercare di far vincere il NO, pubblicarono per settimane che noi si nominava un comandante della polizia corrotto, per controllare le elezioni?”, ha ricordato. “La doppia morale è quella che deve cambiare”, ha detto ed ha incitato a dire sempre la verità. “Speriamo che capiscano che il paese è cambiato e non accetteremo questa doppia morale, questa prepotenza, che si credono il centro del mondo e che tutto deve gravitare attorno a loro”, ha aggiunto. “Quel pettegolo di Osvaldo Hurtado (ex presidente, 1981-1984) è andato a Washington a lamentarsi del fatto che il presidente ogni sabato fa uso di un segmento di libertà d’espressione, dove non abbassa la testa davanti alla stampa, come faceva lui, ma le risponde. “Mister Obama, mister gringo, che orrore, fermate il presidente Correa non siate cattivi...” Questo è andato a dire a Washington ed è una vergogna, è un ex presidente della Repubblica... ma credo che abbia il posto che si è meritato nella storia”, ha ironizzato. “Per la prima volta un governo dell’Ecuador non abbassa la testa di fronte al potere mediatico e con un enorme appoggio popolare, con credibilità e con autenticità, noi diciamo le verità, anche se fanno male!”, ha sottolineato ancora il presidente Correa. Omaggio ai lavoratori ed ai quadri del Partito Lavoratori e quadri del Partito Comunista di Cuba (PCC) che hanno accumulato da cinque a 50 anni di lavoro nelle sue fila, hanno ricevuto un omaggio dalla direzione di questo organo, come riconoscimento al loro lavoro, all’abnegazione e al sacrificio a favore del miglioramento nazionale. Rolando Alfonso Borges, capo del Dipartimento Ideologico del PCC ha detto che: “Più che un periodo dedicato a lavorare per il PCC, questi sono stati anni vissuti per il Partito e per la Rivoluzione. In questo impegno nessuno ha pensato a privilegi: tutti lo hanno fatto partendo dalla convinzione martiana che il vero uomo non guarda da che parte si vive meglio, ma da che parte si trova il dovere”. Nella cerimonia di riconoscimento, presieduta dal membro del Burò Politico e vicepresidente del Consiglio di Stato, Esteban Lazo Hernández, sono stati consegnati diplomi a 50 dirigenti e funzionari del Partito e a 84 lavoratori di altre dipendenze. Hildelisa García Mesa, capo del Gruppo nazionale di Contabilità e Finanze del Comitato Centrale, a nome di tutti gli omaggiati, ha riaffermato l’impegno di continuare a lavorare con dedizione, di rettificare gli errori commessi e servire d’esempio alle future generazioni. A proposito dell’impegno attuale dei militanti del PCC, Alfonso Borges ha sottolineato che attualmente la loro responsabilità radica nel contribuire a rendere concrete le Linee del VI Congresso gli obiettivi di lavoro approvati nella Prima Conferenza Nazionale. “È un compito gigantesco, ha segnalato, e tocca a noi comunisti essere guide”. Alla cerimonia hanno partecipato membri della Segreteria del Comitato Centrale, capi e funzionari di dipartimenti del PCC, con altre autorità nazionali. FINANZIAMOCI SIPORCUBA non ha scopo di lucro ma ha alcune spese di funzionamento. Per sostenerle, ci finanziamo con le sottoscrizioni volontarie di fondatori, autori, lettori, simpatizzanti. 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